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Nel 1999 un palazzo si sbriciolò in pochi secondi sotterrando e uccidendo 67 persone

Viale Giotto, una ferita che sanguina da 18 anni

67 foggiani, che con immenso amore ho chiamato fin dall’inizio “Gli Angeli di Viale Giotto”, subirono l’imperizia di alcuni nostri concittadini


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Foggia, sabato 11 novembre 2017. Sono trascorsi 18 anni da quando un palazzo crollò. 67 vittime in pochi secondi. 67 anime che Foggia ogni anno ricorda con struggente dolore, per non dimenticare. In tutti questi anni abbiamo scritto su questa ricorrenza. E come sempre il nodo alla gola rimane per tutta la giornata. Ancora per una volta i foggiani ricordano alcuni loro concittadini. L’11 novembre di 18 anni fa Foggia subì uno dei più grandi shock del dopoguerra. Nel 1999 un palazzo si sbriciolò in pochi secondi sotterrando e uccidendo 67 persone. Bambini, donne, uomini, anziani, perirono atrocemente. Videro inermi e all’improvviso la morte in faccia, riconoscendola e subendola senza poter reagire. Un’atrocità che segnò la città di Foggia, che la inginocchiò innanzi a fatalità che potevano essere evitate. Tutti s’interrogarono sulle condizioni statiche di quel palazzo e poi degli edifici presenti in città.

67 foggiani, che con immenso amore ho chiamato fin dall’inizio “Gli Angeli di Viale Giotto”, subirono l’imperizia di alcuni nostri concittadini che costruendo e poi modificando lo stabile causarono l’implosione dello stesso. Furono portatori di morte.

Il ricordo in noi è ancora vivo. In me è ancora vivo, forse perché come altri persi persone care, un caro amico. Quel giorno sanguina nel mio cuore, lo stesso di tanti altri che fu dilaniato dal dolore. Un cuore fatto a brandelli, che tuttora mi soffoca al solo ricordo, rafforzato dal tetro spettacolo di tante bare marroni, l’una dietro l’altra, maculate da qualche di color bianco. Quel giorno la morte si sentì, si respirò, si vide.

A Foggia la ricorrenza è commemorata dalle istituzioni, dalla società civile, dai foggiani. Ma è anche ricordata nei dettagli di chi ha perso i suoi cari. Vi propongo una struggente testimonianza di una donna orfana per la tragedia, oggi mamma che vuol mantener acceso il ricordo, perché è giusto che sia così, una donna che aveva un fratello a me molto caro. Ciao Luigi.
[Giovanna Zezza Ronin]

«Era il 10 novembre 1999, decisi alle ore 15.30 circa di prendere un treno che mi salvò la vita. Sapevo che di lì a poco sarebbe successo qualcosa alla mia famiglia a mia madre con cui vivevo in simbiosi, ma non capivo cosa, lei stava bene…in quel treno avvertii fortemente il senso della morte, ma avevo poco più di vent’anni, non conoscevo ancora il significato della vita e della morte. Durante la notte continuai con un sogno ad avvertire quella sensazione di stranezza, era lì il mio palazzo ove ero vissuta ventitré anni, e riconoscevo alcuni amici che cercavano di gettarsi da quel palazzo. Mi svegliai la mattina, appresi la notizia ai Tg. Già sapevo che non li avrei mai più visti, toccati, amati. Il giorno stesso ero diventata donna con tutte le sue complicazioni caratteriali e umane. Tutto ciò sfociò in una guerra con il sindaco dell’epoca, ovviamente vinta da me. Ormai perdonato, ma non scorderò mai la sua crudezza e sarcasmo, per fortuna sono la somma caratteriale vivente dei miei genitori…E così 18 anni dopo, dalla tragedia non posso fare a meno di ricordarli ed amarli…
Io so che siete sempre con me. Vi voglio bene
».

A cura di Nico Baratta

Anniversario del crollo di viale Giotto, il messaggio del sindaco di Foggia, Franco Landella
Questa mattina deposizione di una corona d’alloro nella Cappella-memoriale del cimitero alla memoria delle 67 vittime di quella tragedia*

«Ogni anno, in quella ricorrenza atroce che è l’11 novembre, la nostra comunità è squarciata da un dolore profondo. La dipartita di quei 67 foggiani scomparsi in pochi istanti, tutti assieme, per il crollo di quelle mura che avevano rappresentato, fino ad un attimo prima, la loro casa e lo scenario delle loro vicende umane e familiari si manifestano di fronte a noi riaprendo ferite che mai potranno essere rimarginate del tutto. E come ogni anno noi ricordiamo quella tragedia, ne raccontiamo la storia, ne riviviamo il dramma. Consegniamo alle giovani generazioni ed a tutti coloro i quali non hanno vissuto direttamente quei giorni cupi il dovere di custodirne la memoria. Perché nessuno dimentichi quelle 67 vite innocenti spezzate.

L’11 novembre è per Foggia un giorno che resterà scolpito nella sua storia e nei cuori di una comunità che ha pianto e sofferto. L’iniziativa che il Comune di Foggia ha organizzato stasera, e che avrà come cornice il nostro Teatro “Umberto Giordano”, vuole essere un modo per onorare quei lutti, per inchinarsi in modo deferente di fronte a chi perse la vita in quel maledetto crollo e per stringerci intorno alle loro famiglie. Un appuntamento che rappresenta un monito per ciascuno di noi, che richiama chi si occupa della sicurezza delle abitazioni ad un più alto senso di responsabilità.

In questa giornata torneremo con la mente e con il cuore a 18 anni fa. Questa sera ascolteremo le testimonianze di coloro i quali lavorarono senza sosta nei soccorsi, delle migliori energie che si mobilitarono e di chi, come l’On. Paolo Agostinacchio, rappresentava nella veste di sindaco la nostra città. Lo faremo ripercorrendo idealmente quel dramma che ferì al cuore Foggia, rivivendo ogni ora di quel dannato 11 novembre. Lo faremo senza dimenticare la vicinanza dell’allora Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, e dell’allora presidente del Consiglio dei Ministri, Massimo D’Alema, che proprio per il suo impegno, istituzionale e personale, in quella tragedia è stato insignito della nostra cittadinanza onoraria.

Foggia non dimentica e non dimenticherà. In questa giornata lo spirito di comunità e di identità dei foggiani continueranno a vivere esattamente come 18 anni fa. Perché non può esserci futuro senza memoria».

Viale Giotto, una ferita che sanguina da 18 anni ultima modifica: 2017-11-11T14:38:37+00:00 da Nico Baratta



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Commenti


  • Redazione

    Il Presidente del Consiglio Comunale, avv. Luigi Miranda, ha partecipato ieri alla cerimonia in ricordo delle vittime di Viale Giotto, nel diciottesimo anniversario del tragico crollo.

    “Sono passati 18 lunghi anni – ha affermato il Presidente Miranda – ma il dolore è ancora lo stesso. Una tragedia così grande, cosi lacerante per le famiglie e l’intera comunità cittadina, non può diventare più lieve con il passare del tempo e non si può dimenticare. Quei corpi straziati, quei mattoni, quella polvere acre, l’impegno instancabile e generoso dei volontari e dei medici non possono ridursi ad un pezzo di storia cittadina da scrivere negli annuari, da raccontare ai più giovani. 67 nostri concittadini – uomini, donne, bambini – sono stati inghiottiti dai mattoni e dalla polvere di quel palazzo. Sono morti di notte, sorpresi nel sonno, traditi nella fiducia che riponevano nella propria casa, che è il luogo dove ci si sente protetti e al sicuro. E invece la morte li ha raggiunti proprio tra le mura di casa.
    Quella tragedia – ha continuato Miranda – ha smosso le forze e le anime migliori di Foggia. Per ore e ore un gruppo di eroi infaticabili hanno scavato tra le macerie, mentre altri eroi prestavano cure e soccorsi ai sopravvissuti e alle loro famiglie. E mentre questo esercito di eroi si muoveva intorno al cratere di Viale Giotto una città intera in silenzio, con il fiato sospeso spera e pregava. In quei giorni il cuore di Foggia ha battuto più forte, e quel battito non si è più interrotto. Il crollo di Viale Giotto è un elemento indelebile del vissuto cittadino, fino a diventare elemento d’identità cittadina. Così come i nostri padri e i nostri nonni rinsaldarono il vincolo di fratellanza nella tragedia bellica, nel ricordo delle vittime dei bombardamenti, così noialtri ci sentiamo ancora più uniti tra di noi e più legati alla nostra città di Foggia. L’unità che nasce dal dolore è più forte e più salda. Per questo – ha concluso Miranda – quel maledetto crollo non potrà mai essere dimenticato, e viale Giotto sarà per sempre un luogo dell’identità foggiana e del grande cuore dei foggiani”.

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