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Il Partito della Rifondazione invoca il rispetto della parità di genere, ad Ischitella

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Ischitella. Si discute animatamente di parità tra uomini e donne all’interno delle rappresentanze istituzionali elettive. E’ quanto accade anche ad Ischitella, città di mare piuttosto progredita sul piano economico per via del turismo, ma poco lo sarebbe sul piano della democrazia e del sociale in genere. A stigmatizzarlo è un documento della locale sezione del Partito di Rifondazione, che invoca l’applicazione piena della Costituzione Repubblicana, che stabilisce uguali opportunità per entrambi i sessi. Il fatidico pomo della discordia – discussione è maturato in occasione della nomina degli assessori, decisa di recente dal sindaco della città, allorché per eludere l’evenienza è stato tirato fuori il concetto della presunta ‘fiducia’ del primo cittadino. Quindi, niente fiducia, niente designazione. Al fine di avere una idea ‘illuminante’ sull’incresciosa situazione venutasi a creare, ecco di seguito l’intero contenuto dello scritto rifondino.

”Il fatto che ci sia la necessità di discutere della possibilità che ci sia la parità di genere dimostra l’arretratezza italiana e da venerdì anche ischitellana in questo campo.

Il Paese sconta un deficit culturale che ha impedito una adeguata rappresentanza delle donne nelle istituzioni politiche. La questione non è solo di ordine sociale, ma riguarda la qualità stessa della nostra democrazia, poiché le donne non rappresentano una minoranza da tutelare ma il 50% della popolazione. Pertanto, senza un adeguata presenza di donne, le istituzioni non saranno mai lo specchio della società che esse sono chiamate a rappresentare; mancherebbe un punto di vista diverso, frutto della conoscenza diretta dei problemi in questione.In coerenza con una visione della democrazia nella quale tutti i cittadini e le cittadine devono poter godere dello stesso diritto di essere presenti e rappresentati a livello politico, l’art. 51 della Costituzione prevede che il legislatore promuova con “appositi provvedimenti” le pari opportunità, perché queste non si realizzano spontaneamente negli ordinari rapporti civili. Ed è quello che ha fatto il Governo PD con la legge Del Rio nel 2014. Qualcuno sostiene che la legge è sbagliata poiché va a discapito del merito; noi pensiamo, invece, che sia funzionale ad eliminare gli ostacoli affinché donne che meritano possano avere le stesse opportunità di essere rappresentate nelle istituzioni. Pensiamo cioè che se le donne rappresentate nelle istituzioni politiche sono poche non è perché non meritano, ma perché ristagna ancora l’idea del maschio lavoratore, che mantiene la famiglia; la donna, invece, è colei che si occupa della cura della casa e dei figli e le cui pretese non possono andare oltre la richiesta di un potenziamento dei servizi, quali asili nido, ecc. Nel primo Consiglio Comunale è emerso con vigore questo strato sub-culturale. Secondo il nostro neoeletto primo cittadino, essendo gli assessori persone di fiducia del Sindaco, nel momento in cui questo non trovi donne meritevoli di tale fiducia, è legittimato a nominare solo maschi. Sulla legittimità amministrativa sorvoliamo, ci interessa invece quella politica, L’argomentazione del merito negato è un alibi furbo per nascondere l’esistenza di discriminazioni di un potere che esclude le donne. Al contrario, noi pensiamo che è proprio l’atteggiamento discriminatorio che tiene fuori dalle istituzioni competenze e professionalità preziose per il Paese.

Siamo, altrettanto, consapevoli che la strada da percorrere sulla parità di genere è lunga e tortuosa; poiché, è evidente che, nell’immaginario collettivo maschile, la donna indipendente, autonoma, di successo, spaventa il maschio italiano e gli rende incerto il suo ruolo”.

Partito della Rifondazione Comunista. Circolo di Ischitella



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