ManfredoniaRicordi di storia

Cronistoria disinquinamento arsenico dopo scoppio 26.09.1976 (II)


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Manfredonia. Prima di continuare a raccontare la seconda parte della cronistoria del disinquinamento dall’arsenico dovuto allo scoppio della colonna di lavaggio CO2 all’ interno dell’ex ANIC, sarà bene ricordare che già dal lunedì 27.9.1976, il Sindaco di Manfredonia, sen. Michele MAGNO, aveva emesso una tempestiva ordinanza sindacale.

L’ ordinanza sindacale n. 92/ Reg. Ord. recitava nella maniera seguente:”IL SINDACO, in relazione all’esplosione verificatosi nello Stabilimento di Macchia (Monte S. Angelo) ed alla conseguente fuoriuscita di sostanze tossiche sotto forma di nube mobile raccomanda alla cittadinanza di attenersi in via precauzionale alle seguenti misure profilattiche:
1) non consumare prodotti del suolo e dell’allevamento provenienti dai terreni situati entro un raggio di Km. Due dallo stabilimento ANIC;
2) non mangiare mitili ed altri frutti di mare raccolti in vicinanza dello stabilimento ANIC e del porto industriale;
39 di sciacquare, con abbondante acqua corrente, i panni in genere che eventualmente fossero rimasti esposti all’esterno delle abitazioni nella giornata del 26 u.s.;
4) lavare accuratamente, prima del consumo, i prodotti ortofrutticoli di qualunque provenienza;
5) curare una rigorosa igiene personale.

Ricordo che furono inviate per la Città alcune macchine a spese del Comune per raccomandare accuratamente l’ osservazione delle norme contenute in questa ordinanza.

Bisogna rammentare, altresì, la enorme, frenetica, continua attività cui furono sottoposti gli Organi dell’Amministrazione Comunale di Manfredonia per arginare le eventuali conseguenze dell’incidente nell’ex ANIC. Infatti, si susseguirono giornalmente le riunioni di Consiglio, di Giunta e delle varie Commissioni preposte. Si distinse, in quel frangente, l’ allora Sindaco MAGNO, uomo di grande capacità organizzativa, dotato di una grande carica umana, di una versatile dialettica e di una inesauribile forza fisica.

Con tutte queste innate capacità il compianto senatore MAGNO seppe presiedere tutte quelle riunioni e portarle a termine con successo.

Seppe, senza manifestare segni di stanchezza, anche pernottando nella sede di Palazzo di Città, consultare tecnici di levatura nazionale ed internazionale. Stimolò le varie Autorità locali e statali, ad intervenire, così come si era fatto per Seveso, per il ripristino della normalità cittadina. Era doveroso dare questo tributo ad un uomo che visse la sua vita per il bene di Manfredonia. E, questo tributo nasce spontaneo dal fatto che personalmente ho vissuto quei momenti successivi al 26.9.1976 in maniera diretta ed è incastonato nel ricordo fotografico di quelle giornate e dell’agire di quel “grande Sindaco”.

Comunque, il giorno 30.9.1976, nella stanza del Gabinetto del Sindaco, sen. MAGNO, con la presenza dell’Assessore Regionale alla Sanità, dott. Matteo FANTASIA, con l’ assistenza del Segretario Generale del Comune di Manfredonia, dott. Antonino CALDARELLA, si riunirono per la costituzione del “COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO” per il disinquinamento.

Questo Comitato risultò composto dalle seguenti personalità:
-Sen. Michele MAGNO-Sindaco di Manfredonia,
-prof. Donato TROIANO – SINDACO DI M.S. Angelo;
-prof. Luigi AMBROSI-Direttore istituto Medicina del lavoro di BARI;
-dott. Giovanni MARANO-Istituto Biologia Marina di BARI;
-prof. Febo LUMARE- del CNR -Lesina;
-prof. Cosimo SEBASTIO-Istituto Zooprofilattico-TARANTO;
-prof. V.zo COTECCHIA-Preside Facoltà Ing. BARI;
-prof. Mario POLEMIO- Facoltà Chimica Agraria-BARI;
-prof. Prof. Adriano MARINO-Istituto Farmacologico Policlinico-BARI;
–prof. BATTELLI-Dir. Ist. Zooprofilattico -FOGGIA;
Dott. Giuseppe ZINGRILLO-Direttore Laboratorio Chimico di Igiene FOGGIA;
-Dott. PERNA-Funzionario Assessorato Regionale Sanità;
-dott. Saverio CRUPI-Medico prov.le Foggia;
-dott. Mario NITTI-veterinario prov.le foggia;
-prof. Ing. F.sco UGOLINI-esperto Ist. Sup. Sanità;
-prof.ssa Susanna CERQUIGLINI-esperta Ministero Sanità;
-dott. Lorenzo RADATTI-Ufficiale Sanitario -Manfredonia;
-dott. Antonio FUSILLI-ufficiale Sanitario -Monte Sant’ Aneglo;

Questi, anche se ponendosi numerosi quesiti e dubbi quasi insoluti, comunque, decisero quanto segue: “…dar corso alle operazioni di bonifica del territorio, mediante lavaggio, con abbondante acqua, nelle strade asfaltate della Città di Manfredonia a partire dal “Rione Monticchio”, tenendo sotto controllo le acque reflue verso il mare, prelevando ed analizzando campioni di acqua marina, al fine di stabilire e conseguentemente la possibilità o il divieto di pesca;
-sospendere le operazioni di disinquinamento per lavaggio all’interno dello stabilimento ANIC;
-interessare l’ Ispettorato del lavoro per la tutela degli operai ed il funzionamento della mensa all’interno dello stabilimento ANIC;
-regolamentare il traffico stradale per evitare il trasporto ed il sollevamento di polvere inquinante da una parte all’altra del territorio;
-richiedere al Provveditore agli Studi di Foggia la sospensione dell’apertura delle scuole di ogni ordine e grado;
-disporre la recinzione della zona delimitata come inquinata da arsenico;
-richiedere per il tramite dell’Assessorato regionale alla Sanità l’ intervento N.B.C. e Genio Pionieri;
-richiedere alla Capitaneria di Porto di identificare al massimo la vigilanza a mare sulle zone già vietate alla pesca e di impedire qualsiasi attività peschereccia sullo specchio di mare vicino all’impianto petrolchimico;
-prendere atto delle ordinanze dei sindaci dei Comuni di Manfredonia e Monte Sant’Angelo, emesse fino alla data del 29 corrente mese, con le quali oltre a delimitare la zona inquinata, individuata da apposito picchettamento, venivano imposte, per motivi precauzionali, una serie di disposizioni, divieti, obblighi, prescrizioni e misure a difesa della salute pubblica…”.

A questo punto, si comincia a notare, leggendo con attenzione le dichiarazioni dei tecnici, che le posizioni rispetto alle modalità del disinquinamento, presentavano delle profonde contraddizioni. In uno dei punti decisivi, nel verbale appena riportato si stabilisce di usare l’ acqua per diluire l’ anidride arseniosa, ma nella stessa giornata del 30.9.1976, erano arrivati al Comune due note lanciate da Roma dall’Agenzia ANSA. Infatti, proprio in chiusura della riunione dell’istituito Comitato, pervennero due documenti, alle ore 14,32, da parte dal prof. Arnaldo LIBERTI ed alle ore 18, 17, da parte del prof. Guido SARTORI, che si riportano: “Inquinamento zona Manfredonia-Come bonificare. Roma, 30 sett. (ANSA)-Se non si procede con rapidità ad un trattamento di bonifica dell’anidride arseniosa che si è diffusa a Manfredonia corriamo il rischio di creare una seconda Seveso. Basta che piova per ritrovarci la sostanza tossica a mezzo metro sotto terra o che il vento la sparga su di una zona ancora più vasta. Lo ha affermato il direttore del laboratorio sull’inquinamento atmosferico del consiglio nazionale delle ricerche, prof. Arnaldo Liberti. Per una bonifica tempestiva il prof. Liberti suggerisce di spruzzare sull’anidride arseniosa, che si presenta come una polvere bianca, sostanze ossidanti di cui la più diffusa ed economica è il cloruro di calce. In questa maniera, osserva il prof. LIBERTI, si trasforma l’ anidride arseniosa da trivalente a pentavalente sotto forma di un sale di calcio si fissa sul terreno, è insolubile, ricorda il prof. LIBERTI e diventa “”uno di quei materiali a base di arseniati che esistono in natura e che non provocano danni mentre l’ anidride arseniosa è quella tipica degli avvelenamenti con il caffè o il tè dei libri gialli””. Se poi qualche frutto o verdura sono stati già colti dopo lo spargimento della polvere tossica, basta “”lavarli con cura e non ci saranno pericoli””, assicura il prof. LIBERT. h-14/32-SS/GT”.

“257/1 -COME BONIFICARE_ROMA-La comune varechina o l’ altrettanto dissuso ed economico cloruro sono i due “”antitodi”” contro l’ anidride arseniosa consigliati dal prof. Guido SARTORI, ordinario di chimica generale ed inorganica dell’Università di Roma e presidente del Comitato consulenza per la chimica del consiglio Nazionale delle ricerche. Anche per il prof. SARTORI è “”urgentissimo bonificare prima che piova e la pioggia trascini il veleno in profondità””. Il “”vecchio cloruro di calcio e la comune varechina”” osserva il prof. SARTORI servono “”a trasformare l’ anidride arseniosa in un composto quasi per nulla tossico, l’anidride arsenica che con l’ acqua contenuta nel terreno si trasforma in acido arsenico. A sua volta, l’acido arsenico viene definitivamente fissato nel terreno se questo è argilloso e quindi ricco di calcio, altrimenti è necessario aggiungere calce viva””. Se per la trasformazione sia usato cloruro di calcio esiste già l’ elemento per fissare l’ acido arsenico. Se invece sia usato varechina e la composizione del terreno non consente di fissarlo materialmente basta aggiungere appunto calce viva. Quanto alle persone che avessero toccato la polvere tossica, poiché l’ anidride arseniosa attacca le mucose il prof. SARTORI consiglia “”pasta di ossido di zinco e vasellina oppure oppure olio ed in ossido di ferro””. Per quanto a sua conoscenza non si sono verificati casi simili di inquinamento da anidride arseniosa. Casi di produzione di anidride arseniosa sono abbastanza frequenti in laboratorio, ma qui siamo in dimensioni da moltiplicare per migliaia di volte.-18.17”.

Come si nota, regnava in quel momento una totale indecisione rispetto ai dati scientifici, mentre cominciavano a presentarsi dei casi, anche se lievi di intossicazione, con numerosi ricoveri ospedalieri.

(continua)

Dott. Nicola CIOCIOLA

Cronistoria disinquinamento arsenico dopo scoppio 26.09.1976 (II) ultima modifica: 2017-10-11T08:52:14+00:00 da Redazione



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