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"Il cuore delle novità introdotte è l’adozione di uno strumento di pianificazione, il PRAE, con una procedura concertata i cui fondamentale è il ruolo degli enti locali"

Santorsola: approvato DDL cave

"Abbiamo l’imperativo di tutelare il nostro territorio, di ridurre il consumo di suolo ma anche di mettere l’imprenditoria sana nelle condizioni di lavorare con regole certe e, soprattutto, spezzando il meccanismo perverso che, in molti casi, danneggia chi rispetta la legge"

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Bari. “Quest’oggi, su mia proposta, la giunta ha adottato uno schema di disegno di legge in materia di attività estrattive. Il primo obiettivo di questa iniziativa è quello di aggiornare in maniera organica la normativa vigente, ormai risalente al 1985, e cercando di contemperare le esigenze di un settore le cui specificità sono enormemente mutate nel tempo con la certezza di iter lineari sia nella fase di concessione e coltivazione delle cave che nella post gestione. Il cuore delle novità introdotte è l’adozione di uno strumento di pianificazione, il PRAE, con una procedura concertata i cui fondamentale è il ruolo degli enti locali. Questo strumento di pianificazione è stato il prodotto di una proficua collaborazione delle strutture tecniche dell’assessorato all’Ambiente con quelle dell’assetto del Territorio e dell’assessore Curcuruto, sotto la guida della struttura dipartimentale”. Così L’Assessore alla qualità dell’Ambiente Domenico Santorsola, in relazione all’adozione del DDL “Nuova disciplina generale in materia di attività estrattiva” , licenziato dalla Giunta odierna.

“Abbiamo l’imperativo di tutelare il nostro territorio, di ridurre il consumo di suolo ma anche di mettere l’imprenditoria sana nelle condizioni di lavorare con regole certe e, soprattutto, spezzando il meccanismo perverso che, in molti casi, danneggia chi rispetta la legge. In questo percorso – prosegue Santorsola – s’innesta la volontà di armonizzare la normativa regionale con quella nazionale e di porre l’attenzione sul delicato compito di recuperare e valorizzare il patrimonio minerario dismesso. Il tutto in un contesto di collaborazione con i Comuni a cui, la legge, demanda la competenza di autorizzazione e vigilanza, spostando le funzioni amministrative e di controllo sull’ente più prossimo al territorio interessato e mira a rafforzare e rilanciare l’azione regionale in materia di pianificazione e coordinamento del settore”. “Se da un lato, attraverso lo strumento della conferenza di servizi per la VIA la Regione esprimerà un parere di compatibilità col PRAE della richiesta di autorizzazione, dall’altro i Comuni avranno il compito di vigilanza, con un assetto di monitoraggio e sanzionamento degli abusi che punta a scoraggiare gli illeciti favorendo la corretta gestione delle risorse. L’ente regionale – conclude Santorsola – assumerà invece il compito di censire tutti i siti dismessi e di programmare un recupero ed una valorizzazione degli stessi”.

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT



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