Cronaca
Nota stampa

“Gestione dei rifiuti e tutela della salute dei cittadini”

"Se è vero che i rifiuti sono anche una risorsa economica per il territorio, è altrettanto sacrosanto che la Pubblica Amministrazione debba coinvolgere la cittadinanza e porre a a fattor comune i propri intendimenti"

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La scelta dell’Amministrazione Comunale di permettere l’insediamento di una centrale aerobica di compostaggio da 60.000 tonnellate nel nostro territorio (area ex-Safab) da parte di privati (Sagedil/Gesafin), necessita di una forte proposta alternativa capace di invertire tale decisione ed elaborare un progetto credibile di Gestione del ciclo dei rifiuti, mettendo al primo posto i rischi per l’ambiente e la tutela della salute dei concittadini.

Se è vero che i rifiuti sono anche una risorsa economica per il territorio, è altrettanto sacrosanto che la Pubblica Amministrazione debba coinvolgere la cittadinanza e porre a a fattor comune i propri intendimenti.

Nel caso della centrale di compostaggio è accaduto il contrario! Sin dall’Atto d’indirizzo della Giunta, non si è ritenuto di coinvolgere né le Istituzioni cittadine, né l’Associazionismo e neppure le tante competenze sul tema esistenti nella nostra Provincia.

Data la serietà del problema, non riteniamo utile alimentare improvvisate polemiche, né inseguire comitati di novelli “ambientalisti” che hanno sulla coscienza – e anche di più – la centrale a turbogas di Contrada Ratino, scelta scellerata di cui, ancor oggi, non conosciamo le ricadute sul territorio, né i dati sulle emissioni ed il livello di PM 10 (polveri sottili) presente in città, per menefreghismo da parte di chi è preposto a farlo per obblighi di legge e responsabilità nei confronti della tutela della salute pubblica.
A tal proposito, farebbe bene il Sindaco – per il suo ruolo – ad incalzare gli Uffici preposti a fornire informazioni e, in caso di inadempienze, denunciarle e predisporre immediate iniziative al riguardo, superando la presa in giro di quei totem che lanciano dati incomprensibili ai più e spesso datati – predisponendo ogni azione di salvaguardia del territorio e della popolazione.

Una tale disamina ci porta ad una considerazione: l’ecologia del vivere sociale nella nostra città è ignorata a tutti i livelli!!

Occorre una reale presa di coscienza da parte di chi ha le competenze politiche e tecniche, dei cittadini, chiamati con forza sia alla denuncia che alla partecipazione diretta e consapevole del proprio ruolo nella Comunità cittadina.

Bisogna smetterla una buona volta di pensare “SCIAGURATAMENTE” che il tutto si risolva con la monetizzazione del rischio salute: 1 milione e mezzo di euro per la centrale turbogas (Giunta Savino); 600.000 euro per il compostaggio (Giunta Miglio).

Se tali impianti devono esserci – non certo questo – la compensazione ambientale deve essere tangibile e di durata pari agli effetti inquinanti di tali impianti (ad es. manutenzione del verde cittadino, controlli continui su tutto il territorio della qualità dell’aria, interventi di riduzione delle cause di avvelenamento dell’aria, innovazione tecnologica continua degli impianti, etc..).

Perché siamo contrari all’impianto di compostaggio sull’area ex Safab:

1) perché non è pubblico e crea pochissima occupazione!!
Si è lasciato decadere il progetto, già finanziato in sede regionale in buona parte ed a cui si potevano anche aggregare interessi privati, per insediare una centrale capace di lavorare sull’intero ciclo dei rifiuti, quindi anche l’indifferenziata, con impatto ambientale minimo e fonte di risorse finanziarie ed occupazione di diverse decine di lavoratori.
La Ditta prescelta non ha requisiti credibili, è il solito vaso di pandora del quale fanno parte personaggi di dubbia legalità e portatori di interessi meramente speculativi che, di certo, non
depongono in favore di una serietà di realizzazione del progetto.

2) perché il sito non è idoneo!!
Sulla SS16 e dintorni insistono già altri impianti: la citata centrale a turbogas; una discarica
privata; la centrale a biomasse nei pressi di Rignano G.co (stazione) in agro di San Severo, la stessa Ecoagrim di Lucera.
Si vuole che l’Alto Tavoliere – e l’abitato che la circonda – diventi la discarica ed il sito più inquinato di Capitanata?
E’ evidente l’insostenibilità dell’individuazione di quell’area, su cui si scaricherà un traffico micidiale e pericoloso dei camion che trasportano quotidianamente i rifiuti, diretti ai vari siti citati. Per non parlare della circolazione dei venti che mette a forte rischio il nostro abitato.
Altro particolare da approfondire: si è in presenza, in quella zona, di rischio allagamenti, tanto che la Regione aveva previsto vincoli nel PAI su un tratto esteso della SS16 e, al di là dei correttivi apportati dal Comitato VIA Provinciale che ha dato il via libera all’impianto, non abbiamo alcuna certezza sui rischi idrogeologici in quell’area, anche alla luce delle connotazioni emergenziali assunte dalle precipitazioni nel corso degli ultimi anni nel territorio di Capitanata.

3) perché la capienza della centrale – 60.000 tonnellate – è spropositata!
All’anima del guadagno da garantire ai privati che investono! San Severo produce un max
di 8.000 tonnellate annue di rifiuti; l’Aro FG/4, che comprende diversi Comuni del Tavoliere, arriva a un max di 12.000 tonnellate.
Perché questa sproporzione? Forse, ma neanche tanto, un tale impianto deve ospitare rifiuti regionali ed extraregionali, dato tanto più allarmante se si pensa che le discariche già operanti in Puglia riescono a soddisfare il fabbisogno… qui siamo oltre il lecito interesse monetario, siamo in presenza di una vera e propria bomba ecologica piazzata sulle future generazioni e sulle nostre teste!!

4) perché la scelta non è stata democratica!
Un impianto di questa portata, alla luce di quanto avvenuto con la centrale a turbogas, non può essere deciso in qualche stanza, privata o pubblica che sia; la coalizione Bene Comune che legittimamente governa la città, nel suo programma non citava questo impianto. Allora, perché non coinvolgere le Istituzioni e le forze di maggioranza ed opposizione? Perché non interessare le Associazioni ambientaliste ed a tutela della salute? In Comune c’è la Consulta delle Associazioni, c’è il Comitato per la difesa dell’Ospedale, e si potrebbe continuare…
Vorremmo delle risposte chiare da parte dell’Amministrazione Comunale, come pure ci vorrebbe chiarezza ed un confronto di verità sul perché l’impianto pubblico è stato lasciato nel dimenticatoio… Una verità però l’abbiamo acquisita: la scelta non è stata trasparente e
democratica, e ciò rappresenta una macchia indelebile per chi ha deciso questo percorso!

Questo impianto va cancellato dal nostro territorio!

Il compostaggio non è il demonio, bensì dobbiamo pensare ad un sito diverso, una capienza contenuta, un intervento sinergico di pubblico e privato che copra l’intero ciclo dei rifiuti,
un’attenzione alla raccolta differenziata che favorisca una reale diminuzione della TARI per i cittadini, la creazione di una filiera che produca nuove ricadute economiche ed occupazionali sul territorio!!

Chimere? Fantasie? Non lo crediamo, creiamo un Tavolo partecipato da Amministratori Comunali, Tecnici del settore e cittadini che vogliono migliorare questa città ed andiamo avanti.

Con queste idee e questi contenuti vorremmo essere parte di un percorso di coinvolgimento democratico della popolazione, da cui possa scaturire una nuova proposta che vada ad affrontare il problema del ciclo integrale dei rifiuti che veda l’Amministrazione ed i cittadini protagonisti del loro futuro: PROPONIAMO LA COSTITUZIONE DI UN COMITATO CITTADINO LIBERO ED APERTO A TUTTI, SENZA SCHIERAMENTI PRECOSTITUITI E BANDIERE DI PARTITO E DI MOVIMENTI ORGANIZZATI.

I CITTADINI ISCRITTI AL PARTITO DEMOCRATICO
Iolanda Popolo – Lucia Cristalli – Tina Ponziano – Antonietta Resce – Tiziana Naturale
Nicola Colio – Michele Irmici – Matteo Tricarico – Michele Carella – Rino Ferrara
Raffaele Carrabba – Diego Matarante



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