Foggia

Scuole Foggia, non affrontare i problemi dopo i feriti

Di:

F.Giorgio Cislaghi, segretario Rifondazione Com. Foggia (ST)

Anche questa volta i problemi delle scuole vengono affrontati dopo che studenti restano feriti. Tre anni fa, dopo che una studentessa del Liceo Volta è rimasta ferita da una maniglia, si è provveduto a dismettere l’uso del “Caggese” per ospitare le classi distaccate dei Licei Volta e Poerio, oggi, dopo l’incidente al bus di ATAF che ha visto 5 studenti ricoverati in ospedale e circa 60 contusi, si sono gettate le basi per risolvere definitivamente i problemi che attanagliano la sezione alberghiera dell’Istituto Einaudi.

Diamo atto al Commissario della Provincia, dott. Costantini, di avere dimostrato sensibilità e disponibilità nel ricevere una delegazione di studenti e professori a cui ha assicurato la massima disponibilità per risolvere i problemi di Palazzo degli studi e della sede di torre di Lama dell’Istituto Einaudi. Nell’immediato, ha garantito che all’entrata e all’uscita degli studenti sarà presente personale della Polizia Provinciale e si è impegnato a convocare una riunione con ATAF, Comune di Foggia e SITA per garantire un adeguato numero di bus per il trasporto degli studenti in sicurezza e nel rispetto del codice della strada. Sono stati rassicurati, studenti e insegnanti, che Palazzo degli Studi tornerà agibile entro la fine del mese aggiungendo che, per l’Einaudi, una parte del secondo piano sarà agibile anche prima del termine dei lavori.

Per risolvere definitivamente i problemi dei secondi piani dei Licei Poerio e Lanza sono stati disposti lavori, da appaltare ed eseguire durante la chiusura estiva delle scuole, per l’importo di un milione di euro a liceo (due milioni di lavori in totale). Ottima notizia, per gli studenti dell’Istituto Alberghiero, ai quali è stata assicurata la disponibilità a provvedere lo spostamento della scuola nei locali dell’ex Istituto Rosati. A tale riguardo, dopo che l’edificio sarà riconsegnato all’amministrazione provinciale (riconsegna prevista entro fine anno) il Commissario della Provincia si è impegnato a far effettuare una ricognizione dei locali per disporre i lavori di adeguamento della struttura coinvolgendo direttamente il corpo docente e il dirigente scolastico nella progettazione delle opere necessarie.

Questi accordi superano le incomprensioni che in precedenza vi erano state con la giunta Pepe e aprono la strada a un clima più sereno che permetta, pur nella ristrettezza delle risorse economiche
, di procedere alla manutenzione e alla messa in sicurezza delle strutture scolastiche. Oggi la mobilitazione degli studenti, che ha visto oltre mille studenti sfilare per le strade della città, da piazza Italia a piazza XX Settembre passando davanti alla stazione ferroviaria, è stata coronata da un accordo cercato con anni di lotte e mobilitazioni, accordo che è stato possibile solo dopo che è stato posto termine a un’amministrazione di destra che ha lasciato problemi enormi sul territorio (basta ricordare le situazione delle strade del subappennino Dauno) e le casse vuote.

(Per i Giovani Comunisti: il segretario del circolo “CheGuevara” – Rifondazione Comunista – Foggia – Fiorenzo Giorgio Cislaghi)



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    La scuola è responsabile nel caso in cui un minore subisca delle lesioni a seguito di atti di “bullismo”!

    L’ Istituto scolastico rappresenta un importante luogo di sviluppo della personalità di bambini e adolescenti che si trovano a confrontarsi non solo tra di loro, ma anche con la prima autorità (diversa dai genitori), rappresentata dagli insegnanti e, in generale, da tutti gli operatori scolastici.

    Essa è, però, anche uno degli ambienti in cui è più facile che la convivenza tra minori sfoci in intemperanze o atti di bullismo. Di qui la necessità, da parte di ogni istituto scolastico, di attivarsi affinché le fisiologiche manifestazioni legate alla delicata età degli alunni, non trovino espressione in vere e proprie forme di violenza fisica o psicologica.

    Tale necessità, tuttavia, non è legata a semplici ragioni di opportunità e di buona convivenza, ma si fonda sul principio normativo secondo cui coloro che insegnano un mestiere o una arte sono responsabili del danno provocato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti quando questi sono sotto la loro vigilanza (cosiddetta “culpa in vigilando” ex art. 2048 cod. civ.).

    È quanto ha ricordato il Tribunale di Milano in una recente pronuncia . La sentenza ha sancito l’obbligo, per il Ministero dell’Istruzione, di risarcire i danni subiti da un alunno, vittima di episodi di bullismo (violenze psicologiche e percosse) tenuti da altri allievi della stessa scuola. (Trib. di Milano, sent. n. 8081/13)

    I giudici, in particolare, hanno ricordato come non basti, per gli operatori scolastici, il solo vigilare sul comportamento degli alunni, per evitare il verificarsi di episodi di violenza. Non è sufficiente che la scuola dimostri di non essere stata in grado di porre un intervento correttivo o repressivo nell’immediatezza del fatto, ma occorre che essa dia prova di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure disciplinari e/o organizzative necessarie ad evitare situazioni pericolose. ( in tal senso Cass. sent. n. 2657/03)

    Si pensi, ad esempio, ad interventi mirati sulle classi, come percorsi di educazione alla legalità, mediazione scolastica o la creazione di gruppi di discussione che diano consapevolezza agli alunni del problema prima ancora del suo emergere. Inoltre, precisano i giudici, per presumere la colpa della scuola (art. 61 L. n. 312/80), il danneggiato è solo tenuto a dimostrare di aver subito il danno quando egli era sottoposto alla vigilanza degli operatori scolastici, mentre l’amministrazione scolastica deve provare di aver sorvegliato gli allievi con diligenza idonea ad impedire il fatto.

    Una volta accertata la responsabilità della scuola per tutti i danni subiti dall’allievo, il magistrato dovrà verificare anche l’effettiva consistenza dei danni subiti, facendo una valutazione – sulla base della relazione di un consulente tecnico d’ufficio (c.t.u.) – delle effettive sofferenze fisiche e psichiche sofferte dal danneggiato (per esempio un accertato stato d’ansia e di paura che richieda un supporto terapeutico).

    Nel caso in esame, ad esempio, il giudice ha condannato il Ministero dell’Istruzione al pagamento in favore del giovane (divenuto maggiorenne al termine del giudizio) di 125.000 euro, di cui diecimila occorrenti per affrontare una lunga terapia psicologica di sostegno, ritenuta necessaria dalla c.t.u. in relazione al verificarsi di una vera e propria sindrome a carico del ragazzo.
    Foggia, 22 ottobre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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