Manfredonia
Fotogallery a cura di Benedetto Monaco

“Raffaello Di Sabato, una vita per Siponto e Manfredonia” (video)

Testo a cura di Annapina Rinaldi

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Manfredonia. Una biografia scritta in forma di romanzo documentale, così Alberto Cavallini, direttore del mensile diocesano Voci e Volti, ha definito “Raffaello Di Sabato- una vita per Siponto e Manfredonia”. Il libello racconta la vita, breve ma molto significativa, di Raffaello Di Sabato (1903-1944) scrittore, insegnante, uomo politico, ma soprattutto sovrintendente al patrimonio culturale della città di Manfredonia fra il 1935 e il 1944, anno della prematura morte.

Il testo è stato presentato ieri sera presso l’auditorium Valentino Vailati, alla presenza dell’Arcivescovo Michele Castoro. L’autore,Onorino Di Sabato, figlio di Raffaello, pur non avendo memoria diretta del genitore per motivi anagrafici (è nato nel 1942 ndr), ne ha riportato alla luce la figura, attraverso i ricordi dei suoi amici e familiari, ed i suoi scritti, in primis l’epistolario, scrigno dei pensieri e delle paure più intime. Il grande e ineludibile coinvolgimento personale, lo porta a mitizzarne a volte la figura e a non utilizzare nell’impianto del testo il metodo storico “puro”, tuttavia l’opera può essere definita storica in senso etimologico, giacchè si basa su ricerche, indagini e testimonianze.

Nonostante la laurea in scienze economiche, Raffaello Di Sabato si appassiona agli studi classici di latino e greco, ma soprattutto diventa cultore del patrimonio artistico, storico e culturale dell’antica Sipontum, terza città dell’Italia in epoca paleocristiana, dopo Roma e Ravenna, e ne intuisce la grandezza. Già insegnante ed esponente della Democrazia Cristiana cittadina, nel 1935 viene nominato sovrintendente al patrimonio culturale di Manfredonia. Proprio in quei mesi, viene casualmente alla luce in zona Siponto, un piccolo pilastro appartenente ad un probabile tempio di Diana. Sarà questo ritrovamento, assieme alla tenacia di Di Sabato a porre le basi per l’inizio, un anno dopo, degli scavi archeologici presso Siponto, che purtroppo verranno meno nel 1937 per mancanza di fondi. Un’altra battaglia di Raffaello di Sabato è stata quella in favore della basilica di San Leonardo, abbandonata per secoli, poi venduta negli anni Trenta del Novecento alla fondazione ospedali Riuniti di Foggia, infine donata gratuitamente al Comune di Manfredonia.

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale prima, e la precoce morte poi, hanno impedito a Raffaello di continuare a perseguire l’obiettivo della valorizzazione di Sipontum. Tuttavia, molto di ciò che egli aveva intuito più di 70 anni fa, sulle potenzialità delle basiliche e degli ipogei Capparelli, si sta concretizzando ai giorni nostri, per questo, ha sottolineato Antonio Tomaiuoli, direttore dell’archivio diocesano, è importante mantenere viva la memoria di Raffaello, un cittadino “normale”, ma inserito attivamente e proficuamente nella vita di Manfredonia.

Concludendo, Onorino Di Sabato ha ammonito la cittadinanza chiedendole di smetterla di seppellire i “talenti” di cui Manfredonia è dotata:“Disponiamo di un patrimonio artistico culturale immenso, che potrebbe portare alla nostra città prestigio e occupazione, ma purtroppo ci mancano totalmente l’intraprendenza e la capacità di promuoverlo. Dovremmo invece cominciare a mettere le nostre intelligenze a servizio della cittadinanza, e da questo punto di vista mio padre è un esempio da seguire.

FOTOGALLERY BENEDETTO MONACO

(A cura di Annapina Rinaldi, Manfredonia 11.10.2016)

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