Manfredonia

Cigd alla clinica San Michele, Prencipe: “per motivare gli esuberi” (Video)

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Ingresso Casa di cura San Michele (image STATO)

Ingresso Casa di cura San Michele (image STATO)

Manfredonia – DOVREBBE essere firmata a giorni la Cassa Integrazione in Deroga in favore di tutte le unità lavorative (42) della casa di cura privata San Michele di Manfredonia. La possibilità di una concessione della Cigd ai lavoratoiri per “giustificare” una presunta volontà della Daunia Medica di dare proseguo al piano di esubero del personale è stata rilanciata a Stato dal segretario aziendale dell’Usppi Michele Prencipe (rappresentante sindacale della clinica San Michele con i confederali F.Fortunato della Cigl, S. Manzella della Cisl, R.Cappucci della Uil – tutti compresi fra le 15 unità per le quali è stato stabilito il piano di esubero del personale).

“ESUBERI? UNA SCELTA INGIUSTIFICATA” – ”I dipendenti – dice Michele Prencipe dell’Usppi – non possono subire un’altra ferita che con il tempo potrebbe anche diventare mortale”. A tal fine l’Usppi, in merito alle notizie del presunto esubero di unità lavorative in seno alla clinica, ha dichiarato tanto la propria “incredulità” per il possibile piano societario, quanto ritenuta “ingiustificata e strumentale” la scelta della società di Manfredonia.

“RIPETUTI GLI STESSI ERRORI CHE PORTARONO ALLA REVOCA DELL’AUTORIZZAZIONE SANITARIA” -”Molto probabilmente la Daunia Medica non ha fatto tesoro delle motivazioni che hanno indotto la Regione a deliberare la chiusura immediata della Casa Di Cura – dice ancora Prencipe – Con l’attuazione del piano di esubero si ricommettere un altro errore simile a quelli già commessi nel passato e che hanno provocato la revoca all’autorizzazione sanitaria stabilita dall’Asl e attuata – lo scorso 14 giugno 2010 – dall’esecutivo regionale. Siamo pronti – conclude ancora Prencipe – per attuare tutte le strategie utili a salvaguardare il diritto al lavoro di tutti i dipendenti”

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SI ricorda che, in base a quanto comunicato dagli stessi rappresentanti sindacali (che avrebbero ricevuto delle lettere raccomandate a riguardo) sarebbero complessivamente 15 le unità lavorative per le quali sarebbe stato disposto il piano di esubero, compreso i rappresentanti sindacali dell’azienda oltre ad un dirigente responsabile medico e il personale amministrativo e sanitario. L’annunciato esubero rientra nel nuovo piano gestionale della Daunia Medica dopo l’autorizzazione della Regione per il piano di riconversione della struttura sanitaria in geriatria e lunga degenza (35 posti letto in totale).

L’INCONTRO CON L’AMMINISTRATORE SALATTO DELLO SCORSO 9 SETTEMBRE – USPPI FUORI DAL TAVOLO – Lo scorso 9 settembre si era svolto un incontro privato nel capoluogo dauno (in una sede di proprietà dell’imprenditore Salatto e alla presenza dei rappresentanti confederali, oltre che dell’Ugl) con esclusione della stessa l’Usppi in mancanza di un invito da parte della stessa società. All’indomani dell’incontro, il sindacato aveva “diffidato l’azienda ad intraprendere qualsiasi soluzione senza l’incontro anche a tavoli separati della sigla USPPI.”

NEL CASO DI RICONVERSIONE, PARI ALLO 0,8% IL SINGOLO TASSO OCCUPAZIONALE – Continuano le proteste del personale della clinica privata di Manfredonia, che lamentano ora la “mancata salvaguardia delle branche specialistiche di pneumologia ed oncologia” (con relativa salvaguardia del personale) congiuntamente con gli appelli dei rappresentanti istituzionali. Sarebbe pari allo 0,8% il singolo tasso di occupazione stabilito dalla società che gestisce la clinica, in base agli auspicati posti letto assegnati in futuro (se il piano di riconversione dovesse davvero passare) alla clinica privata di Manfredonia.

PER EVITARE GLI ESUBERI LA SOCIETA’ AVREBBE CHIESTO L’INTEGRAZIONE DEI SERVIZI ALLA REGIONE – Per fronteggiare la riduzione del personale, “inevitabile” secondo la società qualora si materializzasse il piano di riconversione, il rappresentante legale della srl Potito Salatto avrebbe chiesto alla Regione Puglia di poter “integrare” il nuovo piano sanitario attraverso l’inserimento di servizi aggiuntivi. Vale a dire: aumentando il numero dei servizi ed il relativo tetto di spesa per la gestione della struttura la Daunia Medica potrebbe supportare in futuro il mantenimento dell’attuale organico in seno alla clinica (42 unità, oltre i 4 lavoratori a tempo determinato e i 4 in vertenza con la stessa società). Previsto nella prossima settimana un incontro tra rappresentanti sindacali e direttore generale dell’Asl di Foggia. I lavoratori, come anticipato, non negano la possibilità di potersi rivolgersi al ministero della Salute di Roma. Attesa intanto anche per l’indagine della Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia, con esiti ancora da definire.

FOCUS: VOLANO NELLE AZIENDE ITALIANE LE RICHIESTE DI CIG IN DEROGA – Come riportato dall’Ansa, nei primi otto mesi del 2010 l’Inps ha autorizzato alle aziende italiane l’utilizzo di 826,4 milioni di ore di cassa integrazione con un aumento del 60,5% rispetto allo stesso periodo del 2009. Le ore di cassa integrazione autorizzate ad agosto alle aziende italiane diminuiscono del 32,7% rispetto a luglio ma aumentano del 40,1% rispetto ad agosto 2009. Lo rileva l’Inps precisando che nel mese appena trascorso le aziende hanno chiesto 76,5 milioni di ore a fronte dei 54,6 milioni chiesti nello stesso mese del 2009. Quasi la metà delle ore di cassa integrazione chieste sono state di cassa in deroga (35,5 milioni) mentre quelle di cassa integrazione ordinaria e straordinaria con 41 milioni di ore nel complesso sono risultate in lieve diminuzione rispetto al 2009 (42,4 milioni le ore autorizzate nell’agosto 2009). La cassa in deroga nel mese è quasi triplicata passando da 12,1 milioni a 35,5 milioni.

INDENNITA’ NEL CASO DI ESUBERO DEL PERSONALE IN AZIENDA:
La durata dell’indennità varia in funzione dell’età del lavoratore: fino al compimento del 39° anno di età del lavoratore, l’indennità spetta per un massimo di 12 mesi; da 40 a 49 anni di età, il periodo di godimento dell’indennità è elevato a 24 mesi; oltre i 50 anni di età, la durata sale a 36 mesi. Per le aziende del Meridione i limiti salgono nel seguente modo: fino al compimento del 39° anno di età del lavoratore, l’indennità spetta per un massimo di 24 mesi; da 40 a 49 anni di età, il periodo di godimento dell’indennità è elevato a 36 mesi;

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Cigd alla clinica San Michele, Prencipe: “per motivare gli esuberi” (Video) ultima modifica: 2010-09-11T18:36:25+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • nicola

    Se la regione permette questo andra’ contro una sua stessa delibera la 1415/10 che recitava:
    ”Dall’esame dei turni di servizio si evince che la dotazione organica del personale
    medico con rapporto di lavoro dipendente non garantisce la continuità assistenziale
    nelle singole unità funzionali specialistiche.
    Nel mese di maggio 2009 per 22 giorni è stato presente nella struttura un solo medico
    dalle ore 14 alle ore 20 per garantire l’assistenza ai pazienti delle tre unità funzionali
    specialistiche. Nel mese di giugno 2009 è prevista per lo stesso arco di tempo la
    presenza di un solo medico per 22 giorni. Il turno di guardia notturno (2008) è garantito da un medico a rapporto libero professionale (n. 3 unità) e da un solo
    infermiere per entrambi i piani di degenza ”. E’ qui si vuole ancora tagliare se cio’ avvenisse la regione sarebbe correa di questo reato.Ora dove sono i vari politici che trionfanti annunciavano salvati i diritti dei 46 lavoratori.Ora e’ il momento di vedere chi e’ con i lavoratori e chi con la proprieta’.E i sindacati provinciali cosa hanno fatto per tutelare i lavoratori e in primis le loro rsa.Sono in attesa di una replica dei soggetti da me citati.Un unico appello vorrei fare ragazzi non mollate Manfredonia non deve essere terra di conquista.Vi sono vicino e saro’ con voi a lottare se dovesse servire.

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