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Dicesare bacchetta De Santis: “I suoi calcoli frutto di malafede”


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Franco Dicesare (in primo piano), con Rocco Laricchiuta

Foggia – AMMETTE di accettare l’intervista “solo per chiarire alcune inesattezze espresse, ieri, dal consigliere Leonardo De Santis“. Franco Dicesare, ex Coordinatore provinciale di Sinistra Democratica, ora aderente a Sinistra ecologia e Libertà, risponde alle sollecitazioni lanciate dal consigliere comunale del capoluogo. E si apre, spiega. Innanzitutto che “Rocco (Laricchiuta, ndr) non avrebbe mai voluto che si mischiassero gli assetti Comunali con le scelte politiche che sono seguite alla sua elezione in Consiglio Comunale, lui non avrebbe mai tradito gli impegni presi con gli elettori e con il Sindaco Mongelli. All’interno di Sel e prima ancora nella Sinistra Arcobaleno era molto considerato in ambito regionale, ma localmente è stato vittima di una campagna di isolamento che lo ha visto scientemente fuori da ogni organismo di partito a tutti i livelli”. E ricorda che “Nelle elezioni Provinciali del 2008 per poterlo candidare nel collegio che Rocco voleva (pur sapendo di non riuscire ad essere eletto), io e Enzo Lo Caputo (Segretario di SD Regionale) siamo stati a Bari sino a notte fonda, solo l’intervento dei Regionali risistemò le cose e Rocco riuscì insieme con il Preside Trecca ad entrare in lista. Oggi la parte di Sel che ha voluto Rocco ai margini lo rivendica come proprio. Al Consigliere De Santis che a Rocco deve molto, dico di riflettere, prima di rilasciare dichiarazioni che potrebbero compromettere equilibri e futuro della nostra Organizzazione.”

Addirittura?
Perchè no? Sel è un’organizzazione fragile che conta, specie in Capitanata, su un numero di circoli diciamo poco attivi politicamente. A colpi di maggioranza sono state imposte soluzioni e schemi organizzativi che sono agli antipodi del pensiero e della prassi messa sul campo da Nichi Vendola. Il rischio è che a furia di isolare gli altri si ritorni all’autoreferenzialità dei gruppi dirigenti. Anche nel caso Laricchiuta gli errori del passato non consentono facili percorsi di ricucitura, quindi un accaparrarsi senza titolo l’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia, porterebbe certo un successo a Sel, ma con la definitiva affermazione di un gruppo dirigente assolutista.

Indichi una strada lei…
Io ancora una volta sono d’accordo con il Sindaco Mongelli; c’è bisogno di dare continuità alle scelte che hanno portato alla costituzione della Lista Mongelli ed aggiungo non potrebbe essere altrimenti.

Assist a Peppino D’Urso?
Il Consigliere De Santis ad un certo punto dell’intervista fa delle operazioni matematiche, somma numeri non sommabili e sottrae poi i voti di Peppino D’Urso. E’ una visione ingenua o in malafede delle cose, perché non tiene conto delle regole del gioco. Le assegnazioni dei seggi nelle elezioni Comunali si fanno con il metodo d’Hont, bastavano pochi voti in meno alla lista Mongelli ed il seggio sarebbe andato al PD. Quindi ciò che D’urso ha preso se lo è sudato sino all’ultimo voto. Ma è anche vero che senza i voti, per esempio del secondo dei non eletti la Dott.ssa Lo Campo il Seggio di D’Urso non ci sarebbe stato e quindi, proprio De Santis non sarebbe diventato Consigliere.

Ma se i voti di Sinistra per Foggia e Lista Mongelli si fossero uniti, come è poi successo, oggi ci sarebbero due eletti di Sel ed un Assessore…
Ma questo non va detto a me. Piuttosto va ricordato a chi non volle dar vita alla lista di SEL alle Comunali, chi si oppose e fece di tutto per isolare Sinistra Democratica: sono gli stessi che oggi vanno dal Sindaco a trattare l’Assessorato. Persino i Socialisti in presenza di Rocco acconsentirono all’uso del simbolo di Sel su Foggia.

Va bene, Dicesare. Ma oggi siete in un’unica organizzazione politica…
L’oggi non è un problema, il problema è ciò che è stato e le scelte che si sono susseguite. Lo dice anche De Santis, D’Urso non è ben voluto nel PD, l’allora SD non era ben voluta e nel tentativo di farla naufragare si scelse di isolarla. Noi (Io, Rocco e De Santis) chiedemmo al Sindaco di fare la Lista Mongelli per recuperare la candidatura di chi fatto fuori dalle liste non si sarebbe candidato.

E poi?
E poi è successo il miracolo, i Partiti che non avevano speranze grazie a San Mongelli si trovano ancora in Giunta. Ora i Partiti stanno riprendendo quota, mano a mano che le nebbie del dissesto si diradano ed invece è il progetto di Mongelli quello che bisognerebbe portare avanti, quello vincente.

Tutto qua il divario con De Santis?
Ad un certo punto dell’intervista il Consigliere De Santis dice che l’assessorato a D’Urso sarebbe una dichiarazione di guerra a Sel. Ma Sel ha ingaggiato una battaglia di posizioni al Comune di Foggia, senza neanche avere le idee chiare sul cosa fare. E’ Sel, anzi è parte di Sel, che è andata alla guerra senza che ce ne fosse alcun motivo, visto che chi ne ha fatto le spese era un iscritto di Sel del Circolo Rosa Luxemburg, bastava considerarlo quando era in vita. E poi la battuta sul ristabilire l’equilibrio che era presente con Rocco Laricchiuta, francamente, se la poteva risparmiare.

Quindi ritorniamo alle guerre interne imposte alla città?
Le guerre si fanno con gli eserciti e non mi sembra che nessuno possa vantare numeri del genere, da una parte e dall’altra. Abbiamo avuto tante occasioni per superare le divisioni interne, il consigiere De Santis ed altri hanno preferito andare per la loro strada e noi rispettiamo le libertà di tutti, la parola Libertà è iscritta nel nostro simbolo.

Allora tornando all’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia il vostro nome qual è?
A me sembra di essere stato chiaro; io e con me i compagni del Circolo Rosa Luxemburg, siamo per la continuità e quindi per il giusto riconoscimento del lavoro fatto nella Lista Mongelli dal Consigliere D’Urso e non è vero che questa nomina scontenterebbe Sel perché con D’Urso alla Cultura entrerebbe in Consiglio Comunale un’altra iscritta di Sel la Dott.ssa Lo Campo. Forse, lo dico a De Santis, si potrebbe partire da qui per ricucire uno strappo da noi subito e certo non voluto.

p.ferrante@statoquotidiano.it
FOCUS. L’intervista a Leonardo De Santis

Dicesare bacchetta De Santis: “I suoi calcoli frutto di malafede” ultima modifica: 2011-05-11T15:28:04+00:00 da Piero Ferrante



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