Foggia
Ordinanza Sindacale n° 22 del 02 agosto 2016

Prostituirsi a Foggia? È reato ma fino a gennaio 2017

Con l’Ordinanza si spera di arginare il fenomeno giacché fin dalla notte dei tempi la prostituzione non è mai stata debellata

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Foggia, mercoledì 10 agosto 2016. Non desta alcun dubbio l’Ordinanza Sindacale n° 22 del 02 agosto 2016, emessa dal Sindaco del Comune di Foggia, per contrastare il fenomeno della prostituzione. L’Ordinanza, difatti, enuncia che “a decorrere dal 10/08/2016 e fino al 31/01/2017 … E’ fatto divieto a chiunque, sull’intero territorio comunale, sulla pubblica via e su tutte le aree soggette a pubblico passaggio, offrire o richiedere prestazioni sessuali a pagamento. La violazione si concretizza con qualsiasi atteggiamento o modalità comportamentale, compreso l’abbigliamento, che manifesti inequivocabilmente l’intenzione di adescare o di esercitare il meretricio e con l’avvicinare le persone di cui sopra richiedendo e/o concordando prestazioni sessuali a pagamento o appartandosi al fine di porre in essere la condotta”. La decisione è stata presa in virtù dell’escalation del fenomeno meretricio sia nelle aree confinanti l’area urbana, e precisamente la SS16 che cinge la città, sia in quelle urbane, nel pieno centro cittadino, come per esempio la zona della stazione ferroviaria, della villa comunale, di quella cimiteriale. Ma l’escalation è anche esplosa in piccole aree urbane ad alta densità abitativa, dove la prostituzione è dilagante in abitazioni private spesso condominiali.

Foggia non è nuova a tal fenomeno, come del resto tutte le città italiane ed estere, ma l’avvento di stranieri ha rafforzato tal problema. Difatti, ed è un dato riscontrabile dalle Forze dell’Ordine, molte prostitute sono straniere, sotto lo scacco o protezione qualsivoglia dicasi di un uomo altrettanto straniero. Non staremo qui a definire le nazionalità delle une e degli altri per non suscitare discriminazioni ne tantomeno fobie razziste che non ve ne sono in modo assoluto, ma è giusto ribadirne le peculiarità in modo da rendere oggettivo la crescita del fenomeno e con esso quello delinquenziale. Certo, quello delinquenziale, spesso consumato alla luce del giorno e sotto gli occhi di minori, atti vandalici, di litigi violenti, disturbo della quiete pubblica e performance corporee indecenti.

Con l’Ordinanza si spera di arginare il fenomeno giacché fin dalla notte dei tempi la prostituzione non è mai stata debellata. È e rimarrà il mestiere più antico del mondo. Se solo fosse regolamentato, semmai rivedendo quella legge n° 75 del 20 febbraio 1958, la Merlin, l’antico e sempre verde lavoro meretricio non sarebbe più sottoposto a lenocinio e avrebbe garantito il servizio sanitario. Insomma lo Stato e il Governo in primis dovrebbe dar meno conto all’indiscreto Vaticano e valutare laicamente la persona e i suoi diritti. Riaprire le cosiddette “case chiuse”, pur per un cattolico, sarebbe la scelta più sicura per chi ha intrapreso il “mestiere di strada”, come lo era una volta, ed oggi consapevole anche che il ricavato sarà tassato, perciò rimpinguante le casse governative. Ma questa è una nostra valutazione, per la precisione di chi ha scritto l’articolo. L’Ordinanza, tuttavia, è a tempo determinato; sarà fatta rispettare? Giacché è il Sindaco che l’ha emessa, è compito suo farla rispettare e del dirigente in divisa, della sua Polizia, quella locale, quella Municipale, che a Foggia è tanto discussa dai cittadini tant’è che molti dicono sia “dirompente” laddove l’extracomunitario abusivo e lavavetri è in azione, ma miope e assopita innanzi al fruttivendolo e parcheggiatore abusivo spesso pregiudicato. Due pesi, due misure, le molteplici critiche dei foggiani, stanchi di comportamenti assunti da chi indossa una divisa pubblica e perciò remunerata con i soldi dei foggiani –come a dire, io ti pago, io dico quello che devi fare, sempre secondo le leggi e regolamenti vigenti-. Mi pare ovvio…

Ciononostante è doveroso ribadire che la prostituzione e chi ne gode oggi non è perseguibile dalla legge. Chi induce alla prostituzione lo è o chi lo fa con minori. L’ordinamento giuridico italiano, difatti, non sanziona chi pratica la prostituzione tra persone adulte e consenzienti. Non è reato! Lo è invece tutto quello che è correlato e che va oltre la singola persona che decide di dedicarsi all’attività più antica del mondo. Uno di questi è il favoreggiamento, l’induzione e lo sfruttamento della prostituzione, oltre ovviamente, come detto, alla prostituzione minorile. Dalla maggiore età in poi è lecito quindi nel nostro un tempo BelPaese praticare la prostituzione e chi ne usufruisce non commette alcun reato. Questo, però, non toglie che il problema rimanga molto attuale, come lo è a Foggia. Come detto in apertura lungo le strade della nostra città si vedono prostitute a ogni ora del giorno, spesso succinte e anche nude, che invitano automobilisti e pedoni a godere del loro corpo. Un invito che distrae, causa anche di incidenti, ma anche di domande sincere di bambini “intrigati” da un corpo nudo femminile. Poi c’è l’annoso problema che associa la prostituzione allo sfruttamento spesso di persone legate alle mafie locali che gestiscono il traffico delle donne. Ecco perché per frenare il fenomeno meretricio, che è anche sfruttamento e favoreggiamento, spesso i sindaci intervengono direttamente con ordinanze sulla pubblica sicurezza e decoro.

Vedremo, ora, se l’Ordinanza Sindacale sortirà risultati positivi in materia di repressione del fenomeno o sarà l’ennesimo specchietto per le allodole di campagne politiche continuative o di atti dovuti solo per il mero soddisfacente gusto, anche dovere, di aver “ordinato” il rispetto del decoro e della legge nei casi previsti. Nel frattempo qualcuno si è già messo all’opera con tanto di registrazioni per scovare e rendere pubblica la “Foggia Magnaccia” covate nelle abitazioni.

(A cura di Nico Baratta, Foggia 11.08.2016)



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Commenti


  • lo scopatore mascherato

    Ma lasciateci scopare in pace

  • Affermo che le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.

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