Cronaca

Forze dell’Ordine: triplicati reati atti sessuali con minorenni

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Controlli volanti Polizia (mssblg@)

Roma – SONO triplicati in un anno, dal 2011 al 2012, i reati di atti sessuali con minorenni. Il 78% dei 505 bambini che li hanno subiti (166 nel 2011) è femmina. In Italia le bambine e le ragazze risultano più vulnerabili, di fronte alla violenza, rispetto ai loro coetanei maschi: in 6 casi su 10 la vittima di reati commessi e denunciati su minori nel 2012 è una giovane donna. E’ un quadro allarmante quello che emerge dal dossier ”indifesa”, presentato oggi a Roma da Terre des Hommes, che riferisce dati delle Forze dell’Ordine.

Nel 2012 sono stati 5.103 i minori vittime di reati, una cifra superiore a quella del 2011 (4.946). Secondo i dati forniti dalle Forze dell’ordine e rielaborati dall’ organizzazione, nel 2012 689 minori hanno subito violenza sessuale (femmina è l’85% delle vittime). A questi vanno aggiunte le 422 vittime di violenza sessuale aggravata (79%). Tra i reati a sfondo sessuale, a registrare l’aumento più drammatico in un anno – sottolinea Terre des Hommes – è la pornografia minorile: +370%, a danno di 108 minori, il 69% dei quali femmine. In generale, tra i reati commessi e denunciati su minori, quelli che mietono più vittime sono i maltrattamenti in famiglia: i bambini che li hanno subiti nel 2012 sono 1.246, 82 in più del 2011.

I casi di violazione degli obblighi di assistenza familiare denunciati nel 2012 sono stati 985 (882 nel 2011), di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina 207 (182), di sottrazione di persone incapaci 263 (220), di abbandono di persone minori o incapaci 426 (429), di prostituzione minorile 77 (104), di corruzione di minorenne 422 (434). I bambini uccisi sono stati 18, 17 nel 2011.

Femminicidio: 140 vittime tra minori in 12 anni – In Italia, tra il 2000 e il 2012, sono state 140 le bambine e le ragazze vittime di femminicidio. Nei primi sei mesi del 2013, ricorda l’ong, ”in Italia sono state uccise 81 donne, il 75% nel contesto familiare o affettivo. Tra queste una minorenne, Fabiana Luzzi, bruciata viva dal ‘fidanzatino’. Il femminicidio quindi non tocca solo le donne adulte: il rapporto Eures sull’omicidio volontario in Italia evidenzia che dal 2000 al 2012 nel nostro Paese 140 bambine e ragazze sono state vittime di questo tipo di violenza estrema”. In 94 su 140 casi si trattava di figlie uccise da un genitore. In generale, il 20,1% delle vittime aveva meno di un anno; consistente, osserva Terre des Hommes, risulta anche la quota delle bambine uccise in età prescolare (25 bambine tra uno e 5 anni, pari al 18,7%) e nella fascia di età successiva (24 bambine tra 6-10 anni, pari al 17,9%), mentre un numero di vittime progressivamente più contenuto riguarda le fasce di età superiore. Domani l’Onu celebra la Giornata delle bambine.

Dossier, ogni anno 100 mln di bambine eliminate – Nel mondo sono 100 milioni le bambine che ogni anno non nascono per aborto selettivo o vengono uccise alla nascita; solo in India ogni anno ne mancano all’appello un milione. Lo rileva Terre des Hommes che in occasione della Giornata internazionale delle bambine, indetta dall’Onu, ha presentato il dossier ”indifesa” sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo. In India, fa presente la ong, tra il 2001 e il 2011 la percentuale di bambini rispetto alla popolazione totale è diminuita e questo calo è stato più marcato per le femmine della fascia di età 0-6 anni. Nell’Asia meridionale il tasso di mortalità delle femmine è più alto di quello dei maschi: nel 2011 per ogni 1000 nascite sono morte 63 bambine e 61 bambini. Secondo i dati di Terre des Hommes, nel mondo sono 16 milioni le bambine e le adolescenti che diventano madri prima che il loro corpo sia pronto alla maternità e 125 milioni le bambine e le donne che hanno subito una forma di mutilazione genitale, per lo più prima dei 5 anni. Per quanto riguarda l’educazione, 68 paesi nel mondo non hanno ancora raggiunto la parità di genere nell’istruzione elementare. Infine, 11 milioni di bambine lavorano come domestiche sfruttate in casa di altri. Tra di loro, 7,5 milioni lavorano in condizioni inaccettabili, come vere e proprie schiave.

Fonte ANSA



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