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Una settima vittima, che alcuni collegano al nubifragio, in realtà è un uomo deceduto in un frontale non lontano da Livorno

Maltempo a Livorno: 6 morti, riprese le ricerche 2 dispersi

Dal Comune confermano che oltre alla ricerca dei due dispersi la priorità resta quella di liberare le strade dal fango prima possibile

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Sono riprese all’alba le ricerche delle due persone che ancora risultano disperse dopo il violentissimo nubifragio che si è abbattuto su Livorno nella notte tra sabato e domenica. Si tratta di una donna, di 34 anni, e di un uomo. Il bilancio ufficiale conferma sei morti. Una settima vittima, che alcuni collegano al nubifragio, in realtà è un uomo deceduto in un frontale non lontano da Livorno, ma l’incidente non è ancora stato collegato al maltempo. In nottata sulla città ha piovuto per circa un’ora poi ha smesso anche se il cielo è coperto di nuvoloni grigi. Alle 12.00 è previsto l’arrivo del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per un vertice in prefettura. Dal Comune confermano che oltre alla ricerca dei due dispersi la priorità resta quella di liberare le strade dal fango prima possibile. (FONTE ANSA)

SITUAZIONE – La saccatura nordatlantica, approfonditasi nel fine settimana sulla nostra Penisola, ha scavato una circolazione depressione che nel corso di oggi si muoverà dal Tirreno verso i Balcani, rinnovando condizioni di forte maltempo in molte regioni del Centro Sud Italia e parte del Nordest.

LUNEDÌ MALTEMPO SPECIE AL CENTRO SUD– La parte più avanzata del fronte, ricca di rovesci e temporali anche di moderata o forte intensità, attraverserà tra mattina e primo pomeriggio le regioni meridionali, interessando in parte anche il medio-alto versante adriatico e le regioni di Nordest. Qualche fenomeni interesserà inizialmente ancora la Lombardia mentre sul resto del Nordovest si affacceranno le prime schiarite. Situazione che tuttavia migliorerà dalla serata anche se residui fenomeni si attarderanno sul basso versante tirrenico, Puglia adriatica ed estremo Nordest. Le regioni più colpite oggi saranno Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo e Marche. (FONTE: 3BMETEO.COM)



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  • Redazione

    LIVORNO, MALTEMPO: CODACONS DENUNCIA ENTI LOCALI E PROTEZINE CIVILE PER
    CONCORSO IN OMICIDIO CON DOLO EVENTUALE E DISASTRO AMBIENTALE

    INDAGARE SU ADEGUATEZZA ALLARME E INTERVENTI DI MESSA IN SICUREZZA DEL
    TERRITORIO

    Dopo la tragedia di Livorno, il cui bilancio per ora è di 6 vittime e due
    dispersi, il Codacons presenta oggi un esposto alla Procura della Repubblica
    in cui si chiede di accertare le responsabilità di istituzioni ed enti
    locali, alla luce delle possibili fattispecie di concorso in omicidio con
    dolo eventuale e disastro ambientale.

    Abbiamo deciso di chiedere alla Procura di Livorno di verificare se sia
    stato lanciato adeguato allarme in merito all’ondata di maltempo che ha
    investito la città, o se al contrario ci sia stata una sottovalutazione dei
    pericoli per la popolazione che ha portato al disastro – spiega
    l’associazione – Comune, Provincia, Protezione civile e tutti gli altri enti
    pubblici competenti hanno il dovere di mettere in sicurezza il territorio e
    i cittadini, attraverso interventi su argini, fiumi e torrenti, ed evacuando
    i residenti in caso di necessità, ed in presenza di omissioni può
    configurarsi nei loro confronti la fattispecie di dolo eventuale, che si
    verifica quando un soggetto pone in essere un comportamento accettandone i
    rischi e le conseguenze che, seppur non volute, appaiono possibili.

    Eventuali carenze sul fronte della sicurezza e del territorio hanno di fatto
    contribuito a determinare la tragedia di Livorno, motivo per cui oggi il
    Codacons chiede alla magistratura di accertare le responsabilità di tutti
    gli enti pubblici, valutando anche l’arresto dei soggetti che avevano il
    compito di tutelare la popolazione e non hanno adempiuto ai propri doveri
    istituzionali.

    Intanto l’associazione, ai sensi della legge 241/90, invierà oggi formale
    istanza d’accesso per acquisire tutte le comunicazioni intercorse tra
    Protezione civile e i sindaci dei comuni devastati dal maltempo di ieri, e
    le segnalazioni dei cittadini circa lo stato di fiumi e torrenti e richieste
    di intervento di messa in sicurezza.


  • Redazione

    *DOPO LA TRAGEDIA DI LIVORNO STOP AL RECUPERO ABITATIVO DEI SEMINTERRATI*

    *IL CODACONS CHIEDE ALLA REGIONE LOMBARDIA DI SOSPENDERE L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE N. 7 DEL 10 MARZO 2017*

    La tragica fine di una intera famiglia, annegata nella propria abitazione posta al piano seminterrato invaso dalle acque piovane, impone a tutti una seria riflessione sugli effetti della Legge Regionale n. 7/2017 con la quale la Regione Lombardia ha autorizzato (in deroga agli strumenti urbanistici ed alle norme sanitarie del Regolamento locale di igiene) la trasformazione ai fini abitativi dei vani posti nel sottosuolo dei fabbricati esistenti, con la possibilità di recuperare anche quelli di futura costruzione, dopo cinque anni dalla loro ultimazione.
    Una normativa che si aggiunge a quella sui sottotetti e che produce l’effetto di far vivere – in “deroga” – decine di migliaia di famiglie in vani che lo stesso Regolamento regionale di igiene ritiene inidonei!

    In caso di piogge consistenti gran parte del territorio della Lombardia è soggetto ad allagamenti, pensate cosa accadrebbe ai seminterrati di Milano o di qualsiasi altro comune della pianura Lombarda se si verificasse un nubifragio come quello di Livorno!

    La legge in questione (che ha avuto effetto immediato dalla sua pubblicazione, il 13 marzo scorso) dà tempo fino al 31 ottobre ai comuni per escludere, motivatamente, solo “parte” del proprio territorio dalla sua applicazione, ma nel frattempo è operativa a tutti gli effetti e chi volesse può trasformare la sua cantina in abitazione, con una semplice SCIA senza dover neppure pagare gli oneri di urbanizzazione…

    Il Codacons chiede quindi al presidente Maroni, alla Giunta ed al Consiglio regionale di sospendere la normativa in questione, in attesa di rivederne il contenuto e le modalità di applicazione che ora hanno maglie troppo larghe.
    Anche per non essere ritenuti moralmente corresponsabili di future sciagure.

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