Cronaca

Epifani: “snellire legge su emissioni odori, dubbi su sansifici”

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Bari – “É necessario semplificare la legge regionale che disciplina le emissioni odorifere delle aziende perché così come è formulata la legge pone enormi difficoltà applicative ai sansifici non avendo mai la Giunta regionale assieme agli organi scientifici competenti stabilito le modalità di monitoraggio”. É questa in sintesi la proposta di legge presentata dal consigliere regionale Pd, Giovanni Epifani, per modificare la normativa regionale che regolamenta le emissioni di odori prodotti dalle aziende (n.7 del 1999, successivamente integrata dalla 17 del 2007).

“Innanzitutto la norma in questione – ha spiegato Epifani – pone enormi difficoltà attuative a causa della mancata definizione dei valori consentiti di Toc (Threshold odor concentration ovvero il livello delle concentrazioni odorigene). Valori che secondo la legge regionale dovevano essere ricavati dalla letteratura scientificamente riconosciuta e fissati con apposita deliberazione della Giunta, sentito il parere del Comitato regionale per l’inquinamento atmosferico per la Puglia (Criap).

L’assenza dei valori limiti concessi crea enorme confusione sia alle aziende che agli organi preposti al controllo non essendo note né le sostanze da monitorare in fase di autocontrollo da parte delle aziende e di controllo degli organi pubblici (Arpa), né tanto meno le modalità e le tecniche di campionamento. Tale situazione normativa costringe i sansifici a lavorare nella continua incertezza e paura che sia loro ordinata la sospensione coatta della produzione, decisione che a cascata avrebbe ripercussioni su tutta la filiera olearia, con prevedibili e importanti ricadute economiche e sociali. La norma citata infatti stabilisce che, nel caso in cui a seguito di verifiche sia accertata l’emissione diretta in atmosfera di sostanze inquinanti o a basso livello olfattivo derivante da vasche, serbatoi e stoccaggi all’aperto, la stessa autorità di controllo può obbligare che queste strutture siano relegate in ambienti chiusi. Ma in assenza della delibera di Giunta regionale che avrebbe dovuto determinare i parametri, di fatto mancano tutti gli elementi metodologici e qualitativi per applicare quanto dispone la legge.
Pertanto in attesa che la Regione definisca i valori limite consentiti, ritengo necessaria la sospensione dell’efficacia degli articoli delle norme in questione che potrebbero portare al blocco della produzione dei sansifici.

I principi guida del legislatore infatti devono essere costantemente lo snellimento delle procedure e la chiarezza normativa affinché le attività dei cittadini e delle imprese siano favorite e non ostacolate”.

Redazione Stato



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