Foggia

Foggia, al Poerio per un’educazione “più responsabile”

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Un momento della manifestazione (st)

Foggia – LA scuola: Un bene da preservare nel tempo. Mens sana in corpore sana. Crescere, educare, formare responsabilmente. Un momento di formazione, educazione, crescita della persona e pilastro portante per il futuro del territorio. Costruisci, cresci, condividi, sogni, speranze, progetti per un futuro in una educazione responsabile.

Questi alcuni dei temi affrontati, davanti ad un pubblico di studenti, docenti e appassionati del settore, intervenuti per l’occasione, durante il convegno-studio tenutosi lo scorso 10 gennaio 2014, davanti ad un pubblico di docenti e studenti attenti e coinvolti, a partire dalle 15,30 nell’ aula magna del liceo Socio-Pedagogico “C. Poerio di foggia, durante un convegno-studio dal titolo “Primo giorno di scuole: Liberare la responsabilità educativa”.

La Manifestazione è stata realizzata in collaborazione con l’ Istituto di cultura “ Martelline” di Foggia e l’ Associazione F.I.D.A.E. ( Federazione Istituti d’Attività Didattiche, http://www.fidae.it) .

Ad aprire i lavori, la prof.ssa Rosa Cicolella che ha portato i saluti del Dirigente Scolastico prof. Graziano Infante, assente per motivi di salute, che ha fatto e fa tutt’ora della formazione attenta e costante dei docenti e studenti il suo cavallo di battaglia. Presente il professor Lorenzo Scillitani, docente di Filosofia del diritto internazionale presso l’ Università degli Studi del Molise – sede di Campobasso che ha lodato l’ iniziativa.

Moderatore il professor Ivo Germano, docente di Sociologia della famiglia presso Università degli Studi del Molise. Questi ha sottolineato, nel suo lungo e appassionato intervento, inoltre come la scuola debba essere considerata come un grande “contenitore” di idee, di persone che si mettono in relazione tra loro, “mettendo a nudo” le proprie competenze al servizio degli altri, sottolineando come la cultura dell’ educazione debba essere il modello di riferimento tra legami di generazioni diverse.

In seguito il professor Andrea Ichino, Docente di Economia delle Risorse Umane all’ Università di Bologna, dopo aver fatto un excursus sui tre modelli di scuola possibili: scuole come aziende (scuole private/paritarie), le scuole finanziate totalmente dallo Stato (scuole pubbliche) e scuole finanziate con fondi che seguono le esigenze degli studenti, ha sottolineato come la soluzione da perseguire debba essere la terza, trasformando così lo Stato come punto di snodo, raccolta e diffusione delle informazioni rendendole più “appetibili” per le famiglie.

Bisogna, investire in risorse umane perché solo così, ha continuato il professore, è possibile costruire una società migliore composta da persone competenti e qualificate.

Intervento che ha scatenato un forte dibattito tra chi sostiene che i finanziamenti alle scuole debbano essere dati “a pioggia” e chi invece sostiene che, sì questi devono esserci ma devono essere misurati a seconda della realtà scolastica a cui sono destinati, sottolineando l’ importanza del dialogo non come “ostacolo” ma come momento di crescita personale e sociale.

Stesse idee ribadite da Suor Anna Monia Alfieri, docente Università Cattolica “ Sacro Cuore” di Milano, che ha evidenziato come la scuola non debba essere un perenne pronto soccorso, ma che sia necessario lottare per un unico obbiettivo: l’educazione libera e responsabile dei giovani, evitando soluzioni “posticce”.

Parole chiave: Accogliere, condividere. Scuola e famiglia insieme per un’educazione sana e responsabile. Il prof Giacomo Cecere, Presidente F.I.D.A.E. PUGLIA, si è soffermato sull’ importanza di un pluralismo formativo per una maggiore interculturalità, in modo da “armonizzare” e integrare culture diverse tra loro.

Parole chiave: Istruzione, educazione e formazione della persona non come qualcosa di statico e precostituito ma come qualcosa di modellabile nel tempo, adattandolo e “incanalandolo” alle esigenze degli studenti nello specifico e delle singole realtà scolastiche.
Tra gli altri, presente anche il dott Marzano, Responsabile scuole paritarie – Direzione Generale USR Puglia che ha evidenziato come bisogna dire sì all’ integrazione tra scuole diverse, senza distinzione tra pubblico e privato, avendo come unico obbiettivo la formazione attenta e costante dei giovani nel tempo e dando la possibilità a famiglie e studenti di decidere liberamente quale possa essere il percorso formativo più adatto ai loro figli.

La scuola, ha continuato il dott. Marzano, deve recuperare quella autonomia finanziaria e curriculare persa nel tempo, passando dalla cultura assistenziale ad una cultura più attiva. In seguito con la dott.ssa Sasso e la dott.ssa Centemero, rispettivamente Assessore al Diritto alo Studio e ala Formazione della Regione Puglia l’ una e della VII Commissione Cultura presso la Camera dei Deputati l’altra, hanno evidenziato come i docenti debbano diventare strumento per migliorare la formazione “in itinere” degli studenti. Parole chiave: Dare risposte diverse ad esigenze diverse. Buoni pensieri, buone parole, buone azioni.

Tramite collegamento via Skype, è intervenuta anche l’ On. Santerini, docente di Pedagogia presso Università Cattolica “Sacro Cuore” di Milano che ha ribadito come anche lo stesso Parlamento sta mettendo in atto azione mirate a farsì che i talenti italiani non emigrano all’ estero per lavoro ma restino in Italia rendendola sana e forte in competitività con altri Paesi Europei.
Tutti d’accordo nell’indicare come scuola e famiglia non debbano essere considerati come due binari paralleli ma come strumenti che si compensano e integrano l’uno l’altro per crescere meglio insieme.
Filo conduttore della serata: la scuola e l’ educazione come motore trainante della società, strumenti “veicolatori” di cultura, faro-guida senza cui questa sarebbe qualcosa di fugace, banale, futile.

Perché, come si è ribadito più volte negli interventi attenti e puntuali di docenti, studenti e dirigenti scolastici accorsi numerosi per l’ occasione, solo rimboccandosi le maniche giorno dopo giorno, è possibile raggiungere anche i traguardi più lontani.

(A cura di Marco Bonnì – Redazione Stato)



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