Cronaca
"Non è un periodo felice e sereno, questo, per il Pd. Tra “falsarie”, l’ennesime, in salsa napoletana, appoggi esterni verdiniani"

PD, maldipancia da Vieste a San Severo: “Cari compagni, così non va!”

"La morte (politico – amministrativa), sarebbe per queste persone la più grande delle benedizioni, perchè spazzerebbe via il vecchio per fare spazio al nuovo"


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”Al segretario regionale PD Michele Emiliano Bari
Al comitato di reggenza PD Foggia

Non è un periodo felice e sereno, questo, per il Pd. Tra “falsarie”, l’ennesime, in salsa napoletana, appoggi esterni verdiniani, minoranza dem che cerca, seppur faticosamente, di alzare la testa e tesseramenti gonfiati in vista di congressi locali, l’aria nel Partito si fa sempre più tesa e irrespirabile. Qualcuno direbbe: “Nulla di nuovo sotto il cielo”. La sensazione, oltretutto, è che il Partito abbia perso la rotta soprattutto rispetto a quei valori comuni emersi al momento della sua costituzione. Valori che collocavano il Pd nell’area di un centro-sinistra progressista e riformista in netta e decisa alternativa al centro-destra. Invece gli avvenimenti degli ultimi anni non hanno fatto altro che avvalorare le tesi di coloro che dichiarano che oramai tra destra e sinistra non c’è più differenza. Prima l’inopinato governo Monti, invece di andare subito al voto dopo la caduta di Berlusconi con Bersani candidato premier (errore imperdonabile), poi i governi Letta e Renzi che hanno rinvigorito tutti coloro che parlavano, e parlano tuttora, di inciucio. Tutto questo ha disorientato il popolo del Pd e del centro-sinistra in genere. L’effetto di questa gestione “allegra” del Partito ha fatto sì che molti dirigenti locali cogliessero al volo l’opportunità per stringere alleanze impensabili e discutibili fino a poco tempo fa. È il caso, ad esempio di Vieste, dove ciò che resta della classe dirigente del Pd, pur di non scomparire dalla scena politica locale e cadere nel dimenticatoio, ha stretto un’alleanza con una bella fetta di Forza Italia adeguatamente rappresentata dall’attuale Sindaco e dall’assessore al turismo. Vale a dire numero uno e numero due dell’attuale amministrazione di cui i rappresentanti del Pd dovevano rappresentare l’opposizione e soprattutto l’alternativa. Amministratori che continuano candidamente a dire: “Mi spetta quello che ho sempre ottenuto, perché sono figlio di… e mio padre e grandissimo amico di…”. Di chi vuole continuare a perpetuare vantaggi e posti al sole di generazione in generazione, di famiglia in famiglia, di padre in figlio.

La morte (politico – amministrativa), sarebbe per queste persone la più grande delle benedizioni, perchè spazzerebbe via il vecchio per fare spazio al nuovo. A questo punto urge una profonda riflessione all’interno del Partito Democratico sia per ciò che concerne il doppio ruolo di premier e segretario del Partito sia per quanto riguarda i paletti in vista delle prossime elezioni amministrative e soprattutto politiche. Vogliamo che il Pd resti il Partito di riferimento del centro-sinistra e non la versione 2.0 della nuova Democrazia Cristiana. Soprattutto deve essere rivisto lo schema delle alleanze sul territorio nazionale per le diverse competizioni elettorali. Non è possibile che dirigenti, assessori e presidenti regionali del PD, a vario titolo vengano a sostenere alleanze strane. Che i signori rappresentanti di FI e del centro-destra vengano considerati alleati fedeli incarnanti il “nuovo che avanza”, e che gli iscritti, militanti ed elettori del PD vengano considerati degli avversari politici da abbattere. Tutto questo è inaccettabile. La profonda riflessione deve investire i vertici nazionali e anche quelli locali, in particolar modo quelli pugliesi, onde evitare un altro caso Bisceglie che creerebbe ulteriore confusione e sconcerto in tutti i militanti e appassionati del Pd. (Paolo Prudente e Francesco Clemente in rappresentanza del popolo del PD di Vieste)

“Cari compagni, così non va!”. Lettera aperta di Dino Marino. “Cari compagni del PD, siamo alla vigilia del congresso regionale e la mia voglia di prendervi a testate è grande. A me, e a tanti come voi, non appartiene l’idea di governo della Puglia che stiamo vedendo implementata in questi mesi dalla Giunta Regionale. Non ci appartiene questa visione fortemente centralistica, nell’ambito della quale, la Regione toglie ai comuni per gestire i rifiuti con lo strumento della municipale barese di famiglia. Non mi appartiene e, credo, non vi appartenga un modus operandi che consente che i Gal siano scippati agli attori Locali; né un modello di sanità che vede il piano di riordino formulato secondo criteri puramente ragionieristici e i direttori delle Asl che non rispondono ai diritti di salute dei cittadini dei territori, ma solo al giudice presidente.

Questa idea di partito non mi convince: è perdente e mette in campo un meridionalismo che ha già perso perché svuotato di ogni contenuto diverso dal tornaconto personale e dall’istituzione di un gruppo di potere. Proviamo ad animare il congresso regionale, costruendo un PD che non smarrisce quei valori fondanti che hanno portato alla nascita di questo partito e fermiamo dunque, la deriva personalistica e di potere che Emiliano con la sua logica di partito a suo uso e consumo sta costruendo in Puglia. Ridisegnamo in forma moderna i valori di una sinistra che Emiliano sta disperdendo. Proveniamo tutti da esperienze di militanza e di partito importanti: il partito era il luogo dove ci si incontrava e ci si scontrava anche. Ma era, anche e soprattutto, un grande contenitore nel quale si discuteva e si elaboravano proposte di governo. Che cosa è rimasto oggi di questo straordinario patrimonio nell’attuale Pd? Poco, anche la voglia di discutere e di confrontarsi sta morendo.

A questo punto,per proiettarci nel futuro, per andare avanti, dobbiamo tornare a quei valori fondanti che ci hanno portato a costruire il Partito Democratico. Recuperare quei valori, quei principi significa archiviare e superare definitivamente il civismo “fake” e posticcio targato Metta, Damone, Spina. Torniamo a discutere di povertà e marginalizzazioni. Torniamo a elaborare pensieri lunghi e modelli di sviluppo. E a preoccuparci di indicare una via d’uscita alla crisi e alla disoccupazione.

Riprendiamo a parlare davvero di Mezzogiorno. Insomma, torniamo a fare la sinistra! Riempiamo di contenuti e di idee questo nostro grande partito. La mera gestione del potere non è più sufficiente. E i ragionieri della politica, quelli che credono che basti far quadrare i conti per aver vinto la partita, stanno uccidendo quel minimo di vitalità e di partecipazione alla vita pubblica ancora presente a Foggia, in Capitanata, in Puglia. Il congresso regionale può rappresentare una chance per invertire la rotta. Se sapremo proporre alternative, soprattutto progettuali, ad un modello di governo e di partito perdenti, forse potremo anche riuscire a invertire la rotta e a ripristinare quella connessione sentimentale ormai da troppo tempo spezzata con i nostri elettori. Se ci limiteremo ad alzare la mano e, ad assecondare il presidente-padrone e i suoi supporter, non potremmo che assistere ad un lento e inesorabile cupio dissolvi di tutto ciò che abbiamo costruito insieme.

PD, maldipancia da Vieste a San Severo: “Cari compagni, così non va!” ultima modifica: 2016-03-11T21:13:30+00:00 da Redazione



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