Niki, Grillo e il Napolitano ipovedente
Bari – “OGGI abbiano di fronte il profilo anche un pò mediocre di un populista e di un demagogo. E’ difficile pensare di lavorare con chi mescola argomenti demagogici, urla, emette grugniti al posto di pensieri”. Questo ha affermato il presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà (Sel) Nichi Vendola, in un’intervista rilasciata a Tgcom24, solo pochi giorni fa. “Anche perché lui – ha spiegato ancora il leader di Sel riferendosi a Grillo atteso nel pomeriggio in piazza a Bologna – nel suo linguaggio a me pare un po’ eccessivamente maschilista, un po’ tributario di un codice sessista e maschista. I temi giusti che lui solleva hanno bisogno di un approfondimento piuttosto che di formule magiche e di atteggiamenti molto simili a quelli del fondamentalismo e dell’integralismo”.
U-TURN POLITICO – Oggi, alla luce dell’inatteso (forse neppure tanto) exploit del Movimento 5 Stelle, le parole di fuoco del Governatore della Puglia hanno intrapreso una brusca inversione di marcia. Il perché lo spiega lo stesso leader del Sel: il centrodestra “tracolla”, ma il centrosinistra “non decolla”. E, soprattutto, “non bisogna sottovalutare il Movimento 5 Stelle”, che ha avuto “un vero e proprio boom perché il centrosinistra non è riuscito a fornire fino in fondo un’alternativa credibile e questo ha fatto scoppiare il voto di protesta”.
LA SINISTRA C’E’ MA SI SENTE POCO – Nichi ha compreso perfettamente che la vera difficoltà è rendere il centro sinistra una “vera alternativa credibile”. Inarrestabile, altrimenti, la crescita di consensi al Movimento 5 Stelle, che “talvolta dimostra una pratica politica più vicina alla vera vita dei cittadini, mentre la politica ufficiale sembra l’eterna separata in casa della quotidianità di tutti”. Le amministrative hanno evidenziato una Sinistra, benché vincente, in netto calo di consenso popolare e quasi amalgamato al centrodestra nella difesa nel recessivo Governo presieduto da Mario Monti.
IL PARTITO COMANDA, LA REPUBBLICA RISPONDE – Ancora una volta il maggior partito si conferma quello dell’astensionismo, ancora più in crescita rispetto alle passate amministrative. Il M5S ha raggiunto, quasi dovunque, risultati ragguardevoli e percentuali a due cifre. Questo nonostante la volontaria censura da parte di Tv e giornali che dalla disastrosa (specie in termini economici) ammucchiata partitocratica attuale traggono sostentamento economico, oltre alle dirette indicazioni su chi bisogna parlare bene o male. Ecco così spuntare editoriali “a comando” di direttori “illuminati “ o “liberali” de La Repubblica o la Stampa accompagnate da immagini di un Beppe Grillo digrignante e molesto. Nessuna voluta indicazione sul programma elettorale da mesi esposto da mesi sul blog del comico genovese. La paura fa l’editorialista prudente.
NAPOLITANO NON VEDE GRILLO – Se da una parte Nichi Vendola appare il politico più lungimirante nel possibile diffusione del M5S la palma del politico “ipovedente” è senza dubbio da assegnare oggi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, a margine dell’inaugurazione della mostra “150 anni dedicati al futuro” delle Poste Italiane, ha commentato l’esito delle amministrative spiegando: “Di boom ricordo solo quello degli anni ’60 in Italia, altri boom non ne vedo…“. Il boom del Movimento 5 Stelle non si vede, ma si sente. Boom, boom, Napolitano! Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale (articolo 87 della Costituzione).
Rappresenta anche il Movimento Stelle e anche, dopo queste elezioni, i suoi circa 250 consiglieri comunali e regionali scelti dai cittadini”. Beppe Grillo ha replicato così dal suo blog al Presidente della Repubblica, augurandogli “meritato riposo” dal prossimo anno quando scadrà il suo settennato.
a.delvecchio@statoquotidiano.it









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