Foggia

Foggia, Lavoratori Mazal: il sindacato chiede udienza al Prefetto

Gli stipendi percepiti oscillano fra gli 800 e i 1400 euro

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Foggia. Hanno chiesto un incontro con il prefetto di Foggia per la prossima settimana. L’obiettivo è la mediazione fra l’azienda Mazal, che riscuote i tributi in città, e il sindacato. Sono 56 i lavoratori senza stipendio da gennaio che preannunciano lo sciopero. Una parte è difesa dalla Uil Tucs (settore Turismo, commercio e servizi), altri lavoratori sono meno “dialoganti” sulle decisioni da prendere, preferirebbero azioni più decise e stanno conducendo questa vertenza senza “sindacalizzarsi”.

Al tavolo è convocato anche il Comune: “Un’azione forte in questo momento? – rilancia la domanda Elio Dota, segretario di settore della Uil- varrebbe molto poco. Siamo in una fase giudiziaria in cui qualunque azione rischia di perdersi e di complicare le cose. Se quell’azienda si chiude i lavoratori veramente se ne vanno a spasso. Chiediamo che il prefetto ci ascolti anche per evitare l’interruzione del pubblico servizio, siamo l’unico sindacato che si è mosso a tutela di chi lavora in questa azienda. Chiediamo almeno una o due mensilità per alleviare le sofferenze di questi lavoratori che non possono campare”.

Gli stipendi percepiti oscillano fra gli 800 e i 1400 euro, qualcuno ha totalizzato 24 anni di servizio, solo 3 lavoratori sono stati ereditati da quelle da quella che fu la ‘Gema’, l’ex azienda di riscossione tributi, molte famiglie sono monoreddito. “La società trattiene l’aggio dei tributi riscossi (e che continua a riscuotere, ndr), quel denaro c’è e ci spetta, non dobbiamo chiedere per favore anche perché il contratto prevede la risoluzione del rapporto in caso di mancato versamento degli stipendi e contributi previdenziali”. La risoluzione del contratto fra Mazal e il Comune è stata impugnata dalla società che dal Tar ha ottenuto una sospensiva. Del merito della causa si discuterà ad ottobre. L’amministrazione cittadina ha “integrato il giudizio” che pende sul Tar chiedendo ai magistrati di accelerare i tempi.

Lo stesso Landella avrebbe sollecitato al pagamento delle mensilità arretrate a Mazal ma finora senza esito. Nel frattempo il clima sul posto di lavoro è di tensione soprattutto dopo le notizie degli arresti fra i vertici dell’azienda, la revoca del concordato preventivo del Tribunale di Milano (Mazal, nata per “cessione di ramo d’azienda” fra l’originaria Aipa e Mazal, sarebbe stata creata per accaparrarsi i contratti di riscossione tributi quando Aipa era in pre-fallimento, secondo le indagini) gli avvisi di garanzia in città. Dota preannuncia che dalla settimana prossima, per decreto del Ministero della attività produttive, Mazal entrerà in amministrazione giudiziaria. “I debiti vengono congelati, può continuare a riscuotere, pagare i lavoratori, dare i soldi ai Comuni ma non può aumentare di 1 euro il suo debito. Fra l’altro va detto che il fatturato di Mazal deriva per il 40% dal contratto che ha con Foggia”. Per discutere di come gestire l’appalto è previsto anche un incontro con i vertici nazionali di Cgil e Cisl fissati per i prossimi 15 giorni.

(A cura di Paola Lucino, paola.lucino@virgilio.it)



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