Foggia
Replica del sindaco di Foggia, e dell’assessore alle Attività Economiche, Claudio Amorese, alle dichiarazioni del capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Alfonso De Pellegrino

Abusivismo commerciale, Landella: ma quale silenzio in Comune

"Anche da parte mia desidero ringraziare la magistratura e le Forze dell’Ordine per l’operazione compiuta"

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Foggia. «Non c’è nessun silenzio dell’Amministrazione comunale intorno all’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia contro il fenomeno dell’abusivismo commerciale. Solo un grande rispetto per il lavoro della magistratura e delle Forze dell’Ordine, che approfitto per ringraziare per l’intervento compiuto. Quelle del Partito Democratico sono le solite strumentalizzazioni politiche, formulate da chi, peraltro, quando era al Governo della città si è cimentato con questa materia con risultati inesistenti, ben al di sotto dell’impegno politico profuso in questi primi due anni di amministrazione per arginare e riportare finalmente in uno schema di regole chiare un settore per un decennio lasciato in totale abbandono dal centrosinistra». È la replica del sindaco di Foggia, Franco Landella, alle dichiarazioni rilasciate dal capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Alfonso De Pellegrino.

«Già nella giornata di ieri, nell’immediatezza dell’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica, ho provveduto a spostare ad altro incarico il dirigente del Servizio Attività Economiche, proprio in ragione della delicatezza dei profili sollevati dai magistrati – dichiara il sindaco di Foggia –. Rivendico la bontà dell’atto di indirizzo approvato alla unanimità dalla Giunta comunale, e proposto dall’allora assessore alle Attività Economiche, Eugenia Moffa, nell’aprile dello scorso anno, quando si disegnò il primo step del percorso finalizzato ad individuare le nuove aree mercatali e ad eliminare dalle strade della città lo spettacolo di bancarelle e chioschi abusivi dopo dieci anni di completo immobilismo. È di tutta evidenza che il materiale rilascio delle autorizzazioni non apparteneva e non appartiene alle competenze dell’organo politico». «A questo proposito, come è facilmente riscontrabile dagli atti amministrativi e dalla corrispondenza protocollata, in più occasioni, a partire dall’agosto dello scorso anno, ho sollecitato il dirigente del Servizio Attività Economiche ed il Segretario Generale a verificare la coerenza delle autorizzazioni rilasciate con le prescrizioni contenute nell’atto di indirizzo licenziato dall’esecutivo comunale – sottolinea il primo cittadino –. Un’attività di verifica che per la sua complessità ha ovviamente comportato una tempistica non breve e che ha portato, nell’ottobre scorso, il Segretario Generale, alla luce dei profili di illegittimità palesati e recependo anche le indicazioni della Prefettura di Foggia, a sollecitare il dirigente del Servizio Attività Economiche affinché provvedesse a revocare in autotutela le autorizzazioni rilasciate».

«Anche da parte mia desidero ringraziare la magistratura e le Forze dell’Ordine per l’operazione compiuta. Proprio con riferimento all’attività di verifica della legittimità delle autorizzazioni rilasciate, nell’ottobre scorso la Giunta comunale ha adottato un deliberato attraverso cui si disponeva il mancato rinnovo delle autorizzazioni provvisorie legate all’atto di indirizzo licenziato dall’esecutivo nell’aprile del 2015 – aggiunge l’assessore alle Attività Economiche, Claudio Amorese –. Una decisione assunta sulla base dell’attività sanzionatoria compiuta proprio dal Corpo di Polizia Municipale e delle comunicazioni della Prefettura e legata alla fase finale del processo che, in tempi brevissimi, vedrà il Consiglio comunale discutere l’ubicazione delle nuove aree mercatali, passaggio che Foggia attendeva da troppo tempo ed elemento decisivo per definire in modo finalmente efficace uno schema di regole per coloro i quali intendono esercitare l’attività di commercio ambulante nel rispetto delle leggi, a partire dall’assegnazione delle aree, che dovrà avvenire attraverso regolari bandi, così come prescritto dalle norme in materia».

Redazione Stato Quotidiano.it



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