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"E' francamente comico che l’unico problema all’ordine del giorno sia la nostra esclusione dal partito"

Prudente – Clemente: “Esterefatti dalle parole di Lia Azzarone”

"Il PD a Vieste, faccia la sua scelta e tracci la sua linea politico-amministrativa senza ambiguità, altrimenti i tanti elettori di centro sinistra non saranno più disposti a seguirlo"

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Vieste. Le ultime dichiarazioni a mezzo stampa di Lia Azzarone ci lasciano quanto mai esterrefatti. Lia Azzarone risulta, infatti, tra i firmatari del documento con cui il comitato di reggenza provinciale del Pd dichiarava l’accordo elettorale tra una parte del Pd e buona parte di Forza Italia: “un errore da correggere”, questo documento-fatwa, (così definito nella replica di Ragni e compagni), proseguiva: “Sarebbe molto complicato spiegare ai cittadini di Vieste le ragioni che inducono il PD a siglare un accordo con la forza politica contro cui ci siamo battuti per anni”. Ma evidentemente, Lia Azzarone non legge ciò che firma. Ci domandiamo, pertanto, se Lia Azzarone stia parlando a titolo personale o a nome di tutto il comitato di reggenza. E soprattutto ci domandiamo come sia possibile che i vertici del Pd accettino, senza colpo ferire, che i loro rappresentanti locali releghino il pd viestano ad un ruolo di totale subalternità politica rispetto a Forza Italia. Perché è di questo che stiamo parlando. Infatti, come è stato dichiarato dal segretario provinciale di Forza Italia Raffaele Di Mauro, il candidato sindaco Rosiello, come altri della lista che lo appoggia tra cui l’ex coordinatore e vice coordinatore di Forza Italia, sono tuttora parte integrante del suddetto partito e non hanno mai lontanamente manifestato l’idea stessa di abbandonarlo. Anzi, a più riprese, hanno affermato di sentirsene parte integrante e di non voler mollare la presa. Qualcosa non quadra. Perché il Pd locale deve farsi carico dei risultati a dir poco penosi e insoddisfacenti dell’amministrazione di centro-destra oramai decaduta invece di esaltarne la propria diversità politica e amministrativa? Ed è francamente comico che l’unico problema all’ordine del giorno sia la nostra esclusione dal partito, piuttosto che un’attenta analisi sui problemi della città e del partito medesimo a livello locale. Un partito oramai ridotto a pochi iscritti e pochissimi partecipanti attivi che non rappresentano più nessuno. Questa è l’amara e cruda realtà e bisogna farsene carico. É una situazione non più procrastinabile. Altrimenti si finisce per prestare il fianco a personaggi politici come Giandiego Gatta, che provocatoriamente dichiara che: “Nicola Rosiello è un uomo del PD, benedetto da Michele Bordo, Colomba Mongiello, Ettore Rosato e Paolo Campo”. Il PD a Vieste, faccia la sua scelta e tracci la sua linea politico-amministrativa senza ambiguità, altrimenti i tanti elettori di centro sinistra non saranno più disposti a seguirlo.

(A cura di Paolo Prudente – Francesco Clemente, Vieste 12.04.2016)



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