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Lorenzin: “Pronto il testo sull’obbligo dei vaccini a scuola”

Pdl vaccini, Colonna: “Pronti emendamenti per obbligo nella fascia di età da 0 a 6 anni”

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””Ho pronto un testo di legge che prevede l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso alla scuola dell’obbligo con un ampliamento delle vaccinazioni obbligatorie indicate dal nostro ministero. L’ho mandato oggi al presidente del Consiglio e lo porterò domani in Consiglio dei ministri”. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, alla trasmissione ‘Night Tabloid’ che andra’ in onda questa sera su Rai 2. Fonti di Palazzo Chigi precisano che “a proposito di presunte polemiche, domani all’esame del Consiglio dei ministri non è previsto alcun testo di legge relativo ai vaccini””. Lo riporta l’Ansa.

Pdl vaccini, Colonna: “Pronti emendamenti per obbligo nella fascia di età da 0 a 6 anni”
Una nota del consigliere Enzo Colonna (Noi a sinistra per la Puglia). È all’ordine del giorno del Consiglio regionale, nella prossima seduta di martedì 16 maggio, la proposta di legge a firma dei colleghi Amati, Zinni e altri consiglieri, sulle “Disposizioni per l’esecuzione degli obblighi di vaccinazione dei minori”. Tale proposta, ricordo, prevede il divieto di accesso alle strutture che offrono servizi educativi, pubblici e privati, per tutti i minori che non hanno adempiuto agli obblighi vaccinali previsti dalla legislazione statale vigente.

Attraverso le audizioni svolte nella prima e terza commissione, durante le quali sono stati ascoltati numerosi esperti, è stato possibile un approccio consapevole e scientificamente fondato all’esame di una materia particolarmente sensibile. Come ho detto sin dall’avvio del suo iter, condivido i motivi ispiratori della proposta di legge ma sono necessari alcuni correttivi alla sua impostazione, nel senso di equilibrare interessi di pari rilievo, quali quelli alla tutela salute collettiva e all’accesso non condizionato ai percorsi di istruzione obbligatoria. Dando seguito a questa impostazione e alla luce delle audizioni svolte, ho presentato perciò alcuni emendamenti che si muovono nella direzione che più volte ho annunciato.

Quello più importante, condiviso dai colleghi Amati, Zinni, Mazzarano e Pentassuglia, prevede che l’aver assolto all’obbligo di vaccinazione costituisca requisito di accesso alla scuola dell’infanzia e a tutti i servizi educativi e ricreativi, pubblici e privati, per l’infanzia e la prima infanzia. Si tratta, in pratica, di asili nido, scuole dell’infanzia, sezioni primavera, servizi integrativi, centri ludico-ricreativi dedicati ai bambini nella fascia di età 0-6 anni.

Resta fermo, come già prevede la proposta di legge, che il minore possa essere esonerato dall’obbligo di vaccinazione nei casi in cui possa comportare un pericolo concreto per la salute del minore in relazione a specificità cliniche che devono essere attestate dal pediatra di libera scelta.

Per i minori di età superiore (6-16), invece, l’accesso ai percorsi scolastici rientranti nell’istruzione obbligatoria non può essere condizionato alla positiva verifica dell’assolvimento dell’obbligo di vaccinazione. In tal senso, si esprime esplicitamente anche la normativa nazionale che, a partire dal 1999, prevede che “la mancata presentazione della certificazione (vaccinale) non comporta il rifiuto di ammissione dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami”; nel caso di mancata presentazione della certificazione o della dichiarazione sostitutiva da parte dell’interessato, il dirigente scolastico entro cinque giorni è tenuto a comunicare la circostanza all’azienda unità sanitaria locale di appartenenza dell’alunno e al Ministero della salute, per gli opportuni e tempestivi interventi (dpr n. 355/1999).

Altri emendamenti presentati dagli stessi colleghi consiglieri e da me sottoscritti sono intesi invece a promuovere interventi di carattere tecnico-regolamentare diretti a migliorare il livello informativo prevaccinale degli utenti su finalità e necessità delle vaccinazioni.

Con tali modifiche e integrazioni al disegno di legge, ritengo, è possibile contemperare e assicurare, ad un tempo, la tutela della salute collettiva e il diritto del minore all’istruzione e alla formazione, entrambi costituzionalmente garantiti, così da scongiurare il rischio che l’eventuale scelta dei genitori di non effettuare le vaccinazioni (quelle per cui sussiste un obbligo sancito dalla normativa statale), possa tradursi in un irreversibile pregiudizio del minore stesso nel proprio percorso di crescita e formazione.

Peraltro, quest’approccio finalizzato a limitare l’introduzione del divieto di accesso alle strutture educative, unicamente ai bambini della fascia d’età 0-6 anni è stato confermato anche dal Consiglio di Stato in una recente pronuncia in merito alla legittimità dell’obbligo di vaccinazione introdotto dal Comune di Trieste per l’accesso ai servizi educativi comunali da 0 a 6 anni. In particolare il supremo organo giurisdizionale amministrativo ha evidenziato come l’obbligo di vaccinazione, oltre ad essere coerente con il sistema normativo generale in materia sanitaria e con le esigenze di profilassi imposte dai cambiamenti in atto (quali la minore copertura vaccinale in Europa e l’aumento dell’esposizione al contatto con soggetti provenienti da Paesi in cui anche malattie debellate in Europa sono ancora presenti), non si ponga in conflitto con i principi di precauzione e proporzionalità e ha rilevato altresì come lo stesso principio di precauzione – secondo cui in presenza di un’alternativa che presenti un rischio per la salute umana non dimostrato ma neppure smentito dal sapere scientifico, il decisore pubblico deve optare per la soluzione che neutralizzi o minimizzi il rischio – in questo caso opera a tutela della salute pubblica e in particolare della comunità in età prescolare, prevalendo sulle scelte e prerogative sottese alla responsabilità genitoriale.



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