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E parlò Cislaghi: “SeL usa manovre stantìe”


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F.Giorgio Cislaghi (ST)

Foggia – Non ci sta Giorgio Cislaghi, segretario foggiano del Prc, ad assistere in silenzio alla spartizione del posto d’assessore rimasto vagante. Le parole di Leonardo De Santis prima e di Franco Dicesare poi, hanno lasciato prevedere una virata del vento lontana dal suo partito. Non è un caso che, al di là delle ovvie precisazioni su quanto sinora detto a Stato dai precedenti intervenuti, Cislaghi badi piuttosto alla sostanza dei fatti, smarcandosi abilmente da giudizi nel merito di SeL (“non mi competono, problemi loro”) e piuttosto pensando ad un’operazione-potassio che rimpolpi la memoria dei “compagni vendoliani” fino al punto da ricordare che “quell’assessorato il Sinadco decise di assegnarlo come l’assessore dell’intera sinistra”. Ecco perché, strategia o meno che sia, l’affermazione di un elemento piddì non va giù al segretario rifondarolo. Tre giorni fa si è incontrato con Mongelli. Secondo le notizie raccolte da Stato, Cislaghi avrebbe avanzato un nome. Nome che, tuttavia, significa piuttosto un’ammissione di presenza.

“Non chiediamo un nostro assessore”

Come mai Cislaghi?
Guardi. Potremmo farlo invocando l’alternanza tra SEL e PRC ricordando che il PRC ha preso più voti della lista Sinistra per Foggia –poi divenuta SEL- o invocando chissà quale alchimia matematica. Non lo facciamo perché pensiamo che sia più utile che il posto di Rocco venga occupato da una persona che, come lui, possa dare un’immagine dell’amministrazione più vicina alla comunità cittadina ed ai problemi dei più deboli ed economicamente poveri perché questo dovrebbe essere il compito primario di un assessore della sinistra in questa giunta di centro-centro-sinistra.

Quindi…?
Il PRC si chiama fuori dal modo con cui le componenti di SEL vogliono andare alla nomina del sostituto di Rocco, è un modo stantio che sa di lottizzazione delle poltrone e che ricorda da vicino il modo di fare della giunta Ciliberti, accontentare con incarichi tutte le componenti della coalizione, e tutte le componenti pronte ad abbuffarsi anche accettando, facendone anche linea politica, l’incarico di amministratore di AMICA energia che, negli intenti, doveva ricavare energia elettrica dalla termodistruzione dei rifiuti: alla faccia dell’impegno ambientalista di quella sinistra.

Lei parla di “modo di fare di SeL”. Allude ad una burocratizzazione della sinistra a sinistra del Pd, riferisce apertamente al partito vendoliano vecchie pratiche politiche. Eppure, nell’intervista rilasciata a Stato, fu proprio De Santis a chiedere un passo indietro di molti partiti affinché si potesse affermare quella che lui chiama formazione nuova. Ovvero, appunto, Sinistra ecologia e Libertà…
De Santis ha fatto un discorso divertente. Ha parlato di novità e poi, di contro, messo in campo una serie di congetture strampalate che sanno non di vecchia politica, ma di vecchissima politica. Io non vorrei scendere sul suo campo. Anche perché non sarebbe molto onorevole per lui. Comunque, conto: i voti si prendono alle elezioni così come le preferenze. Ogni partito ed ogni candidato può contarli e fare addizioni o accorpamenti di fantasia a posteriori è sempre un’operazione strumentale. Di fatto oggi parla, a nome e per conto di SeL, un consigliere ripescato che alle elezioni ha preso “ben” 221 voti e gli si oppone un esponente dello stesso partito che caldeggia la nomina ad assessore di D’Urso, 529 voti, per far subentrare a consigliere una candidata che aveva preso “ben” 66 voti. Il rimpianto Rocco ne aveva presi “solo” 936, e ricordo bene che ai suoi funerali molte persone che erano andate a salutarlo si erano stupite che si fosse messo in politica, questo fa capire che non aveva bisogno di farsi “campagna elettorale” raggiungendo tutte le persone a cui aveva fatto del bene, non era nel suo carattere, ma immaginatevi quanti voti in più avrebbe avuto se lo avesse fatto.

Inoltre voi, con il Prc, aveste una lunga discussione politica con Laricchiuta…
Di più. Rocco è stato anche il candidato sindaco del Prc per un tratto del cammino verso el amministrative. E soltanto grazie alla sua mediazione e garanzia sulla moralità di Gianni Mongelli che, per conto del Prc, ho accettato di aderire alla coalizione che ha vinto le elezioni. Con Rocco abbiamo discusso anche se fosse stato meglio presentarsi con il nostro simbolo, la falce ed il martello, o mettere candidati nella lista Mongelli e, con rammarico di Rocco, abbiamo deciso di presentare il simbolo per portare più voti possibili alla coalizione ben sapendo che se avessimo presentato i nostri candidati nella lista Mongelli avremmo avuto più possibilità di far eleggere un nostro iscritto.

E, in questo frangente non avete mai pensato di farvi ricambiare il favore?
Con Gianni Mongelli non abbiamo mai parlato di incarichi di sottogoverno o istituzionali;
non ci sono stati proposti, né li abbiamo chiesti, neanche quando ci siamo schierati per sostenere la nomina di Rocco ad assessore. E, non va dimenticato, che buona parte di SeL era contraria alla sua nomina, in quanto vedevano in lui un elemento tale da fungere da riferimento non per una sola formazione (che, tra l’altro, all’epoca neppure esisteva) ma per tutta la sinistra. Qualcosa di non dissimile da una scheggia politicamente impazzita e non controllabile. E così è stato, in un rapporto di confronto costante, a volte con toni aspri e con alzate di voce da ambo le parti, ma sempre con il massimo rispetto, politico, morale e personale.

Cosa manca alla sinistra per trovare coesione. Insomma, ci si divide su tutto…
Quello che manca nella sinistra, ma anche negli altri partiti della giunta comunale, è il confronto su quale città si voglia costruire, su come risolvere i problemi drammatici che affliggono la città, su come superare l’oligopolio partitocratico che ha creato buchi di bilancio folli per creare consenso attorno ai soliti esponenti politici sulla breccia da oltre un ventennio. E questo è stato fatto a spese dei più deboli a cominciare dalla delibera sulla vendita degli alloggi popolari del comune tramite la cartolarizzazione (a proposito che ne è di foggia cartolarizzazione?), scontro che abbiamo condiviso e vinto da soli a fianco di Rocco. Ricordo ancora la sua faccia contenta quando il sindaco, presentando la giunta alla stampa,rispondeva alla domanda di un giornalista affermando che “nessuna casa popolare del comune sarà venduta ai non assegnatari”.

FOCUS. LE INTERVISTE DI STATOLeonardo De SantisFranco Dicesare

E parlò Cislaghi: “SeL usa manovre stantìe” ultima modifica: 2011-05-12T20:05:37+00:00 da Piero Ferrante



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