Capitanata

La sporca estate foggiana. 42 gradi e rifiuti in marcescenza

Di:

Rione Martucci (ph: Roberta Paraggio 4 St)

Foggia – LA buona notizia è che domani (martedì 12 luglio) dovrebbero arrivare i 500 mila euro stanziati dalla Regione Puglia per far fronte all’emergenza rifiuti foggiana. La cattiva è lo stato della città, cui va ad aggiungersi la voce proveniente dalla protezione civile. Ovvero, la stima che la colonnina di mercurio, a partire da oggi, non scenderà più al di sotto dei 35 gradi, con picchi ben oltre i 40. E si torna a parlare di urgenza.

Nei giorni scorsi, il girone infernale della spazzatura dauna pareva essere stato ripulito. Dopo diverse settimane di polemiche, il centro aveva assunto una presentabilità estetica decente. Sono bastati tre giorni per far ripiombare Foggia dal sogno all’incubo. E se, tutto sommato, nelle zone centrali, con qualche eccezione, la situazione è nei limiti della normalità, le periferie versano nel gorgo più nero.

VILLAGGIO ARTIGIANI – Il dramma dei drammi si sta consumando nel rione riservato alle piccole imprese cittadine. Villaggio Artigiani, un tempo salotto produttivo del capoluogo dauno, bambagia di ricchezza e di lavoro, oggi è un unico cumulo di spazzatura. Che vi si acceda da Rione Martucci, o che vi si addentri da Via Manfredonia, il lietmotiv non cambia di uno sputo. Ovunque, a marcire, materiale inerme. Di differenziata non c’è traccia. Cartoni, vetro, plastica, mobili, quadri, chip di computer in disuso fanno bella mostra di sé. I sacchetti della frazione umida (a Foggia non è prevista la differenziata secco-umido e proprio nell’incapacità di un progetto in questo senso si è arenato un ulteriore possibile supplemento di aiuto economico da parte di Via Capruzzi) giacciono abbandonati. La calura non fa che accelerare la loro decomposizione. L’odore è intollerabile. Mosche, api e moscerini invadono le case d’intorno e banchettano allegramente in tutto il quartiere. Senza contare il pullulare di cani randagi e colombi.

I cassonetti sono quasi tutti vuoti e adagiati su sacchetti e cartoni da poco zelanti autisti di compattatori. Non è bastato mettere alle calcagna dei camion le volanti di polizia e le auto dell’Arma dei Carabinieri. I cartoni stanno invadendo le corsie. Ci sono depositi di spazzatura che, in lunghezza, raggiungono anche i 50 metri. Al di fuori dei cassonetti depositano materiale i meccanici, le imprese, i mobilifici. Non sarebbe difficile, per un Comune in crisi come quello di Foggia, ovviare al rialzo della Tarsu attraverso un sistema sanzionatorio mirato. Su molto del materiale inerme sono incisi i nomi delle ditte, dei negozi, delle imprese limitrofe che hanno ricevuto – dunque “conferito” – i rimasugli. A gennaio, un’ordinanza sindacale ha previsto multe proprio in questo senso. Ed invece, ci confermano fonti della Polizia Municipale, non sono state elevate contravvenzioni in questo senso. “Ma quali multe – scherza un Vigile – Lo sanno anche i bambini che questa è gente protetta”.

In ingresso da Via del Mare (R.P)

GLI INGRESSI – Non va certo meglio per le strade in entrata in città. Via Bari, fra fossi, dossi, incendi, prostitute e rifiuti ammassati, dà l’impressione di un sobborgo degradato. Ad accogliere da Manfredonia sono gomme e spazzatura incendiata. Via San Severo è puntellata di cassonetti stracolmi e roba ammonticchiata. Via Lucera idem. Entrando da Via del Mare, poi, si resta allibiti. Nei pressi della discarica di Passo Breccioso un cassonetto giallo in plastica, rovesciato a ricordare una trincea, straborda di lattine arrugginite. Ce ne sono a decine. Tutt’intorno è una selva di scarpe, borse, gomme, materiale da risulta dei cantieri.

PERIFERIE – Diaz e Martucci sono in ginocchio; in Macchia Gialla e Cep appaiono scenari post bellici; Candelaro è una faccia stracolma di purulenze. I cittadini non fanno il loro. Basta gettare l’occhio nei cassonetti. In stragrande maggioranza sono vacanti. Quelli adibiti alla differenziata accolgono di tutto. Plastica nella carta, carta nel vetro e tutto nel solido urbano. E poi cartoni cartoni cartoni. In un contesto economico che boccheggia, con locali in chiusura, questa invasione violenta e cruenta di imballaggi marroni è inspiegabile. Le cartacce volano ovunque. La città è in tilt. In tilt i suoi abitanti. In tilt il sistema. Quasi nessuno più getta i sacchetti negli appositi spazi di conferimento.

A Rione Martucci un campo di pomodori è puntellato di cellophane, carta, polistirolo. Tutto quanto ci sia di artificiale ha ricoperto, come una nevicata marcia, la città. Ci sono sacchetti abbandonati dappertutto. Ad ogni angolo, in ogni strada, senza criterio, riposano buste. Nei pressi di Palazzo di Giustizia, un bustone verde contenente carte è sull’asfalto (nel mezzo della corsia automobilistica) da giovedì scorso.

Foggia, Via Berlinguer (R.P)

CITTADINANZA – Che sia il ritorno dell’emergenza lo dicono le immagini. Qualche foggiano ha tirato fuori le mascherine. La simbologia è quella napoletana. E, in effetti, il super caldo di questi giorni (sabato il termometro ha fatto registrare 42 gradi), amplifica il problema. Ma, in generale, la desolazione di Gianni Mongelli – che, nei giorni scorsi, ha additato come responsabili i foggiani anche se lui, va ricordato, è la massima autorità in materia di salute pubblica – non è fuor di senno. Sarà per sconforto o per desolazione o per poca educazione, la gran parte della popolazione del capoluogo ha abdicato l’urbanità, scegliendo la strada più semplice. Di fronte a cassonetti incendiati e sghembi, tenuti aperti perennemente da assi di legno, cassoni per la frutta, cartoncini, si sta andando spegnendo anche la vecchia pratica del “tiro a canestro”, sostituita dall’inerme abbandono a lato.

ZONA STAZIONE – Ma se Sparta piange, Atene non ride. Affatto. In centro, la peggiore delle situazioni è quella della stazione. Nel dedalo di vicoli che cingono l’area della stazione ferroviaria il deposito di spazzatura ha invaso i marciapiedi. Non si cammina più. Ci sono montagne alte anche due metri, sedie abbandonate, meloni ed avanzi di cibo. A conferire selvaggiamente, in questo caso, sono i negozianti cinesi e pakistani che hanno attività in zona, facilmente ambientatisi ai vizi foggiani.

SCIOPERO – Intanto, lo sciopero dei dipendenti dell’Amica, previsto per venerdì 15, è rientrato. Quel che ancora non rientra, però, è il malcontento dei livelli, destinati a lavoro di spazzatura dal Comune. Mongelli, in conferenza stampa con Nicastro, è stato categorico sul merito: “Noi non preghiamo, chiediamo”. Il Comune non ammette repliche, insomma. Anche se, al momento, i secondi e terzi livelli, in strada, non si vedono affatto. E non è detto che, alla fine, si arrivi al braccio di ferro finale da cui sconfitta uscirà solo la città.



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Commenti


  • Redazione

    VACANZE 2011: GLI INCONVENIENTI SONO SEMPRE IN AGGUATO, ECCO COSA FARE PER TUTELARSI

    Purtroppo per la conclamata crisi, gli italiani che si apprestano a partire per le vacanze sono sempre meno, quest’anno si attesteranno al di sotto della soglia del 40%, precisamente il 38,5%. Stranamente, nonostante la diminuzione dei flussi turistici, nostro malgrado, registriamo un aumento esponenziale dei tranelli e delle insidie che si perpetrano a scapito dei vacanzieri. E’ quindi opportuno fornire alcuni basilari consigli, da portare con sé prima di partire.

    Decidere di partire:
    • al momento della scelta del viaggio, se vi rivolgete ad una agenzia, pretendete sempre che vi siano consegnati i dépliant e gli opuscoli illustrativi: si tratta di un obbligo che spetta per legge al venditore del pacchetto o del servizio turistico e, nel primo caso, il decreto legislativo 79/2011 (Codice del turismo) prevede anche le indicazioni che l’opuscolo deve fornire in modo chiaro e preciso (il prezzo, i mezzi di trasporto, la classificazione degli hotel, ecc.);

    • chi compra un pacchetto turistico tutto compreso deve ricevere copia del contratto con una descrizione precisa del pacchetto stesso in tutti i suoi elementi;
    • il prezzo globale può essere modificato, purché almeno 20 giorni prima della partenza, soltanto se il contratto ne prevede la possibilità e l’aumento è dovuto ad un rincaro nel costo dei trasporti, nelle tasse di imbarco e sbarco o nell’oscillazione dei cambi (naturalmente quest’ultimo rischio non esiste più per i viaggi nell’area EURO). Se l’aumento supera il 10% il turista può comunque rinunciare al viaggio, ottenendo la restituzione di quanto versato, oppure fruire di un diverso pacchetto con conguaglio della differenza se esso è di minor valore;
    • qualsiasi modifica che l’organizzatore dovesse essere costretto ad apportare va comunicata per iscritto al consumatore che, entro due giorni, può recedere dal contratto se la modifica è significativa al punto da rendere non più interessante il pacchetto.

    Durante il viaggio:
    •in caso di qualsiasi danno che il turista dovesse subire, il tour operator deve risarcirlo anche se questo è stato provocato da uno dei suoi fornitori (per esempio, la compagnia aerea o l’albergatore), eccetto solo i casi di colpa del consumatore o di cause di forza maggiore;

    •per avere diritto ad un risarcimento per eventuali disservizi subiti durante la vacanza, occorre inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno, rispettando il termine tassativo di dieci giorni lavorativi dalla data del rientro, indirizzandola al tour operator, organizzatore del viaggio, e all’agenzia presso cui il viaggio è stato acquistato;

    •in caso di vacanza rovinata da inconvenienti o inadempienze, dal 2002, la Corte di Giustizia, con una sentenza, ha riconosciuto la possibilità del danno dovuto allo stress e ai disagi sopportati in un periodo che dovrebbe invece essere dedicato allo svago ed riconosciuto seppure in forza limitata anche dall’art. 47 del nuovo codice del turismo.

    •chi si reca in albergo deve sapere che
    l’albergatore è obbligato a ricevere il denaro che il cliente voglia lasciare in cassaforte: in ogni caso, il titolare dell’albergo risponde dei furti che il cliente subisce, senza alcun limite nel caso in cui i beni o il denaro sottratti gli siano stati consegnati o la perdita sia imputabile ad esso od ai suoi dipendenti, mentre il risarcimento non potrà superare una somma pari a 100 volte il valore della camera se gli oggetti sottratti o distrutti non sono stati consegnati, ma lasciati in stanza;
    In aereo:

    •chi utilizza l’aereo deve tenere presente che, in caso di troppe prenotazioni che costringano qualcuno a non partire (overbooking), questi ha in ogni caso diritto ad un risarcimento di 250, 400 o 600 EURO a seconda della lunghezza del percorso. Inoltre il passeggero ha diritto a ricevere vitto e alloggio dalla compagnia per il tempo di attesa prima di ripartire immediatamente o in altra data per lui opportuna o, in alternativa, il passeggero può ottenere il rimborso della parte di percorso non goduta per partire con altra compagnia.
    •Le stesse forme di assistenza sono previste per la cancellazione del volo: la compensazione pecuniaria sopra descritta, tuttavia, non è dovuta se l‘annullamento dipende da forza maggiore o se è stata comunicata al passeggero entro determinati termini ovvero qualora sia stato offerto un volo alternativo entro tempi prestabiliti. Nei casi di ritardo è dovuta l’assistenza in aeroporto ed il pernottamento in albergo quando è previsto l’imbarco su un volo alternativo. Infine, dopo cinque ore di ritardo vi è la possibilità di scegliere tra la restituzione del prezzo pieno del biglietto o l’imbarco su un volo alternativo il prima possibile o in una data scelta dal passeggero. Quando il ritardo a seconda della distanza delle tratte aeree secondo le recenti sentenze della Corte di Giustizia Europea del 19/11/2009 i passeggeri possono reclamare una compensazione pecuniaria salvo che il vettore dimostri che il ritardo è avvenuto per una circostanza eccezionale non dipendente dal vettore stesso.

    •Qualora si verifichi uno di questi disservizi, il passeggerò può mandare una raccomandata a/r al vettore aereo il prima possibile, descrivendo i disagi subiti, allegando copia degli scontrini attestanti eventuali maggiori spese sostenute e chiedendo un risarcimento secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

    •Per quanto riguarda i danni ai bagagli, il ritardo nella consegna, o lo smarrimento, deve essere fatta immediata denuncia all’ufficio “Lost & Found”.

    L’invio della raccomandata a/r, nel caso di distruzione e danneggiamento deve avvenire entro sette giorni. Quando invece la consegna è avvenuta in ritardo, tale documento deve essere spedito entro 21 giorni dalla messa a disposizione del bagaglio al passeggero. Se entro 21 giorni la valigia non viene riconsegnata, è considerata ufficialmente smarrita ed è necessario mandare una raccomandata alla Compagnia aerea indicando l’elenco delle cose contenute, la copia del biglietto aereo, del talloncino del bagaglio, del PIR e degli scontrini di eventuali spese effettuate.
    Per qualsiasi informazione e per ricevere l’assistenza necessaria, ci si può rivolgere ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale (vedi indirizzi su http://www.movimentoconsumatori.it ), e/o al servizio SOS TURISTA – Sportello Nazionale di Tutela Diritti del Turista con sede a Modena in via Canaletto, 100 – tel.059 2033430, e-mail: info@sosvacanze.it.


  • alex

    questa sarebbe la foggia capitale , quella che ci avevano proposto la sinistra foggiana(sel pd socialisti idv) ma chi rivota piu”questi buffoni


  • Lino

    E via Salvemini è peggiorata. Se non sanno trovare le soluzioni ai problemi impellenti di igiene perchè non vanno tutti a casa? Quale sarà il motivo?


  • mario

    ma perche”non interviene la MAGISTRATURA ???
    poi ci chiedono di collaborare,siamo una citta”omertosa.
    sotto gli occhi di tutto lo schifo in cui versa la citta”.
    prendete i RESPONSABILI fateli pagare questo disastro !!!
    a parma la magistratura funziona.a foggia,esiste?


  • maria

    si dovrebbero solo vergognare i politici che sono al comune , state tranquilli che nessuno piu”vi dara”mezzo voto !
    il sindaco-vice sindaco, ci sono?
    se”non sono capaci meglio andare a casa,anziche” stare seduti sulle poltrone ben pagate da noi cittadini !!!
    vergognatevi PARTITI di sinistra PD fallimento totale .


  • daca

    L’A.M.I.C.A. va chiusa. L’azienda municipalizzata che si occupa d’igiene urbana, malgestita, causa di una parte del dissesto del comune va dichiarata fallita. Bisogna urgentemente appaltare la raccolta dei rifiuti ad un’azienda privata, i tentacoli della cattiva politica creano danni immensi, il sindaco si sbrighi bisogna correre ai ripari e forse il commissariamento del comune è la cosa più giusta per il futuro di Foggia!

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