Casi e Sentenze

Uranio impoverito, TAR ribalta parere Comitato di Verifica

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(fonte image:laetitiasassari)

LO sfortunato protagonista della vicenda giudiziaria è un militare cinquantenne palermitano. Nei primi anni duemila, il primo maresciallo luogotenente dell’Esercito aveva fatto parte del contingente italiano di supporto all’operazione Nato in Bosnia Erzegovina. Durante un controllo era venuto fuori l’anomalia dei parametri dei leucociti del suo sangue.

Rientrato in Italia dalla missione balcanica gli era stato diagnosticato un microcitoma polmonare. Il militare era stato impiegato in una base dove avrebbe respirato uranio impoverito. Da qui il congedo. Eppure il Comitato di verifica aveva scritto che non risultavano fattori specifici idonei a dare luogo ad una “genesi neoplastica”.

I familiari del militare, nel frattempo deceduto, hanno iniziato una battaglia legale che ora segna un importante passaggio a loro favore a seguito del ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale che, in sentenza ha affermato: “Delle due l’una o il Comitato non si è in realtà preso cura di considerare adeguatamente, e di valutare di conseguenza, gli impieghi straordinari; oppure se davvero lo ha fatto non si è dato cura di motivare in maniera adeguata, logica e ragionevole una conclusione negativa che andava in direzione contraria a quanto il mondo scientifico e quello istituzionale in quello stesso periodo stava realizzando”.

(A cura dell’Avv.Eugenio Gargiulo del Foro di Foggia)



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