Cultura

L’ultimo inverno – P.Harding

Di:

P.Harding (fonte image: poesia blog rainews24 it)

Bologna – PUBBLICATO negli Stati Uniti nel 2009 da una piccola casa editrice indipendente, la Bellevue Literary Press, “L’ultimo inverno” ha vinto nella sorpresa generale il premio Pulitzer 2010 e ha scalato le classifiche dei bestseller. In precedenza, per l’autore solo tanti rifiuti. L’editore Neri Pozza lo ha pubblicato in Italia nel 2011, con la traduzione di Luca Briasco.

L’ULTIMO INVERNO – In una casa del New England l’anziano George Washington Crosby, da tempo malato, sta morendo circondato dai famigliari. Disteso nel suo letto, George ha delle allucinazioni, vede crepe nei muri e sogna i meccanismi degli orologi che un tempo restaurava. Nel suo lento spegnersi, però, l’uomo ritrova soprattutto il padre Howard, un sognatore che per mantenere la famiglia girava per i boschi del Maine con il suo carro di venditore ambulante. Howard soffriva di epilessia e un giorno aveva abbandonato una moglie triste e i figli per rifarsi una vita altrove. Nell’ultimo inverno della sua vita George si abbandona ai ricordi, nei quali cerca di ritrovare l’affetto per quel padre così strano ed enigmatico, che da ragazzo non aveva saputo capire.

ANALISI – La vita dei due protagonisti, Howard il padre e George il figlio, scorrono parallele nelle pagine del libro. Con una prosa calibrata e ricca di suggestioni, Harding affronta argomenti importanti: la morte, il rapporto tra padre e figlio, il tempo, la malattia. “Mentre moriva, George Crosby ricordò molte cose, ma in un ordine che non riusciva a controllare. Rivedere la sua vita e stilarne l’inventario, come immaginava che chiunque facesse nei suoi ultimi giorni, voleva dire trovarsi di fronte una massa in continuo movimento, le tessere di un mosaico che ruotava e si riconfigurava di continuo in fasce di colore sempre riconoscibili, elementi familiari, unità molecolari, correnti intime ma al contempo svincolate dalla sua volontà, pronte a mostrargli un’identità differente ogni volta che tentava di mettere un punto fermo”. L’autore cesella una storia fatta di ricordi vivi e sentimenti trattenuti, utilizzando anche immagini straordinarie: “Quando i suoi nipoti erano piccoli, gli chiedevano spesso se potevano nascondersi dentro l’orologio. Ora avrebbe voluto radunarli intorno a sé, aprirsi per loro e nasconderli tra le costole, accanto al cuore che batteva sempre più a fatica”. Su tutto, sulla vita degli uomini, incombe il tempo, con il suo scorrere inesorabile, scandito dal ticchettio degli orologi che si muovono grazie a meccanismi perfetti, come la vita stessa. Molto intenso il finale: è davvero difficile non commuoversi, ma non si tratta di un facile sentimentalismo, bensì di un qualcosa (una parola, un’immagine) che colpisce in profondità nell’intimo regalando un’emozione. L’ultimo inverno è un romanzo magnifico, potente, da non perdere.

L’AUTORE Paul Harding ha insegnato scrittura creativa a Harvard e all’Università dello Iowa, ed è stato batterista di un gruppo rock con cui ha registrato due album e girato l’Europa in tour. Oggi vive a Georgetown, nel Massachussets, con la moglie e i figli.

Il giudizio di Carmine
Paul Harding
L’ultimo inverno
2011, Neri Pozza
Valutazione: 5/5



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