Capitanata

Estorsioni, truffa, 24 arresti mafia tra Bari e Foggia (NM/VIDEO)

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Aerea beni sequestrati (fonte image: STATO@)

Bari – PERSONALE della Polizia di Stato di Foggia, con i comandi provinciali della Guardia di Finanza di Bari, Foggia e dello S.C.I.C.O., hanno eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare personale, nei confronti di soggetti responsabili a vario titolo di associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso, finalizzata alla estorsione, usura, truffa aggravata per il conseguimento di contributi comunitari nel settore vinicolo e frode fiscale. Nel corso delle operazioni, sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per oltre 20 milioni di euro. L’operazione, a cui partecipano 300 agenti della Mobile della Questura di Foggia e militari dei Comandi provinciali della Guardia di finanza di Bari e foggia e dello Scico di Roma (Servizio centrale investigazione sulla criminalità organizzata) è stata denominata ‘Baccus’. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della DDA del capoluogo pugliese. Indagine coordinata dalla DDA di Bari, del sostituto procuratore dr. Giuseppe Gatti.


Focus operazione.
L’inchiesta assume particolare rilevanza in quanto fornisce ulteriore riscontro a quel significativo “salto di qualità” compiuto dalla mafia foggiana, già affiorato in recenti indagini concluse dalla D.D.A.; il quadro emerso dall’inchiesta attesta la capacità di infiltrazione della criminalità organizzata foggiana nel tessuto economico locale, in un settore strategico come quello vitivinicolo, con ramificazioni e collegamenti che si estendono fino al nord-Italia.

Questi i punti salienti posti in evidenza dall’attività investigativa: le rilevanti disponibilità di liquidità finanziarie della mafia foggiana, che hanno consentito all’organizzazione di proporsi alle imprese locali in difficoltà come canale di finanziamento privilegiato; la complicità di una rete imprenditori locali legati al settore vitivinicolo, assoggettati all’organizzazione; il coinvolgimento diurna grande azienda vitivinicola ravennate operante in Russi di Romagna; la connivenza di numerosi istituti bancari che hanno omesso sistematicamente di segnalare operazioni sospette; la straordinaria redditività dell’operazione, con i capitali illeciti che venivano reinvestiti nell’economia legale, generando profitti elevatissimi con operazioni fraudolente ai danni dell’Erario e della Comunità Europea

Ingegnoso e complesso il modus operandi: la mafia foggiana metteva in circuito denaro liquido che veniva trasportato al nord- Italia presso l’Azienda Vincola Alla Grotta per un importo corrispondente ad una serie di fatture false emesse da cartiere foggiane legate all’organizzazione, al netto dell’IVA. Il denaro, maggiorato dell’IVA, veniva poi restituito alla criminalità organizzata foggiana attraverso bonifici che l’azienda ravennate effettuava in favore delle cartiere foggiane, a pagamento delle false fatturazioni.

Su quelle operazioni commerciali fittizie (per un fatturato di oltre 35 milioni di euro) l’azienda ravennate otteneva indebiti rimborsi fiscali (per oltre 11 milioni di euro) e illeciti contributi comunitari (per oltre 18 milioni di euro).


24 arresti, 17 in carcere.
I risultati dell’operazione, come anticipato, sono quanto mai significativi: 24 persone arrestate, di cui 17 in carcere (tra cui soggetti di primo piano della criminalità organizzata foggiana) per reati di associazione a delinquere, usura ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, oltre a frode fiscale, truffa ai danni dell’Unione Europea e illecito amministrativo di cui alla l. 231/01 nei confronti dell’ “Azienda Vinicola Alla Grotta srl” di Russi di Romagna, con sequestro di beni mobili ed immobili per oltre 20 milioni di euro, sia nella provincia di Foggia che nel nord-Italia.

VIDEO OPERAZIONE BACCHIUS



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Redazione Stato, g.defilippo@riproduzione riservata



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