Capitanata

Commissione sanità – Audizioni Asl, Icrrs ed Enti ecclesiatici


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Piano di riordino ospedaliero, relazione Marino (St)

A destra il Consigliere regionale Pd e Presidente della III Commissione consiliare (Sanità) Dino Marino (ST)

Bari – LA terza Commissione ha concluso la seconda tornata delle audizioni riservate a direttori generali di ASL, IRCCS ed Enti ecclesiastici in merito al piano di rientro, riqualificazione del servizio sanitario regionale e riorganizzazione dei servizi. La mappa sarà completata lunedì prossimo con l’audizione del rappresentante della “Casa sollievo della Divina provvidenza” di San Giovanni Rotondo.

Il quadro complessivo tracciato dai direttori generali è quello di un sistema che vive un momento transitorio ma di grande difficoltà, in cui la gestione dell’emergenza è la quotidianità, mentre ben poche sono le possibilità di manovra. Nel sistema pugliese, pubblico o privato che sia, non esistono isole felici; i sacrifici sono all’ordine del giorno e le problematiche, sia pur differenti da una struttura all’altra e per territorio, hanno il minimo comune denominatore nella carenza delle piante organiche, nelle conseguenze del blocco del turn-over, negli effetti delle sentenze della Corte costituzionale che ha colpito il personale sanitario ed amministrativo precario. “L’azione di ascolto avviata dalla Commissione sanità è prossima a concludersi – ha sostenuto il presidente Dino Marino – dalle cifre e dalle analisi dei direttori generali emerge una sanità regionale che vive una condizione di grande sofferenza. Più accentuate le difficoltà del settore pubblico che necessita di modifiche legislative per una maggiore competitività con quello privato che però lamenta costi non più sostenibili. I nuovi direttori generali – ha proseguito Marino – cercano di interpretare un modello di sanità più dinamico, tuttavia la loro intraprendenza rischia di essere vanificata dalle difficoltà congiunturali: in un dato memento storico si sono concentrati la rigidità di un piano di rientro, il tassativo blocco del turn-over e l’insormontabile ostacolo rappresentato dalle sentenze della Corte costituzionale, fattori che stanno mettendo a repentaglio i livelli minimi di assistenza. Superare questa oggettiva difficoltà richiede nuovi modelli di organizzazione del lavoro e la sperimentazione di nuove forme di assistenza sanitaria, che la Commissione è pronta a recepire”.

Sulle questioni più rilevanti emerse nel corso delle audizioni ed in risposta ai vari quesiti posti dai commissari, sono giunte le precisazioni dell’assessore alla salute Tommaso Fiore che ha categoricamente smentito per la provincia di Taranto un aumento dei casi di leucemia. Parlando del registro dei tumori ha poi invitato alla prudenza nella lettura dei dati perché il progetto, piuttosto corposo, viaggia a velocità diverse nelle diverse province e che comunque i raffronti sono possibili solo a livello nazionale, con la Puglia posizionata nettamente al di sotto della media del Paese. Sulla possibilità fisica di unificare alcuni presidi ospedalieri secondo gli indirizzi del piano di riordino, (sono stati citati ad esempio gli ospedali di Scorrano e Poggiardo nella ASL Le e di Ostuni e Fasano nella ASL Br), Fiore ha annunciato un approfondimento della questione, invitando ad individuare al più presto una soluzione. In caso contrario le chiusure saranno automatiche , non programmate le ha definite Fiore, e determinate da fattori esterni ad ogni indirizzo programmatorio. Riconfermato l’impegno di trasmettere alla presidenza della Commissione già nelle prossime ore, una relazione sulla situazione dei punti nascita accompagnata da linee di soluzione che dovranno trovare applicazione entro il prossimo 31 dicembre.

Audizioni in Commissione Sanità – Sintesi degli interventi. Le audizioni in Commissione sanità dei Direttori generali delle ASL, degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e degli Enti religiosi.


ENTE ECCLESIASTICO “MIULLI” Acquaviva
. Domenico Laddaga, delegato per rappresentare l’Ente ecclesiastico di Acquaviva delle Fonti, ha sostenuto che l’Istituto con i suoi attuali 600 posti letto, le 28 unità operative complesse, le 23 infracomplesse, le 23 funzioni di coordinamento, i 5 dipartimenti di imminente nomina e le 3 unità operative semplici dipartimentali, è perfettamente in linea con i numeri previsti dal piano di rientro. Unico neo le tariffe corrisposte dalla Regione per le prestazioni erogate, ferme da parecchio tempo.


IRCSS ONCOLOGICO “GIOVANNI PAOLO II” Bari.
La struttura dotata di 130 Posti letto (di cui 85 funzionanti) e paralizzata dal blocco del turn-over, ha urgente bisogno di personale, come ha ricordato il commissario straordinario Luciano Lovecchio. Con l’attuazione del piano di rientro, ha sottolineato, la struttura di ricerca disporrebbe paradossalmente solo di 7 unità operative complesse (rispetto alle 17 esistenti) e di ben altrettante unità amministrative. In merito ai risultati finanziari conseguiti nelle ultimi esercizi, Lovecchio ha ricondotto le perdite d’esercizio pregresse e quelle che nel primo semestre dell’esercizio corrente si attesta sui 2 milioni di euro, ai trasferimenti logistici ed all’adattamento alla nuova sede dell’istituto.

IRCCS “DE BELLIS” Castellana Grotte. Sintetico l’intervento deldirettore generale, Giuseppe Liantonio, che ha sottolineato l’incidenza drastica dei tagli sull’operatività dell’Istituto e la mancata compensazione delle attività interrotte nel 2007. A fronte di ciò il direttore generale ha rappresentato una situazione in netto recupero, a seguito dell’impulso dato alla ricerca dal nuovo direttore scientifico.

IRCCS “FONDAZIONE SALVATORE MAUGERI” Cassano Murge. Il direttore generale, Mauro Carone, ha esposto brevemente l’organizzazione della propria struttura, dotata di 230 posti letto ed articolate in 11 unità sanitarie e un’unica unità amministrativa. Carone ha concluso, ricordando l’avvio dei lavori per la realizzazione di un nuovo complesso sanitario.

ENTE ECCLESIASTICO PANICO Tricase. L’ente ecclesiastico di Tricase, struttura dotata di 407 p.l. e di un’unica direzione amministrativa, rientra perfettamente nei parametri stabiliti dal piano regionale della sanità, ha sottolineato il direttore generale, Suor Margherita Bramato che ha sottolineato i problemi dell’ente, legati alla gestione del servizio di emergenza del 118, sottratto dalla Regione a tutti gli istituti scientifici. Altra criticità importante sottolineata dalla Bramato, la differenza fra i 73 milioni di euro di contributi regionali ricevuti dall’Ente e gli 83 milioni di prestazioni assicurate: un gap che, ha ricordato, è ormai insostenibile.

ASL BAT. Il bilancio della sanità nella Asl Barletta-Andria-Trani è in tendenziale pareggio. Lo ha dichiarato il direttore generale Giovanni Gorgoni, ricordando che la riduzione dei consumi ospedalieri è stata assicurata agendo sul costo del personale (ridotto di quasi 2.500.000 euro), sulla farmaceutica (-10%) e sui servizi esternalizzati (-3%). Al di là delle cifre che rassicurano, Gorgoni ha insistito sul livello assistenziale garantito, che rischia invece di soffrire enormemente per i tagli. Il direttore della Asl della sesta Provincia ha infatti ricordato che i 5 poli ospedalieri (Barletta, Andria, Trani, Bisceglie, Canosa) lavorano di fatto su di un territorio molto vasto, articolato in 10 comuni e 48 sedi, anche se dispone di un personale sufficiente al massimo per il funzionamento di 3 ospedali. Buoni livelli assistenziali potrebbero essere garantiti, ha sintetizzato Gorgoni, solo fatte salve le deroghe proposte e realizzando gli accorpamenti riducendo a 3 i poli ospedalieri secondo un nuovo modello socio-assistenziale e nel rispetto delle vocazioni di ciascun plesso.

ASL LECCE. Nella Asl Le il piano di rientro procede speditamente. Il direttore generale Valdo Mellone, tuttavia, ha sottolineato gli effetti preoccupanti del blocco del turn-over. La situazione non sarebbe ancora paragonabile a quella del policlinico di Bari denunciata dal direttore generale Domenico Colasanto, ma prossima al limite di sopravvivenza. L’intollerabile compressione delle risorse umane, ha concluso il direttore, ha effetti incalcolabili soprattutto sulle prestazioni indifferibili, come quelle chirurgiche o oncologiche.

ASL BRINDISI. Il direttore generale della Asl di Brindisi, Paola Ciannamea, ha denunciato come problema serio l’alta percentuale di inabilità del personale, attesta tra il 30% e 40%, a svolgere funzioni differenti da quelle assegnate. Le dotazioni organiche dell’area brindisina, ha ricordato Ciannamea, cominciano a soffrire enormemente e ciò impedisce di garantire le attività chirurgiche nell’arco delle 24 ore ed in particolare nei plessi di Mesagne-San Pietro Vernotico e Fasano-Ostuni nei cui ospedali sono presenti duplicazioni di reparti.

ASL TARANTO. Numerose le criticità sottolineate dal direttore generale dell’Asl di Taranto, Vito Scattaglia. Innanzitutto gli 81 posti letto che non possono essere attivati per mancanza di personale, nonostante i due ospedali cittadini siano utilizzati al 100%. Ha ricordato che le strutture ospedaliere provinciali hanno ceduto complessivamente 169 posti letto e dei 1044 previsti sono attivi 963. La carenza del personale, ha annunciato Scattaglia, costituirà un problema serio, se non verranno accolte le deroghe proposte, in considerazione delle necessità manifestate. Scattaglia ha poi denunciato come la pianta organica della Asl di taranto sia quella meno numerosa tra quelle pugliesi in rapporto alla popolazione residente. Il direttore della Asl ha infine ricordato la contestualità tra la dismissione dell’ospedale di Massafra e l’attivazione di un eccellente centro ambulatoriale di assistenza, con ottimi riscontri nella erogazione dei servizi. Per Mottola ha informato della interlocuzione con l’amministrazione comunale per l’attivazione di una struttura d’eccellenza in sostituzione dell’ospedale dismesso.

Redazione Stato

Commissione sanità – Audizioni Asl, Icrrs ed Enti ecclesiatici ultima modifica: 2011-10-11T20:00:00+00:00 da Redazione



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