Marmo: “Il Piano delle Coste uno strumento tecnico”

di Pasquale Gargano
Pubblicato il 12 febbraio, 2010

portoturistico-francavillaamareBari – “MINERVINI, dal quale come assessore alla Trasparenza, attendiamo risposte sulle oltre 500 consulenze, credo non sappia di cosa stia parlando”. Lo dichiara il consigliere regionale Nicola Marmo (An/Pdl), che risponde a tono all’assessore regionale al Demanio che, su un quotidiano, ha accusato la “la lobby del cemento” di aver bloccato il Piano Regionale delle Coste. Marmo aggiunge: “Minervini probabilmente non si è letto il Piano Regionale delle Coste. E’ uno strumento scientifico, di studio, non utilizzabile per governare un settore che ha un secolo di vita, tradizioni e regole sancite dal Codice della Navigazione. Il Piano era stato introdotto di soppiatto nel Consiglio Regionale attraverso un articolo che lo approvava “bypassando” una doverosa discussione. Un “golpe” sventato da quanti hanno a cuore le sorti delle coste, altro che “lobby del cemento”. Per attestarlo basterebbe scorrere i proponenti delle osservazioni al Piano, sindacati balneari, comuni associazioni ambientaliste. Non una sola osservazione è stata accolta dai “pasdaran” che farebbero bene a girare, se non il mondo almeno l’Italia, per capire che cos’è l’imprenditoria balneare, e come in Liguria o sulla costa sorrentina abbiano risolto il problema delle falesie, o ancora a Salerno, il ripascimento della spiaggia ed in Emilia Romagna e Toscana la tutela e la salvaguardia delle coste. In cinque anni non c’è stato un solo intervento di tutela perché, quello che il Piano prevede è la morte dell’imprenditoria, la cancellazione dell’esistente in nome di una ideologia falsamente ambientalista ma paleolitica. Nessuno più dei concessionari demaniali è rispettoso dell’ambiente mentre sono quasi sempre gli enti locali ad inquinare, imbrattare ed abbruttire il mare. Minervini chiama a raccolta presunti sostenitori al suo Piano che esistono solo nella sua mente. Si legga, invece, quello che lui stesso ha scritto tre anni fa, nella relazione che accompagnava la modifica della L.R. 17/2006, una legge fatta nell’urgenza, ma obsoleta.
Ho la sensazione che Minervini, in vita sua, non abbia mai provato a fare castelli in riva al mare. Perché negarlo ai nostri figli e nipoti? Dietro i castelli di sabbia non ci sono le “lobby del cemento” ma, solo il buonsenso. Minervini, invece, ringrazi il centrodestra ed alcuni consiglieri del centrosinistra che gli hanno evitato una figuraccia perché, la norma era palesemente illegittima ed anticostituzionale, in quanto, del Demanio la Regione ha solo la gestione, mentre la proprietà, anche delle pertinenze secolari che vorrebbe abbattere con un vulnus proprio per ambiente, è dello Stato. Vendola (nessuno può negarlo ma sa apprezzare il bello) ci ringrazi per aver avere evitato la morte turistica della Puglia”.

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