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Sanità in Puglia, Cassano: “Vendola ammette i dieci anni di ritardo”

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Massimo Cassano (archivio: nsterra)

Massimo Cassano (archivio: nsterra)

Bari – “DIECI anni di ritardo rispetto a quanto fatto con i piani di riordino in altre regioni del Centro Nord. Lo ammette candidamente il nostro presidente Nichi Vendola, chiedendo al contempo ulteriori sacrifici e parlando di stato di precarietà e angoscia dei sistemi sanitari di – genericamente – altre regioni”. Lo dice in una nota il Consigliere regionale e vicecapogruppo PdL, Massimo Cassano.

“Non sappiamo a chi e cosa si riferisca il presidente; di certo non alla Lombardia, al Veneto, all’Emilia o alla Toscana, per citare realtà a guida sia di centrodestra che di centrosinistra, i cui sistemi sanitari sono modelli per l’Europa e, purtroppo, continuano ad attrarre migliaia di pazienti dalla Puglia. In realtà sono comprensibili, ma non condivisibili, le difficoltà enormi per chi vive di politica nell’ammettere il totale fallimento del proprio operato.
Ancora più grave quando eventuali conseguenze saranno pagate a caro prezzo dalla popolazione che rischia, qui in Puglia, di non vedersi più riconosciuto il sacrosanto diritto alla tutela della salute. Piuttosto che gettare acqua sul fuoco, il presidente Vendola dovrebbe – come da noi più volte richiesto – iniziare un tour negli ospedali e confrontarsi con i medici, gli infermieri, gli ammalati, i parenti di chi è ricoverato”. “Si metta in coda davanti ad uno sportello Cup, Vendola, assieme ai pensionati, come uno qualunque e magari ci indichi pure i progetti, al momento inesistenti, per la diffusa – sono parole sue – ‘infrastrutturazione socio-assistenziale’. Spieghi a che punto sono le piante organiche e l’osservatorio regionale sui prezzi in sanità. La Puglia sta soffocando ed è tempo che intervengano i nostri parlamentari per una lotta bipartisan che si sposti a Roma per rappresentare le emergenze in atto”.


“Soprattutto perché nonostante le rassicurazioni puntuali del presidente, non si intravede alcun traguardo, alcuna forza in campo e solo ulteriori sacrifici per i cittadini. Soprattutto non si intravede alcun futuro migliore se è vero che lo stesso sindaco di Bari, Emiliano, pur scoprendo il problema con un ‘leggero’ ritardo, si è finalmente deciso a coinvolgere il Prefetto”.


Redazione Stato



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