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"Non deve pagare i milioni di Iva pretesi dall’Agenzia delle Entrate"

Di Biase “IVA, Sanitaservice ha ragione. Ecco perchè”

La Sanitaservice avrà ragione, perché non vi sono le condizioni stabilite dalla legge per essere definita ‘soggetto passivo Iva’: A) non svolge attività economica (o d’impresa); B) non svolge l’attività in modo indipendente (autonomo)"


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Foggia. È inusuale che questioni fiscali di aziende, anche pubbliche, diventino oggetto di articoli di giornale. È accaduto per Sanitaservice ad opera della Gazzetta del Mezzogiorno. Titoli a caratteri cubitali, articoli su cinque colonne, la Sanitaservice Foggia, prima fucina della reinternalizzazione dei servizi no-core delle aziende sanitarie della Puglia, è stata additata come la responsabile di un possibile ‘buco’ nelle finanze regionali di milioni di euro (da 4 a 40).

Fonte delle notizie: i verbali di verifica e constatazione della Guardia di Finanza e l’avviso di accertamento relativo all’anno 2011 dell’Agenzia delle Entrate di Foggia.

La Sanitaservice non ha ‘amicizie giornalistiche’. Non coltiva perciò l’illusione/speranza di vedere pubblicate le notizie in proprio possesso e le ragioni dei propri atti. La Gazzetta ha sempre ritenuto superfluo acquisire informazioni anche da Sanitaservice. Non una telefonata. Una e-mail. Un segnale di fumo. Niente.

Da qui, la scelta obbligata del firmatario della presente (a.u. della società in house della ASL FG fino al 13 aprile scorso) di affidare ad un ‘volantino’ la illustrazione del perché di alcune scelte in materia tributaria, del perché in sede di contenzioso tributario prevarranno le ragioni della Sanitaservice, del perché è possibile per la sanità pugliese risparmiare alcune decine di milioni di euro all’anno.

La spiegazione verrà affidata a parole semplici, comprensibili, ricorrendo a pochissimi tecnicismi. Dell’intera vicenda tributaria, la questione fondamentale è racchiusa in una domanda, e nella relativa risposta naturalmente. Questa la domanda: la Sanitaservice, società affidataria in house di servizi di competenza della ASL FG, è soggetto passivo ai fini Iva?

Chiunque, a fronte di questa domanda, risponderebbe che è indispensabile consultare la legge. Prendere atto cioè di cosa prescrivono le norme tributarie in materia di condizioni per definire il soggetto passivo Iva. Orbene, la norma che stabilisce tali condizioni è contenuta nella legge europea sull’Iva. È l’articolo 9 della Direttiva europea n. 112 del 2006, secondo cui si considera “soggetto passivo Iva” chiunque esercita un’attività economica in modo indipendente. Una norma di meritoria semplicità e chiarezza. Si tratta infatti semplicemente di accertare: 1) se le società-in-house-strumentali-possedute-interamente-dalla-pubblica-amministrazione svolgano o meno attività economiche (o di impresa); 2) se sì, se le esercitano in modo indipendente (autonomo, non sottomesse alla volontà altrui).

Che così si debba operare, che tanto vada preliminarmente accertato, lo afferma l’Agenzia nazionale delle Entrate che sulla propria rivista telematica ‘Fisco Oggi’ scrive: Secondo l’articolo 9 della direttiva 112/2006, … si considera soggetto passivo “chiunque esercita, in modo indipendente e in qualsiasi luogo, un’attività economica, …”.

Deve essere, quindi, considerato soggetto passivo: Chiunque. A livello unionale non ha alcuna rilevanza la condizione soggettiva dell’agente. In modo indipendente. Tale requisito serve ad escludere dal campo applicativo del tributo tutti coloro che svolgono un’attività con vincolo di subordinazione. Svolge un’attività economica (o d’impresa, come preferisce dire il legislatore fiscale italiano, ndr).

Sorprenderà tutti Voi apprendere che l’articolo 9 della Direttiva 112/2006 non risulta mai preso in considerazione sia dai Finanzieri che dai Funzionari dell’Agenzia provinciale delle Entrate. L’articolo 9 non risulta nemmeno citato nelle centinaia di pagine redatte dagli Uffici. Vi sembrerà incredibile, ma, finora, è andata esattamente così: si pretende che la Sanitaservice paghi milioni di euro, ma l’Ufficio di Foggia dell’Agenzia delle Entrate non ritiene doveroso illustrare la norma fondamentale sulla cui scorta poter reclamare i soldi. Non devi sapere! Paga e sta zitto!

Vi ricordate di K. ? Il protagonista del ‘il processo’ di F. Kafka ? Viene giustiziato con una coltellata. Muore in conseguenza di una condanna inflittagli da un tribunale che non lo ha mai informato in merito alla natura delle accuse a suo carico, e che non gli ha mai fornito alcun riferimento per attuare una vera difesa.

Beh, Sanitaservice non farà la fine del signor K.. Si difenderà e otterrà giustizia.

La Sanitaservice avrà ragione, perché non vi sono le condizioni stabilite dalla legge per essere definita ‘soggetto passivo Iva’: A) non svolge attività economica (o d’impresa); B) non svolge l’attività in modo indipendente (autonomo).

A) Sulla natura dell’attività svolta. In proposito è sufficiente leggere un qualsiasi manuale di diritto civile. Si leggerà che l’attività, per essere definita economica o di impresa, deve essere rivolta al mercato. L’autoproduzione, ovvero la produzione per sé stessi, ossia il processo che caratterizza la produzione di servizi effettuata dagli enti pubblici tramite società in house, non integra una attività economica o d’impresa, bensì una mera attività amministrativa. Si tratta di attività amministrativa strumentale svolta in forma privatistica. Ossia: l’attività resta amministrativa, nonostante la forma dell’ente che la svolge, nonostante il ricorso all’istituto privatistico della società commerciale (Corte cost., sent. 326/2008).
B) Sulla modalità di svolgimento dell’attività. Lo svolgimento delle attività amministrative affidate alle società in house si caratterizza per il cd ‘controllo analogo’, così definito dalla legge: “la situazione in cui l’amministrazione esercita su una società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi, esercitando un’influenza determinante sia sugli obiettivi strategici che sulle decisioni significative della società controllata”.

In virtù del ‘controllo analogo’ la società strumentale in house non può muovere foglia che il proprio ente non voglia.
Afferma la Corte di Cassazione (ss.uu., sent. 26283/2013):
– Le società in house hanno della società solo la forma esteriore, ma costituiscono in realtà delle articolazioni della pubblica amministrazione da cui promanano e non dei soggetti giuridici ad essa esterni e da essa autonomi.
– Gli organi delle società in house sono preposti ad una struttura corrispondente ad una articolazione interna alla stessa pubblica amministrazione, sicché è da ritenersi che essi siano personalmente a questa legati da un vero e proprio rapporto di servizio, non altrimenti di quel che accade per i dirigenti preposti ai servizi erogati direttamente dall’ente pubblico.
– L’uso del vocabolo società qui serve solo allora a significare che, ove manchino più specifiche disposizioni di segno contrario, il paradigma organizzativo va desunto dal modello societario; ma di una società di capitali, intesa come persona giuridica autonoma cui corrisponda un autonomo centro decisionale e di cui sia possibile individuare un interesse suo proprio, non è più possibile parlare.

Assume l’A N A C “…le società in house, …pur non rientrando fra le amministrazioni pubbliche… costituiscono nei fatti parte integrante delle amministrazioni controllanti”. (Det. 8 del 17 giugno 2015). E ancora: l’organismo affidatario in house, ancorché dotato di autonoma personalità giuridica, presenta connotazioni tali da giustificare la sua equiparazione a un «ufficio interno» dell’amministrazione affidante. In tali casi, il rapporto tra i due enti (affidante e affidatario) è solo apparentemente un rapporto intersoggettivo, configurandosi di fatto come un rapporto di delegazione interorganica. Conseguentemente … non si configura un ricorso delle amministrazioni al mercato finalizzato all’approvvigionamento di beni o servizi (outsourcing) ma una forma di «autoproduzione» di quei beni o servizi mediante strumenti propri (in house)…omissis…” (Consiglio dell’ANAC del 28/12/2016. Proposta di Linee guida per l’iscrizione nell’elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori).

Da “Le società pubbliche nel Testo Unico – D.Lgs 19/08/2016, n. 175” a cura di Fabrizio Cerioni – Giuffrè, Gennaio 2017 – Capitolo 8 ‘Società pubbliche e imposizione fiscale’, par. 2 ‘La soggettività passiva nell’IVA’, pag. 356 e seguenti.

“…E’ decisivo stabilire in quale veste la singola società in house debba essere considerata: se come ripartizione organizzativa funzionale dell’ente…o come struttura imprenditoriale autonoma. Nel primo caso, essa non assume la veste di soggetto passivo d’imposta…”

È indiscutibile che la Sanitaservice:
A) non svolge attività economiche, ma amministrative, di supporto alle funzioni amministrative della ASL FG;
B) non svolge le sue attività in modo indipendente.

Ne consegue che la Sanitaservice non ha la veste di soggetto passivo Iva. Non deve pagare i milioni di Iva pretesi dall’Agenzia delle Entrate.

(Foggia, 11 maggio 2017 – dott. Antonio di Biase)

Di Biase “IVA, Sanitaservice ha ragione. Ecco perchè” ultima modifica: 2017-05-11T15:04:21+00:00 da Redazione



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Commenti

  • Be’ sembra abbastanza chiara la spiegazione dell’amministratore unico della Sanitaservice di FG Antonio di Biase quello che non è ancora chiaro pero’ è l’accanimento che si sta manifestando tutto intorno a questa Sanitaservice mettendo ansia e preoccupazione ai lavoratori specialmente quando si sente parlare di dare discontinuità .


  • miclo

    di biase sei -…….sapevi tutto


  • AGOSTINO LATTANZIO

    Il dottor Di Biase espone le sue ragioni in modo semplice si da far comprendere anche a quelli che non Vogliono comprendere.

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