Manfredonia

Tremiti, “Riperimetrazione AMP ? Ad oggi nulla”


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La manifestazione di Termoli, lo spiaggiamento (Ph: St)

Manfredonia – In seguito anche alla grande manifestazione di Termoli del 7 Maggio 2011, dove svariate istituzioni, oltre a circa 280 associazioni, hanno rinnovato il loro diniego alle ricerche petrolifere nei pressi dell’arcipelago pugliese, in quanto totalmente incompatibili con le attività prevalenti nella riserva marina delle Isole Tremiti. La popolazione prende atto delle proposte legali concrete da parte di alcune istituzioni territoriali, quali: la presentazione di ricorsi a tali istanze da parte della Regione Puglia, col comune di Peschici e Rodi Garganico; la proposta di riperimetrazione dell’Area Marina Protetta, presentata dal Parco del Gargano al Ministero dell’Ambiente. I cittadini sono perfettamente a corrente che tali azioni, in caso di buon fine, porterebbero ad un reale allontanamento delle ricerche dalla riserva marina Isole Tremiti.

D’altronde a tutt’oggi tali provvedimenti, in particolare la proposta di riperimetrazione dell’AMP, non sono state ancora concretizzati dalle istituzioni statali competenti. Rimane a tal punto concreto il pericolo che tali ricerche e trivellazioni petrolifere possano comunque attuarsi in zone ancora troppo vicine alle isole. In attesa di rassicurazioni, e dell’eventuale accettazione di tali azioni di tutela, la popolazione si trova nella condizione necessaria di attuare ogni tipo di protesta e mobilitazione, che possa mantenere viva l’attenzione sul problema.

La cittadinanza tutta non ha dubbi: le ricerche e le eventuali trivellazioni petrolifere danneggerebbero irrimediabilmente le attività economiche prevalenti della popolazione locale, quali la pesca e il turismo. Pertanto gli isolani sono tutti d’accordo sulla necessità che vengano attuate eventuali azioni di protesta collettiva. A tal scopo, il giorno Venerdi 13 Maggio, corrente anno, la popolazione parteciperà ad un sit-in di protesta di fronte al Municipio, cercando di mantenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica sul pericolo delle trivellazioni nei pressi dell’area marina protetta Isole Tremiti.

Tale mobilitazione totalmente pacifica, di cui questa è la prima iniziativa, verrà attuata fino a conferma da parte del Ministero dell’Ambiente, di un reale allontanamento dalle isole di tale minaccia alla salute e alla quasi totalità delle attività economiche presenti nell’arcipelago. La cittadinanza, spiacente che una tale azione possa portare disagi e ripercussioni sulle attività economiche dell’isola e dei centri di arrivo, quali Termoli ed il Gargano, spera oltremodo che gli operatori possano capire l’assoluta necessità della suddetta mobilitazione. Se l’intenzione di alcune multinazionali è quella di distruggere in pochi anni l’unica economia su cui si basa il territorio tremitese, allora è preferibile che ciò venga effettuato anticipatamente dagli stessi isolani, ad oltranza, fino all’accettazione di proposte concrete a tutela del territorio”, terminano i rappresentanti del Comitato di cittadini a difesa del mare delle Isole Tremiti


Redazione Stato

Tremiti, “Riperimetrazione AMP ? Ad oggi nulla” ultima modifica: 2011-05-11T21:32:15+00:00 da Redazione



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Commenti


  • armando quaglia

    vorrei fare una precisazione. il problema delle trivellazioni nn è solo competenza, e nn mette a rischio l’ecosistema e l’economia di un territorio ristretto come le tremiti o il Gargano o ancora la costa termolese. A tal proposito, la soluzione nn può essere quella del semplice spostamento dei confini…della serie “FATTI PIU IN LA”.
    L’Adriatico piu che un mare è un lago salato, con un ecosistema fragile e già fortemente compromesso dagli sversamenti di fiumi inquinati dalle industrie nel nord italia. Si è già visto come le correnti spesso portano sui nostri litorali garganici targhe automobilistiche con sigla BO o RV e mnolto altro. Si è visto che, in caso di incidente, lo sversamento nn può essere contenuto e perimentrato, ma questo si sposta e nn si riesce a recuperarlo.
    il No-Petrolio-Adriatico, va ben oltre che il semplice diniego di un lembo di terra, qui si tratta sia di rispettare le comunità locali che di ripensare il modo di produrre e utilizzare le fonti energetiche.
    ma cosa succederebbe se domani fosse la Croazia o il Montenegro a decidere di trivellare i loro mari? può l’arroganza di un paese previcare sui diritto di un altro paese e delle rispettive comunità costiere?

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