GarganoManfredonia
A cura del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente

Gargano, NOE sequestrano campo sportivo, asilo e luna park realizzati su discarica rifiuti

"Grazie all’ausilio di georadar satellitari, apparecchiature magnetometriche e geoelettriche, sono stati scoperti diversi interramenti di rifiuti localizzati nella Regione Puglia"

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Foggia. Il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, in forza di strettissima collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e del Territorio e del Mare e dell’Ispettorato Generale per l’Emergenza Idrogeologica, ha rafforzato la lotta all’inquinamento diffuso e la tutela del territorio ed ha preso parte al progetto MIAPI, ovvero di Monitoraggio e Individuazione di Aree Potenzialmente Inquinate del territorio nazionale. Grazie all’ausilio di georadar satellitari, apparecchiature magnetometriche e geoelettriche, sono stati scoperti diversi interramenti di rifiuti localizzati nella Regione Puglia. Molti di questi sarebbero discariche comunali “improvvisate” e attualmente non gestite e parzialmente censite. Nel recente passato Le Autorità locali pugliesi, in forza di norme[1] “ad hoc” ed in particolare dell’ art. 12[2] D.P.R. del 10 settembre 1982, n. 915 hanno emesso Ordinanze, causa emergenza rifiuti, per la realizzazione di siti provvisori per lo stoccaggio di RSU, con l’obbligo di successiva rimozione e bonifica dello stato dei luoghi. Il Comando NOE dei Carabinieri si è adoperato, su delega delle locali Autorità Giudiziarie, alla verifica dello stato dei luoghi in siti autorizzati ex art. 12 constatando numerose violazioni ed in particolare la non rimozione di rifiuti, mancata bonifica, la mancata messa in sicurezza dei siti, l’interramento di rifiuti speciali anche pericolosi ed addirittura in qualche caso adibiti ad uso agricolo, maneggio ed altro.

Veduta area

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La sorpresa è arrivata quando la criticità fatta emergere dall’Ispettorato Generale per l’Emergenza Idrogeologica del Ministero dell’Ambiente in agro di Sannicandro Garganico, in merito ad una serie di “anomalie dipolari disposte in modo caotico su tutta la superficie campionata con valori del gradiente magnetico che variano da -800 a + 1100 nT/m tale che poteva essere associata alla presenza di materiali ferromagnetici sepolti”, corrispondeva ad una vecchia discarica comunale autorizzata in emergenza dal sindaco pro tempore e, invece di essere opportunamente delimitata per vietarne l’accesso, agli occhi dei militari sbigottiti si presentava un’area particolarmente frequentata da bambini perché perennemente occupata da giostrai oltre ad un campo da calcio e un asilo nido. Il sequestro dell’area da parte del Nucleo Operativo Ecologico di Bari ha consentito di vietare l’accesso indiscriminato e potenzialmente pericoloso all’area di persone ed in particolar modo di bambini e poter verificare lo stato dei luoghi sotterraneo con adeguato monitoraggio, scavo e carotaggio. Particolarmente utile all’attività di indagine è stata l’introduzione, da parte di questo Nucleo Operativo Ecologico, dell’uso di un drone che, oltre a filmati e riprese fotografiche in altissima risoluzione, si è avvalso di apparecchiatura termografica ed iperspettrale atta al rilevamento del “non visibile”, in questo caso proprio di interramento di rifiuti di varia tipologia anche pericolosa a diverse profondità.

La successiva attività di scavo ha permesso di verificare la presenza di diverse tipologie di rifiuti quali rifiuti solidi urbani in avanzato stato di decomposizione, laterizi in genere nonché, ad alcuni metri di profondità, la presenza di materiale scuro e maleodorante, le cui analisi, a cura del CT incaricato, ne stabiliranno natura e pericolosità. Si ipotizza la presenza di fanghi industriali che non solo non può essere giustificata in una discarica di RSU (rifiuti solidi urbani), ma può essere potenzialmente pericolosa per l’eventuale inquinamento della falda acquifera per il quale stanno continuando gli accertamenti.

[1] Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915 Attuazione delle direttive (CEE) n. 75/442 relativa ai rifiuti, n. 76/403 relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili e n. 78/319 relativa ai rifiuti tossici e nocivi pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 343 del 15 dicembre 1982.

[2]Rubricato come Ordinanze contingibili e urgenti che recita “Qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell’ambiente, il Presidente della giunta regionale ovvero il sindaco, nell’ambito delle rispettive competenze, può ordinare ricorso temporaneo a speciali forme di smaltimento di rifiuti anche in deroga alle disposizioni vigenti, informandone tempestivamente il Ministro della sanità. Ove la predetta urgente necessità abbia carattere interregionale, il provvedimento viene emesso dal Ministro della sanità. Restano salvi i poteri degli organi dello Stato preposti, in base alle leggi vigenti, alla tutela della sicurezza pubblica.”

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA



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