Incendio al Ghetto di Rignano, 200 sfollati, “non c’è dolo”
San Severo – UN vasto incendio ha colpito nella notte il Ghetto di Rignano, in agro di San Severo, prossimità Rignano Scalo. Come risaputo, da anni trovano luogo nella zona numerosi immigrati, spesso clandestini, impiegati nei campi nelle raccolte stagionali. Si fa riferimento a decine e decine di vecchie masserie in muratura e costruzioni improvvisate in lamiera, cartone e assi di legno, sparse nel mezzo della campagna di Rignano Scalo, ai piedi del Gargano.
Per cause ancora da accertare, probabilmente per un guasto ad impianti elettrici o altro, circa 50 baracche sono state distrutte dalle fiamme, con 200 sfollati tra i presenti (di nazionalità africana). Causa la fragilità delle baracche della zona, tempestivo il propagarsi delle fiamme come l’intervento dei vigili del Fuoco del Comando provinciale di Foggia che hanno subito spento l’incendio.
Le indagini sono condotte dai carabinieri di Foggia, molto probabile – come detto – la causa naturale alla base dell’incendio. Intervenuti personale della Prefettura e volontari della Croce Rossa di Foggia, che hanno offerto viveri e primi soccorsi – nonostante la mancanza di feriti – agli immigrati presenti nella zona.
Il problema “Ghetto”. Il Ghetto di Rignano – anche “Villaggio di Cartone” e/o “gran ghetto” – ospiterebbe circa 800 persone. Da una raccolta dati, dovrebbero essere cinque, allo stato, i ghetti riconosciuti in Capitanata “nel senso che si ricostituiscono da alcuni anni sempre nello stesso luogo (crf. M.Levantaci – “Capitanata, terra di ghetti“): il ghetto «Ghana» (ospita perlopiù ghanesi, da qui il nome, sudanesi e del Burkina Faso) a borgo Libertà (Cerignola) e conta circa 600 persone che vi «alloggiano» in media una ventina di giorni. Il ghetto di Stornara (cd «Bulgaria»), dalla nazionale di quasi tutti i 200 ospiti. Infine il campo Rom di Macchia Rotonda (fra Manfredonia e Zapponeta), con quasi quattrocento persone che vi restano fino ad autunno inoltrato.
Infine alle spalle del Cara di borgo Mezzanone trovano riparo circa trecentocinquanta persone in gran parte di etnia somala, sudanese, nigeriana, ghanese e del Burkina. Altri ghetti nascono in verità vicino ai campi di raccolta con facilità di montaggio e smontaggio al termine dell’occupazione dei diversi migranti. L’impossibilità per i migranti di usufruire del CARA di Mezzanone consta nella mancanza del permesso di soggiorno.
Le proteste di Anolf e Cisl. Recente era stato l’appello dell’Anolf/Cisl al Governatore Vendola per il ‘Ghetto’ di Rignano: “immigrati presenti al limite sopravvivenza”. L’Anolf (Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere) e la Cisl di Capitanata, a seguito della visita all’accampamento di immigrati ubicato nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico, del 26 gennaio 2012 avevano constatato – come denunciato da Diego De Mita, presidente provinciale dell’Anolf, e Emilio Di Conza, segretario generale della Cisl di Foggia – “l’estremo degrado ed il disagio al limite della sopravvivenza, nei quali vivono queste persone, quasi esclusivamente provenienti dai paesi africani”. “E’ una vergogna per il territorio di Capitanata e per l’intera Puglia – dissero De Mita e Di Conza – che vi siano luoghi abbandonati totalmente dalle Istituzioni, come quelli ubicati tra San Severo e Rignano Garganico, dove sembra di essere fuori dal tempo, con baracche diroccate, in ognuna delle quali vivono decine di uomini in maniera disumana”.
“La situazione è considerevolmente peggiorata, essendo venuti a mancare sia i bagni chimici che le cisterne di acqua potabile, che erano a disposizione degli ospiti dell’accampamento. Ciò comporta – evidenziano Anolf e Cisl – un preoccupante aumento dei rischi igienico-sanitari e di epidemie per gli occupanti, già fortemente provati dalle rigide temperature invernali”.
Solo 10 giorni fa (1.08.2012) la Regione Puglia, dopo aver installato le cisterne d’acqua, aveva provveduto ad attivare l’importante servizio di approvvigionamento idrico in favore dei numerosi migranti che vivono in quell’area. Allo stesso tempo, sarebbe stato riattivato il servizio dei bagni chimici, importante ai fini della prevenzione igienico-sanitaria nel campo.
g.defilippo@statoquotidiano.it









1 Commento
Ma quali volontari della croce rossa e personale della prefettura. Chiedete a Padre Arcangelo chi è interevnuto portando e montando 4 tende dovi si sono infilate ben 60 persone. Gli scout AGESCI di Manfredonia che nella settimana dal 23 al29 luglio avevano già operato costruendo degli spazi comuni (tenda per i giochi con i bambini, scuola di italiano, tenda per i consigli legali, bacheche per gli annunci e due linee idriche per allargare i punti di accesso all’acqua corrente). A noi comunque sono bastati i ringraziamenti degli immigrati, gli altri si prendano i meriti pubblicitari. La verità è ben altra…