Cronaca
Avviata la fase sperimentale

Veronico: cani pastore per prevenire danni luni nel Parco

L’Ente Parco cede alle aziende i capi di cani da guardiania

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Bari – Dopo la sperimentazione delle recinzioni elettrificate per la prevenzione dei danni da cinghiale, da giovedì 12 febbraio, l’Ente Parco, in collaborazione con il Centro Internazionale per la Ricerca sul Cane, avvierà un progetto sui sistemi di prevenzione con i cani da guardiania per i danni da predatori, in particolare da lupo.

L’Ente Parco, capofila del progetto “Convivere con il lupo” finanziato dal Ministero dell’Ambiente e di cui sono partner altri cinque Parchi Nazionali, attuerà la campagna di prevenzione contro gli attacchi dei predatori e di sostegno alla pastorizia e inizierà la distribuzione di cani da pastore abruzzesi, unica razza italiana di cani da guardiania in grado di proteggere le greggi dal lupo.

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia concentra così le proprie forze per un progetto a favore della pacifica convivenza tra zootecnia e lupo. Il riaffermarsi della presenza del predatore sull’Alta Murgia, infatti, se da un lato è un fondamentale contributo alla biodiversità del territorio, dall’altro viene percepito come un problema per i danni riportati agli allevatori di bestiame domestico. Lo strumento più antico per prevenire gli attacchi dei lupi è il cane da guardiania, rappresentato in Italia dai cani da pastore abruzzesi, veri compagni di lavoro per quei pastori e allevatori che vogliano proteggere con efficacia le proprie greggi.

Il Presidente dell’Ente Parco, Cesare Veronico, ha dichiarato: “Quest’azione consente di rafforzare i già stretti legami tra area naturale protetta e allevatori, in particolare di ovini, già coinvolti in molteplici iniziative tese a rivitalizzare anche economicamente un settore fondamentale per la stessa esistenza del Parco. L’utilizzo del cane da guardia recupera un’antica tradizione e rinsalda il rapporto tra l’uomo e le specie animali, sempre nella tutela del benessere di tutti i soggetti coinvolti”.

“Il Parco – afferma il Direttore dell’Ente Fabio Modesti – punta a promuovere l’utilizzo di questi cani contando sulla creazione di una rete che possa un giorno consentire la disponibilità di cuccioli da fornire agli allevatori che ne sono sprovvisti. Questi cani sono in grado di svolgere un lavoro di difesa eccellente soprattutto se fatti lavorare in squadra, in numero variabile – a seconda delle dimensioni del gregge – da due a dieci”. Particolare attenzione sarà dedicata alla cura del benessere dei cani da guardiania da parte degli allevatori cui sono dati in comodato.

Redazione Stato



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