Politica

Zullo: “Emiliano si assuma le proprie responsabilità per sfascio sanità”

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Michele Emiliano al convegno d Foggia (Ph: P.Ferrante - www.statoquotidiano.it)

Bari – “COME leggere le sortite di Emiliano con la voglia di ordinanze per tenere aperti gli Ospedali a Bari? E’ forse il risveglio di chi in questi anni è stato in letargo e non ha potuto sentire o vedere quello che accadeva o forse l’esaltazione dell’indole da padreterno che con un’Ordinanza risolve tutti i problemi o forse ancora come la trovata di chi vorrebbe rendersi autorevole come candidato alla Regione?”. “Se la mente andasse in giro, troveremmo tanti altri interrogativi ma sempre indirizzati a comprendere un comportamento stravagante ma mai responsabile e proprio di una classe dirigente”.

“Emiliano non dimentichi che nella sua qualità di Sindaco di Bari è il Presidente della Conferenza dei Sindaci per l’ASL BARI e, come tale, ha avuto fin dal 2004 il compito di corrispondere alle esigenze sanitarie della popolazione provvedendo alla definizione, nell’ambito della programmazione regionale, delle linee di indirizzo per l’impostazione programmatica dell’attività del Direttore Generale dell’ASL. Egli aveva inoltre il dovere di esaminare il bilancio pluriennale di previsione ed il bilancio di esercizio e di rimettere alla regione le relative osservazioni, di verificare l’andamento generale dell’attività e di contribuire alla definizione dei piani programmatici trasmettendo le proprie valutazioni e proposte al direttore generale ed alla regione”.

“Non solo! Emiliano è stato il Segretario regionale ed oggi è il Presidente del PD, il partito di maggioranza relativa alla Regione che supporta tutte le scelte di Vendola, il partito di Frisullo, di Tedesco e di tanti altri che hanno operato in Sanità. Vederlo oggi nello strenuo tentativo della difesa degli ospedali di Bari, francamente fa pena perché non ci si può lavare coscienza e faccia con un’Ordinanza figlia di un risveglio tardivo ed inutile al fine di riempire pagine di giornali per poi presentarsi come candidato Presidente alla Regione”. “In un Paese normale siffatti comportamenti sarebbero già stati censurati; qui non solo il danno perpetrato alla comunità si trasforma in mania di grandezza ma diventa funzionale al carrierismo politico incentrato solo sull’esaltazione dell’io, io, i, io e mai sull’esaltazione della collettività”.


Redazione Stato



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