Editoriali

Imam, cattolici, Vendola e Grillo


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Nichi Vendola. (Copyright: © Marco Merlini / LaPresse)

Bari – “LA posizione dell’imam di Segrate è l’altra faccia dell’arretratezza culturale sui temi dei diritti civili e del rapporto tra religioni. Da una parte Giovanardi e Borghezio, dall’altra l’imam di Segrate non fanno fare un passo in più al rispetto reciproco, alla civiltà nei rapporti tra mondi troppo spesso divisi da pregiudizi e da ottusità”. Questa la risposta del governatore della Puglia Nichi Vendola, in merito alle dichiarazioni dell’imam Ali Abu Shwaima il quale, nonostante le dichiarazioni favorevoli all’integrazione straniera espresse più volte da parte del leader del Sel, aveva spiegato che “I musulmani di Milano non devono votare i candidati della lista di Sinistra Ecologia e Libertà perché il suo leader, Nichi Vendola, in quanto omosessuale, ha una condotta che non va d’accordo con l’etica islamica”.

Non bisognerebbe votarlo, da parte dei cattolici. Lui e il suo partito non sono compatibili coi valori cattolici. Vendola non ha capacità amministrativa e le sue qualità politiche e morali non sono da elogiare”, gli ha fatto eco Monsignor Antonio Vacca, vescovo emerito di Alghero tramite intervista pubblicata sul sito “non secolarizzato” Pontifex Roma.it. “Strano: quando l’Imam attacca i cattolici e questi replicano, le sciocchezze sono cattoliche, ora si capovolgono i valori. Insomma, ecco il relativismo del gay pugliese”, rincara la dose il direttore Bruno Volpe. Divisi dalla religione, uniti dalla politica contro il “vizioso” Vendola.

Le parole dell’imam si sono inevitabilmente intrecciate con quelle del comico Beppe Grillo che, da Bologna, dove era intervenuto a supporto del candidato sindaco della lista “Movimento 5 stelle”, aveva apostrofato infelicemente il Governatore pugliese con un “Al salut buson” (frocio, in dialetto). La protesta da parte dell’Arcigay non si è fatta attendere. “Grillo ci dica – si chiede in un comunicato-, e con estrema chiarezza, quale posizione assume rispetto alle rivendicazioni delle persone omosessuali e transessuali italiane, tematiche cruciali per il pieno compimento della democrazia nel nostro Paese”. “Il silenzio assoluto di Grillo su questi punti rende oltremodo arduo interpretare le sue parole di ieri e, peggio, distinguerlo dai troppi politici di professione che parlano di noi con disprezzo o, nella stragrande maggioranza dei casi, ci ignorano. Beppe Grillo e il movimento cinque stelle, come gesto di chiarimento, farebbero cosa opportuna nell’esprimere la propria adesione e sostegno, ad Europride Roma 2011, dell’11 giugno 2011″.

Da settimane il comico genovese riempie le piazze con migliaia di simpatizzanti, discutendo di temi quali i referendum contro il nucleare e l’acqua pubblica, la legge popolare per il parlamento pulito bloccata da anni e il blocco dei finanziamenti pubblici a giornali e partiti. Tutti aspetti opportunamente e deliberatamente censurati dalla quasi totalità dei media, attenti ad ascoltare la voce del Padrone.

Un paio mesi fa, durante una trasmissione in prima serata della rete La7, Vendola aveva discusso del “fenomeno” Beppe Grillo (senza possibilità di replica) e del Movimento 5 Stelle usando termini quali “pressapochismo”, “semplificazioni urlate”, “primitivismo culturale” e “cicli complessi della nostra società” in merito alle dure critiche che gli erano state mosse in merito all’approvazione degli inceneritori della Marcegaglia in Puglia e dell’ospedale privato a Taranto di Don Verzè , socio di Berlusconi, costruito tramite 60 mln di soldi pubblici. Tra Grillo e il leader del Sel, come ricordano in molti, c’erano stati in verità anche numerosi contatti che, nelle speranze di Vendola, avrebbero condotto ad un’alleanza stategica per le successive elezioni. Speranze naufragate a causa dell’intransigenza del comico in merito, a suo dire, a evidenti contraddizioni, specie su alcune scelte ambientali, da parte del presidente della Regione Puglia.

Il risultato è fin troppo palese: per aver chiuso le porte al centro sinistra nelle imminenti elezioni comunali, Grillo si è beccato oggi anche le punzecchiatture mirate del mensile l’Espresso del gruppo De Benedetti che, tramite l’articolo “Grillo, razzismo e bufale” di Alessandro Capriccioli, vengono riportate un elenco di frasi decontestualizzate di Grillo, alcune delle quali risalenti addirittura al 1998, provvedendo ad azionare una calcolata macchina del fango contro “l’ingrato” comico. Segno che il “Metodo Boffo” ha fatto ormai scuola. Non bastava l’invettiva di Giuliano Ferrara in prime time su Radio Londra, ora anche un giornali “liberali” del centro sinistra e perfino qualcuno dei Radicali hanno iniziato a vituperare incessantemente il Movimento 5 Stelle, reo di aver preferito non allearsi con nessuna coalizione, come è invece d’uopo in certa “realpolitik”, o politica della pagnotta.

a.delvecchio@statoquotidiano.it

Imam, cattolici, Vendola e Grillo ultima modifica: 2011-05-11T09:15:57+00:00 da Agostino del Vecchio



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Commenti


  • Carlo

    Confermo grande Grillo l’unica persona coerente con la sua linea capace di muovere le masse contro il potere, non come Vendola che muove le masse per i fatti propri e poi da 60mil/euro a don verzè e chiude gli ospedali pubblici, oltre agli inceneritori della marcegaglia!


  • Vito Caferra

    Una sola imprecisone nell’articolo. A Taranto, il progetto “San Raffaele del Mediterraneo” non ha visto nemmeno la posa della prima pietra, e questo nonostante i 60 milioni di euro già elargiti dalla Regione Puglia a don Verzè. Nel frattempo, urare,posso assicurare, si stanno spendendo fior di milioni pre ammodernare i “vecchi” ospedali cittadini. Insomma, il goveranote si conferma poeta della balla.

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