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Il ReD, il Reddito di Dignità, è stato istituito dalla Regione Puglia con la legge n.3 del 14 marzo 2016

Puglia, Giunta approva regolamento ReD

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Bari. “Il Reddito di Dignità è una pietra miliare del nostro programma di governo. Aver approvato ieri in Giunta il regolamento attuativo segna un passo fondamentale nell’iter, il prossimo sarà la pubblicazione degli avvisi pubblici. Stiamo procedendo a ritmo serrato per realizzare questa misura di contrasto alla povertà tanto attesa dai pugliesi”: è il commento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano a seguito dell’approvazione, da parte della Giunta regionale, del regolamento attuativo del ReD, Reddito di Dignità.

Il ReD, il Reddito di Dignità, è stato istituito dalla Regione Puglia con la legge n.3 del 14 marzo 2016. Successivamente si sono insediati, presso la Presidenza, gli strumenti di governance della Misura (tavolo di partenariato e cabina di regia interistituzionale) che hanno prodotto il Regolamento approvato.

1. Elementi di coordinamento ReD/SIA
La Misura ReD è finanziata da risorse del Bilancio regionale, da risorse del POR Puglia 2014-2020 (OT VIII – OT IX FSE), da risorse PON Inclusione 2014-2020.
ReD si coordina con il SIA (Sostegno inclusione attiva) previsto nell’ambito delle politiche nazionali di contrasto alla povertà (risorse stanziate con la Legge di Stabilità 2016 – Decreto di attuazione – Legge delega istitutiva del LEP – Piano Nazionale di contrasto alla Povertà). In Puglia dunque è prevista un’unica misura, il ReD, che integrerà l’intervento nazionale (SIA) e l’intervento regionale: unica domanda, unica erogazione, unica procedura, unica presa in carico con il patto di inclusione. L’investimento complessivo è di 70milioni di euro l’anno, per cinque anni, con una copertura prevista di 20mila nuclei familiari l’anno. Il ReD, grazie all’integrazione con il SIA, aumenta il trasferimento economico per i beneficiari e allarga la platea dei potenziali beneficiari (nella misura nazionale limitata alle famiglie con minori).

2. Il Patto di inclusione
Il ReD è una misura attiva di inclusione, in quanto prevede un percorso di attivazione della durata di 12 mesi, attraverso la sottoscrizione di un Patto sociale fra le istituzioni e il beneficiario.
Il Patto di inclusione prevede:
– un programma personalizzato per la presa in carico del beneficiario e dell’intero nucleo familiare di appartenenza
– la formazione
– un tirocinio di inclusione sociale
– un’attività di cura e assistenza nell’ambito del proprio nucleo familiare

3. Requisiti di accesso al ReD
Potranno far domanda coloro i quali:
a. Sono residenti in Puglia da 12 mesi
b. Hanno un ISEE non superiore a 3.000 euro
Dati i vincoli economici, si partirà dalle categorie in maggiore difficoltà che il Regolamento definisce in base ai seguenti criteri:
numero di figli
numero di figli minori
nucleo familiare monogenitoriale
presenza di persona con disabilità grave o non autosufficienza
valore ISEE da 0 a 3000
condizione lavorativa

4. Modalità di domanda
I cittadini in possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alla misura, in risposta ad apposito Avviso pubblico regionale, possono presentare la domanda su piattaforma telematica unica:
– come utenti diretti della piattaforma telematica unica;
– mediante Centri di Assistenza Fiscale e Patronati convenzionati con gli Ambiti territoriali sociali e i Comuni di riferimento, alle medesime condizioni economiche previste per gli aderenti alla piattaforma SGATE, con oneri a carico degli stessi Comuni;
– mediante i servizi per il lavoro accreditati per il lavoro, a condizione che si sia provveduto preliminarmente alla definizione di apposite convenzioni con i Comuni di riferimento, alle medesime condizioni di cui al precedente punot.
Le domande sono lavorate su piattaforma telematica da INPS e Comuni in cooperazione applicativa.

5. FASI di attivazione della Misura – Fasi di istruttoria, verifica e valutazione delle domande e soggetti responsabili:
– Regolamento attuativo (maggio, approvazione da parte della Giunta e a seguire parere non vincolante della commissione consiliare);
– Avviso pubblico per le Manifestazioni di interesse presentate da soggetti pubblici e privati, per i tirocini di inclusione sociale (giugno);
– Avviso pubblico per i beneficiari di ReD (giugno);
A seguito della presentazione della domanda si svolgono le seguenti fasi di istruttoria:

Fase I – verifica preliminare dei requisiti di accesso e certificazione ISEE, a cura di Servizio Sociale dell’Ambito territoriale e INPS, che operano tramite piattaforma telematica unica;

Fase II – valutazione multidimensionale del bisogno e attribuzione del relativo punteggio sulla base dei criteri, di cui al Regolamento, attraverso l’applicazione delle funzionalità della piattaforma telematica unica;
Fase III – valutazione multiprofessionale delle domande e verifica della presenza di carichi familiari e sociali di specifico rilievo, ai fini della presa in carico del nucleo famigliare, a cura dell’equipe multi professionale dell’Ambito territoriale e sottoscrizione del patto individuale per l’inclusione sociale.



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