Manfredonia
Gli Uffici di Sanità Marittima provvedono ad esercitare l' attività di vigilanza eseguendo tre livelli di verifica

GranoSalus “Il grano canadese al glifosate fa rotta su Manfredonia”

"A Manfredonia da tre giorni centinaia di autotreni si affrettano a scaricare una nuova nave di grano (forse) canadese"

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Roma, 8 giugno 2017. Il grano canadese al glifosate circola liberamente nei nostri porti, anche in quelli non agibili (Manfredonia), ma nessuno lo controlla. Il motivo? Il Ministero della Salute non sembra aver inserito il glifosate nel protocollo dei pesticidi da ricercare, sebbene ne abbia vietato l’uso in pre raccolta in Italia. E quand’ anche ne disponesse l’esame non ci sarebbero laboratori pubblici in Puglia accreditati a rilevare il glifosate. Paradossale ma vero! Nel frattempo è scattato il fermo sanitario su molti camion e a Bari è arrivata un’ altra nave dal Canada molto più grande

A Manfredonia da tre giorni centinaia di autotreni si affrettano a scaricare una nuova nave di grano (forse) canadese. Si tratta, secondo fonti attendibili, della HELEN BOLTEN una General Cargo IMO 9427380 MMSI 255805950 costruita nel 2009, battente bandiera Portugal (PT) con una stazza lorda di 15861 ton, summer DWT 25953 ton. Non è così grande come quella di Bari, anche perché i fondali di Manfredonia sono limitati e non possono ospitare navi con stazza elevata.

La nave ha fatto tappa ad Oristano dove secondo alcune fonti avrebbe scaricato circa 3 mila tonnellate. Ma insistono molte zone d’ombra su cui necessitano ulteriori accertamenti. La General Cargo è ripartita il 2 giugno alle ore 9,18 da Oristano per arrivare a Manfredonia il 5 giugno alle ore 12.23 dove stà scaricando circa 32 mila tonnellate!

Il grano della porta rinfuse di dubbia provenienza è diretto ai Silos di Foggia (8000 ton) e Chieti (24000 ton), dove viene praticamente miscelato con parte del grano italiano per essere trasformato in semola. Il prezzo pagato oscilla tra 23-27 euro quintale. Nella giornata di oggi, tuttavia, è scattato il fermo sanitario su molti camion.

Nel frattempo a Bari stamattina alle 8.06 è arrivata una seconda nave di grano canadese partita da Vancouver il 6 maggio alle 23,24. Si tratta, secondo fonti attendibili, della CBM PARTNER una Bulk Carrier enorme IMO 9764025 MMSI 538007029 costruita nel 2016, battente bandiera Isole Marshall (MH) con una stazza lorda di 43001 ton, summer DWT 81805 ton.

La procedura di vigilanza sul grano extra comunitario

Il sistema dei controlli in Italia è suddiviso tra diversi soggetti :

la Capitaneria di Porto
l’ Agenzia delle Dogane
gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF)

La Capitaneria di Porto provvede a verificare che le navi utilizzate per il trasporto delle granaglie siano in possesso della necessaria certificazione di sicurezza attestante l’ idoneità al trasporto.

L’ Agenzia delle Dogane effettua il controllo fisico delle merci e rilascia il nulla osta allo sdoganamento della merce dopo gli adempimenti sanitari.

Gli Uffici di Sanità Marittima provvedono ad esercitare l’ attività di vigilanza eseguendo tre livelli di verifica (documentale, di identità e materiale, ivi compreso il campionamento per le analisi) in modo da accertare la rispondenza delle merci ai requisiti ed alle prescrizioni previsti dalle normative nazionali e comunitarie.

L’ attività di vigilanza si conclude con il rilascio finale di un provvedimento di ammissione all’ importazione o di diniego, in caso di mancato superamento dei controlli. Ma nel porto (franco) di Manfredonia questa situazione di diniego per il grano non risulta essersi mai verificata. Almeno negli ultimi anni secondo nostre fonti.

La procedura di vigilanza sul grano comunitario

Nel caso una nave arrivi da un porto comunitario, tutta l’attività di controllo (doganale e sanitario) viene effettuata presso il primo porto comunitario cui è attraccata la nave. Mentre l’ Ufficio Sicurezza della Navigazione della Capitaneria di Porto provvede ad effettuare il suo compito come già illustrato.

Il punto sulla sicurezza alimentare e sul principio di precauzione
Se il Glifosate è stato bandito in Italia e non può essere usato in pre raccolta (nel Sud Italia mai nessuno lo ha usato per questa finalità perché c’è il sole che fa maturare il grano), non altrettanto si può dire in Canada. Dove gli stessi canadesi non fanno mistero di usare questo erbicida – ritenuto probabile cancerogeno per l’uomo dalla IARC – per accelerare artificialmente la maturazione. Inoltre, in Canada il limite del Glifosate è la meta di quello previsto in Europa.

Ciò nonostante le analisi non si effettuerebbero, secondo le tipologie ufficiali individuate del Ministero (tab 21). Nell’ elenco degli analiti ricercati nell’ ultimo rapporto del Ministero della Salute (Vigilanza e controllo degli alimenti – anno 2015) non c’è traccia del glifosate.

Come peraltro non c’è traccia di “Non conformità” nei Residui di pesticidi negli stessi report ministeriali, tra cui non è esplicitato in modo chiaro il glifosate. Eppure nel grano canadese c’è! Lo abbiamo dimostrato attraverso le analisi nella pasta (Test Granosalus). Ciò significa che se il glifosate viene ricercato lo si trova. Se, invece, nelle navi non viene ricercato è impossibile trovarlo!

A chi tocca allora l’attività di sindacato sul rispetto del principio di precauzione? Se da noi il glifosate è vietato che senso ha giustificarne l’uso nascondendosi dietro i limiti europei se nemmeno è possibile certificarli?

Infatti, in Puglia nessun ente pubblico è accreditato per analizzare il glifosate! Nè l’ Arpa di Bari, né l’ IZS Puglia e Basilicata. Come mai questi laboratori pubblici non sono stati mai accreditati? Che ne pensano gli assessori regionali che dovrebbero difendere la nostra salute e la nostra agricoltura?

Che ne pensa a riguardo la Coldiretti invece di fare le gite ai porti insieme alle associazioni dei consumatori?

L’ interesse prevalente dell’ Italia è quello di tutelare la salute dei cittadini o l’importazione di derrate contaminate?

fonte granosalus

GranoSalus “Il grano canadese al glifosate fa rotta su Manfredonia” ultima modifica: 2017-06-11T21:47:50+00:00 da Redazione



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Commenti


  • ziototo'

    CAPITO PER CHE ANNO CONDANNATO IL GRANO DELLA DAUNIA CONTAMINATO !!!!!!!


  • Indovina indovinello

    Non compriamo pasta e derivati di aziende che comprano questo grano,che sia la Tamma,Divella o Granoro,mettiamola in ginocchio…..


  • svolta

    Più che altro hanno individuato Manfredonia come valvola di sfogo di tutte le attività illegali o presunte tali che in altre zone, vuoi per maggiori controlli, visite ispettive ed analisi ecc.. ecc…, non vengono permesse.
    I vecchi proverbi, anche quando non esistevano tali circostanze, sono sempre ed oggi maggiormente attuali: “I manfreduniene so amant di frustir”…. Evidentemente si vendono e si fanno comprare con molta facilità…., evidenziando poca dignità se non altro.
    Ho letto, ed invito a farlo, alcune recensioni sul prodotto incriminato, che a quanto ho capito può essere usato, commercializzato e mischiato fino alla fine di giugno….. e che il suo utilizzo è al vaglio del parlamento europeo che doveva e deve emanare direttiva in tal senso. Quindi qualcosa di rischoso c’è già nell’area.


  • Michele

    Manfredonia la -d’Italia! Tutte le schifezze sono succedono qui perché non ci sono controlli!


  • Katastrofe sipontina

    scempi, inquinamento, veleni, centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti..candelaro senza depuratori, grano strano dall’estero..e il bello deve ancora venire.


  • POLITICI SIPONTINI INUTILI

    E I NOSTRI POLITICI/AMMINISTRATORI NON DICONO NIENTE IN MERITO?


  • Redazione

    PIENO SOSTEGNO AI PRODUTTORI AGRICOLI
    CERA: “IN PUGLIA LA PASTA È SCOTTA”

    Bari, 13 giu. – Pieno e incondizionato sostegno ai produttori agricoli pugliesi che protestano contro l’importazione di grano duro dal Canada.
    Davanti al continuo crollo del prezzo del grano, l’importazione di grano canadese rappresenta un cazzotto nello stomaco di tanti produttori locali che restano schiacciati dalle regole di una globalizzazione che non tutela le produzioni di eccellenza, favorendo una produttività nociva per l’economia nazionale, visto che la differenza del made in Italy si basa proprio sulla qualità e non sulla quantità della produzione.
    Occorre attivarsi per garantire tutela ai produttori agricoli nazionali e pugliesi per evitare una inutile guerra commerciale che finisca per impoverire ancora di più il settore agricolo, già piegato da una grave e dura crisi.
    Ricordo che il Consiglio regionale si era già schierato a difesa dei produttori agricoli e a sostegno della filiera di qualità della pasta, chiedendo il pronto intervento del governo nazionale per evitare le distorsioni del mercato e gravi ripercussioni per l’economia pugliese. Ci ritroviamo, invece, ancora una volta a scendere al fianco dei produttori agricoli per combattere insieme una battaglia di principio e di salvaguardia del reddito di migliaia d’imprese agricole.
    Da troppo tempo il settore della produzione di grano subisce attacchi e depotenziamenti produttivi che rischiano di avere conseguenze catastrofiche sul primato produttivo nel settore, oltre a causare un grave danno d’immagine alla pasta italiana e, nello specifico, prodotta con grano duro pugliese.
    Tracciabilità, qualità e affidabilità del grano pugliese devono rappresentare i tre punti di riferimento a tutela e salvaguardia del reddito dei produttori agricoli e della salute dei consumatori.

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