Manfredonia
A cura dell'avvocato Orazio Totaro

Manfredonia, nota (3) sul sistema elettorale del Senato

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Manfredonia. Con l’attuale Costituzione i Senatori, così come i Deputati, durano in carica cinque anni. In base all’art. 57 della Costituzione, modificata dalla legge Boschi, invece, “la durata del mandato dei Senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono eletti” (comma 5°, prima parte).

Si afferma poi che con apposita legge si provvederà a regolare “le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i Consiglieri ed i Sindaci, nonché quelle per la loro sostituzione” (6° comma). E quindi al comma 3° dell’art. 39 (disposizioni transitorie) si specifica che “sciolte entrambe le camere, non si procede alla convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del Senato della Repubblica”.

La nuova legge, dunque, ha stabilito una regolamentazione della durata del Senato, ancorandola, a regime, a quella dei Consiglieri Regionali e dei Sindaci, che saranno eletti Senatori. Di questi, oltre alla naturale scadenza di mandato, seguono tutte le vicende, eventuali ed accidentali, quali scioglimento anticipato dei Consigli Regionali e Comunali, dimissioni e decadenze per qualsiasi motivo.

Tutto ciò in quanto, come si dice al 5° comma del nuovo art. 55 della Costituzione, “il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali”. A differenza della Camera dei Deputati che, invece, in base al comma 3° dello stesso art. 55, “rappresenta la Nazione”. Il risultato di queste disposizioni è che da ora in poi le elezioni di Camera e Senato non avverranno più contemporaneamente, come è accaduto fino ad oggi. La Camera si rinnoverà ogni cinque anni, il Senato no. Anzi per effetto della modifica dell’art. 88 della Costituzione, lo stesso Presidente della Repubblica si limiterà a “sciogliere la Camera dei Deputati”, non il Senato, le elezioni del quale non avranno più, come avveniva in precedenza, carattere generale. Secondo il suo proprio sistema di elezione, dovendo seguire le sorti dei Consigli Regionali, oltre che dei rispettivi Consiglieri e Sindaci da cui è formato, è destinato a non sciogliersi mai ed a funzionare sempre. Periodicamente verrà rinnovato parzialmente in base alle scadenze elettorali di Regioni e Sindaci ed alle vicende personali dei Senatori così eletti.

L’idea di fare del Senato la Camera territoriale e di attingere i Senatori su basi regionali e comunale venne discussa anche in sede di seconda commissione dell’Assemblea Costituente. Ma, come poi è accaduto, si affermò il bicameralismo paritetico, con le due Camere che fanno le stesse cose e con i sistemi elettorali che conosciamo.

Anche per quanto concerne la durata del Senato, ora a tempo indeterminato, vi è un autorevole esempio oltre Atlantico, costituito dal Senato degli Stati Uniti d’America. In base alla Costituzione i Senatori Statunitensi durano in carica sei anni ed il Senato si rinnova parzialmente, di un terzo dei suoi componenti ogni due anni.

(A cura dell’Orazio Totaro, Manfredonia 11.11.2016)



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Commenti


  • Zuzzurellone Sipontino

    Domanda : se alla riduzione dei 2/3 dei senatori (da 305 passano a 100) non vengono licenziati i “/3 dei dipendenti del senato, che riduzione è dei costi della politica? E domanda ancora più misteriosa, se non vengono licenziati che li facciamo fare?

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