Cronaca

Vico, attentato all’azienda dei rifiuti: bruciati 4 mezzi

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Vigili del Fuoco (archivio - leggilo.net)

Vico del Gargano – QUATTRO automezzi della Teknoservice, azienda che gestisce il servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti solidi urbani a Vico del Gargano sono stati incendiati nella notta. Da una analisi, si parla di circa seicentomila euro di danni. I mezzi erano par­cheggiati nell’area adibita a deposito, nel­l’immediata periferia del centro gargani­co. Si parla di un gesto di natura dolosa. Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano.


Redazione Stato



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il periodo di ferie stabilito, comunicato via e mail dal lavoratore, non legittima il licenziamento!

    Le ferie determinate dal lavoratore, comunicate via email, in assenza di risposta del datore di lavoro, non costituiscono la giusta causa che rende legittimo il licenziamento di colui che si assenta in seguito alla comunicazione tramite posta elettronica.

    Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la recente sentenza n 7863 del 18 maggio 2012. È illegittimo, quindi, il licenziamento per giusta causa di un dipendente di un’azienda, per assenza ingiustificata dal lavoro, qualora, anche se in mancanza di una espressa manifestazione formale di consenso da parte dell’ufficio del personale, egli si sia assentato a seguito di una comunicazione via email ai responsabili.

    Nel caso di specie, i magistrati del Palazzaccio hanno rilevato che questa modalità di comunicazione all’interno dell’azienda fosse una consuetudine, nel caso della richiesta dei giorni di ferie.

    Il dipendente aveva frainteso la mancata risposta, interpretandola come un silenzio-assenso, comportamento già verificato in precedenza. Nella prassi aziendale rientrava la concessione in forma tacita dell’autorizzazione alle ferie, per i lavoratori che comunicassero il periodo a mezzo di posta elettronica al presidente dell’azienda e al responsabile dell’ufficio del personale.

    La Suprema Corte, così, ha respinto il ricorso della società, confermando la decisione espressa dai giudici di merito sia in primo che in secondo grado: il licenziamento era illegittimo. Il lavoratore, secondo gli ermellini, assentandosi durante i giorni che aveva comunicato via mail, aveva agito sulla base della legittima presunzione che le ferie fossero state concesse dal capo dell’ufficio del personale. Abitualmente, infatti, non era richiesta da parte dell’ufficio del personale la visione delle autorizzazioni firmate dal presidente.

    Non è stato possibile ravvisare- evidenzia la Cassazione nella sentenza – una insubordinazione del dipendente, avendo il ricorrente agito nella consapevolezza di avere ricevuto in forma tacita l’autorizzazione dal presidente, il quale nulla aveva opposto nel lasso di tempo intercorrente tra la comunicazione e la concessione delle ferie.

    Infine, aggiunge la Corte, quando il datore di lavoro “in tema di licenziamento illegittimo, contesti la richiesta risarcitoria pervenutagli dal lavoratore è onerato, pur con l’ausilio di presunzioni semplici, della prova, a nulla rilevando la difficoltà di tale prova o la mancata collaborazione del dipendente estromesso dall’azienda, dovendosi escludere che il lavoratore abbia l’onere di farsi carico di provare una circostanza, quale la nuova assunzione a seguito del licenziamento, riduttiva del danno patito”.
    Foggia, 11 giugno 2012 Avv. Eugenio Gargiulo

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