Editoriali

Turismo del Gargano Anno(-)Zero

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Il presidente di Confcommercio Foggia D.Gelsomino (st)

Manfredonia – “DOBBIAMO credere con grande determinazione nelle possibilità di sviluppo turistico della nostra terra”. Così il Presidente di Confcommercio Foggia Damiano Gelsomino. Oggi la notizia della gara deserta, della Provincia di Foggia, per aggiudicare il servizio di collegamento marittimo Manfredonia-Vieste- Peschici-Rodi dal 14 luglio al 2 settembre. Una gara alla quale non si è presentato nessuno.

Il bando per l’assegnazione del trasporto veloce di passeggeri era scaduto il 9 luglio 2012. La Regione Puglia aveva così provveduto al rinnovo dell’avviso alla Provincia di Foggia – della delega amministrativa per il servizio pubblico marittimo stagionale – per l’anno 2012.

Con la diserzione del bando da un lato si perderà il finanziamento disponibile di 600 mila euro, da un altro la connessione degli angoli più suggestivi del promontorio garganico resterà limitato a linee locali o da quelle che partono del Molise o dall’Abruzzo. Un vero peccato per una stagione turistica già partita dalle preoccupazioni degli operatori turistici locali legate alla grave crisi dei consumi e a un’offerta globalizzata sempre più diversificata e vantaggiosa.

Nel frattempo proseguono senza sosta i lavori per la realizzazione del porto turistico ‘Marina del Gargano’. “Arriveremo alla fine di marzo all’apertura”, ha affermato il direttore generale Emanuele Rinaldi, nel corso del suo intervento all’auditorium ‘Palazzo dei Celestini’. Un’opera mastodontica in grado di contenere 747 posti barca che ha provocato una serie di vibranti proteste sul web mai sfociate in una vera e propria manifestazione in piazza.

Dopo una lunga (e infelice) parentesi di sviluppo industriale Manfredonia cerca di tornare alle origini di rinomato centro turistico dell’Adriatico. Sulla carta le possibilità da parte della città di riacquistare il titolo di “Porta del Gargano” non sono poche. La vicinanza con ben 2 siti religiosi d’importanza mondiale (San Giovanni Rotondo e Monte San Angelo), la Foresta Umbra e scorci marittimi di grande impatto e fascino renderebbero questo percorso molto meno ostico rispetto a tante altre mete ben più blasonate.

Il problema reale è che da troppo tempo Manfredonia sembra vivere in uno stato di abbandono e disinteresse da parte dei suoi stessi abitanti. Sembra quasi che la città di Re Manfredi si sia chiusa irreversibilmente in se stessa, abituandosi all’idea di un turismo strettamente locale dimenticando che un’offerta turistica che, grazie soprattutto alle compagnie low cost, ha ridotto le distanze e i costi. A questa situazione la Capitanata ha risposto con la chiusura dei voli da parte dell’aeroporto di Gino Lisa.

Di fronte alla prossima inaugurazione del porto turistico è necessario un vero e proprio restyling cittadino che parta proprio dalle spiagge e continui nel centro storico, per valorizzare almeno ciò che è scampato a una urbanizzazione selvaggia e puramente speculativa. In effetti bisognerebbe iniziare a pensare a quello che un turista potrebbe trovare una volta uscito dal porto turistico. Ma, per fare questo “è decisivo smetterla di andare in ordine sparso come imprese e come territori e remare tutti nella stessa direzione”, ha sostenuto Damiano Gelsomino. “In Capitanata abbiamo bisogno di una regia unica che sia in grado di offrire sulle politiche del comparto turistico indirizzi e strategie vincenti per dialogare al meglio con il Governo regionale e nazionale, per diffondere ed affermare in Europa e nel resto del mondo la peculiarità e la straordinarietà delle nostre ricchezze naturali, ambientali e culturali”.

Sarebbe necessario, di conseguenza, un vero e proprio “Anno Zero” del turismo garganico che potrebbe costituire un importante volano di crescita economica o, diversamente, a chiudere definitivamente le velleità turistiche locali e a lasciare le strutture in nuova costruzione a fare “bella” mostra di se anche per le generazioni future.

a.delvecchio@statoquotidiano.it



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