Casi e Sentenze

Le regole per una corretta videosorveglianza e i provvedimenti per la Privacy


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Videosorveglianza (ST, archivio: fonte image blog.panorama)

Foggia – L’ADOZIONE di sistemi di videosorveglianza e dei teleallarmi collegati con le forze dell’ordine è in crescita costante ed è un tema molto sentito dai cittadini, in particolar modo in questi ultimi tempi in cui sono aumentati i furti e le rapine. Molto più spesso i titolari di esercizi commerciali, installano videocamere per difendersi da eventuali malintenzionati o fornire un supporto importante per la loro identificazione. Quasi tutti i Comuni ne incentivano l’installazione e questi strumenti entrano a far parte dei “protocolli per la sicurezza.” Cerchiamo pertanto di fare un po’ di chiarezza in materia.

Trattando dati personali come la voce e l’immagine, questi strumenti sono da considerarsi, in base alla Direttiva 95/46 CE ed alla normativa italiana, come informazioni riferite ad una persona identificata o identificabile. Infatti l’art.4 del
codice protezione dati personali (d.lgs. n.196 del 30.06.03 ) qualifica come tali anche la registrazione, conservazione e l’utilizzo in genere di immagini. Altrettanto importante è distinguere il “teleallarme “ dalla “ videosorveglianza.”
Il primo si configura come un sistema di allarme collegato con le centrale operativa delle Forze dell’Ordine. Per la sua attivazione è necessario fare richiesta alla Questura sul modello scaricabile dal sito della “Polizia di Stato” cliccando su “moduli” e, di seguito, “comunicazioni e richieste”; e allegare le poche cose richieste secondo il tipo di allarme che si vuole attivare
Diverso il caso della videosorveglianza soprattutto per quanto riguarda gli obblighi di informativa che vanno da quelli più semplici, della sola segnalazione, obbligatoria, di essere in presenza di un’area video sorvegliata a quella più complessa, quando c’e’ anche la trattazione dei dati, che prevede l’informativa sulla trattazione degli stessi e del suo responsabile.

Le dimensioni assunte dal fenomeno in esame soprattutto grazie alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, hanno spinto il Garante per la privacy ad intervenire, per individuare un punto di equilibrio tra esigenze di sicurezza e diritto alla riservatezza e libertà delle persone, con due provvedimenti generali emanati rispettivamente nel 2004 e l’ultima, molto importante, dell’aprile 2010 (Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010). I provvedimenti contengono prescrizioni vincolanti per tutti i soggetti che intendono avvalersi di sistemi di videosorveglianza e garanzie per la privacy dei soggetti i cui dati vengano eventualmente raccolti e trattati tramite tali sistemi. La direttiva indica anche le informazione per i soggetti che transitano in aree videosorvegliate (sempre obbligatori i cartelli informativi che la segnalano, salvo nel caso di telecamere installate a fini di sicurezza pubblica e che devono essere conformi a quelli riportati in appendice al provvedimento del Garante, ) e ai limiti per la conservazione dei dati raccolti tramite telecamere e videosorveglianza, che può superare le 24 ore solo in casi particolari (indagini di polizia e giudiziarie, sicurezza degli istituti di credito, ecc.). Occorre infine ricordare: 1) che la videosorveglianza non necessita di autorizzazioni (salvo i casi che richiedono la preventiva notifica al garante) ma è soggetta al rispetto delle norme, civili e penali, in materia; 2) che la visuale di ripresa DEVE ESSERE LIMITATA AGLI SPAZI DI PERTINENZA L’AREA SORVEGLIATA. Pertanto un negozio potrà riprendere, ad esempio, l’ingresso e le aree stradali confluenti al proprio esercizio commerciale.

(A cura del dr Salvatore Aiezza, Funzionario Ministero Interno, innovatore esperto della P.A.)

Le regole per una corretta videosorveglianza e i provvedimenti per la Privacy ultima modifica: 2011-10-11T13:47:01+00:00 da Redazione



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