Manfredonia

Alti Fondali, Cgil: non basta bando AP, serve rimorchiatore

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Un momento della Conferenza stampa del 04 giugno al Regio Hotel Manfredi di Manfredonia: da sx ing. Di Iasio, sindaco di Monte Sant'Angelo, presidente della Provincia Pepe, moderatore incontro giornalista dr. M.Apollonio e onorevole T.Leone (STATO@)

Manfredonia – “APPRENDIAMO da articoli di stampa, dichiarazioni e prese di posizione espresse in sede parlamentare e in varie conferenze da esponenti di primo piano della politica locale, delle Istituzioni Nazionali e legati al territorio, relative al futuro del Porto Alti Fondali di Manfredonia. Apprezziamo la ripresa di un interessamento da parte di chi, per ruolo, competenza e responsabilità deve rispondere della rivitalizzazione di un’infrastruttura da tutti riconosciuta, tassello fondamentale di un sistema dei trasporti integrato che permetta alla nostra Provincia, alla nostra Regione ed al Mezzogiorno in generale, di dialogare con il sistema produttivo nazionale ed europeo. Tuttavia, registriamo un avvitamento su se stesso, di un ragionamento (Autorità Portuale si, Autorità Portuale no ecc.) che nulla aggiunge alle prospettive di rilancio del Porto Alti Fondali“. A dirlo in una nota i rappresentanti della Cgil, camera del Lavoro di Foggia ed i referenti della Filt.

“Anche le risorse destinate all’ammodernamento del Porto Commerciale e indicate dal Bando di Gara prodotto dall’Autorità Portuale nei giorni scorsi (circa 10 mil. di euro), seppur da salutare come segnale positivo, non sembrano rappresentare quel punto di svolta per un Porto Industriale che volesse tornare ad essere un Porto vero”. “Quello che continuiamo a registrare sono: la mancanza, di fatto del rimorchiatore (eventuali necessità dovrebbero essere soddisfatte con l’utilizzo, a chiamata, di un natante proveniente da uno dei Porti della tanto vituperata Autorità del Levante); l’assenza di Manfredonia dall’elenco dei Porti elaborato dalla Corte dei Conti europea che ha analizzato i progetti di sviluppo degli scali portuali finanziati con fondi europei (Manfredonia, semplicemente non esiste!); la continua diminuzione dei traffici presso le banchine del Porto Alti Fondali; la reale impossibilità del nostro sistema-impresa, già penalizzato dalla grave crisi economica che attraversa il Paese, di poter disporre di una modalità di trasporto competitiva per spedire le proprie merci e per ricevere le materie prime”.

“Non ci attarderemo ad alimentare sterili e inutili polemiche che in alcuni casi, rasentano il folklore. Ribadiamo ancora una volta, però, la nostra posizione favorevole all’inclusione di Manfredonia nell’Autorità del Levante poiché riteniamo che il futuro del Porto Alti Fondali di Manfredonia (sottinteso che la sua sopravvivenza sia, realmente, interesse della totalità delle forze politiche, sociali, economiche del territorio e non una mera enunciazione di principio da usare nei convegni dedicati all’argomento) possa trovare esito positivo solo se integrato in un sistema della Portualità Pugliese. Non possiamo, altresì, non esimerci dal segnalare il nostro disappunto sul dato di fatto che, ad oggi, quella più volta richiamata sinergia tra istituzioni locali, associazioni imprenditoriali e forze sociali, cede il passo ad un dibattito sterile che a volta, si veste di risvolti gattopardeschi.”

“Crediamo che, a questo punto, sia necessario un chiarimento definitivo fra tutte le parti interessate. Chiediamo alla Provincia, al Comune di Manfredonia, alla Regione Puglia, ai rappresentanti politici che fanno riferimento al territorio di rendersi parte attiva per la promozione di una sorta di task-force aperta alle organizzazioni imprenditoriali, agli uffici di competenza del Porto, alle agenzie marittime operanti nello scalo marittimo, alle parti sociali per definire un Piano Condiviso per il rilancio del Porto Alti Fondali di Manfredonia”. “Prima che sia troppo tardi”.

Redazione Stato@riproduzione riservata

VIDEO INTERVISTA CONFERENZA /ON.T.LEONE



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