Manfredonia

“Richieste asilo, ‘Unità Dublino’ risponda”. Immigrati bloccano il Cara (V)


Di:

La protesta fuori il Cara di Borgo Mezzanone (11.05.2011 Ph: ST)

Foggia – “CHIAREZZA sulle domande d’asilo”. Risposte dunque “dall’Unità di Dublino”. Circa una trentina di immigrati, dall’Iran all’Afghanistan, dal Sudan alla Nigeria, hanno protestato ieri, 11 maggio 2011, fuori il C.A.R.A. (Centro accoglienza per richiedenti asili) di Borgo Mezzanone (a pochi chilometri dal capoluogo dauno, Foggia, con denominazione Centro polifunzionale – Vedi focus gestione tra Cri e Connecting e la struttura del Campo), con protesta partita a metà mattinata e durata fino alle 14. Le proteste sono derivate dall’attesa, “da circa un anno e 6 mesi in media”, come hanno detto a Stato gli stranieri in protesta, per una risoluzione della loro posizione giuridica. Vale a dire: la domanda d’asilo fatta a Stati membri della Comunità Europea (cd Area Schengen) ma con richiesta rimasta “ancora inattesa”. I soggetti in questione attendono infatti una valutazione da parte dello Stato competente al quale gli stessi stranieri hanno fatto richiesta per la domanda d’asilo.

Ma, “ causa guerre civili e cadute di Governo (si pensi ad esempio alla Grecia ed agli stati nordafricani)” – secondo gli immigrati, anche se la problematica sembra strettamente burocratica – l’attesa per i 30-40 extracomunitari che hanno protestato pacificamente fuori il Cara di Mezzanone perdura oramai da tempo. Negli ultimi mesi (luglio/agosto) il Tar di Roma ha emesso una sospensiva sulla permanenza in Italia degli stessi soggetti, attualmente presenti nel Cara di Mezzanone. Una sospensiva che fa riferimento alle competenze degli Stato membri (della CE) per quanto concerne la richiesta d’asilo. Dunque una sorte di limbo giuridico: gli immigrati ancora non sanno quale Stato dovrà occuparsi della loro richiesta d’asilo. “Solitamente negli altri centri l’attesa è per 5, 6 mesi – dice Samir, che prende la parola per tutti – qui a Foggia si attende oramai da 14-16 mesi. C’è chi ha problemi con le famiglie, chi non è in buone condizioni fisiche. Vogliamo solo conoscere il nostro futuro. Dalla Prefettura di Foggia continuano a non definire delle data certe per una risoluzione della nostra posizione”. Gli stranieri chiedono dunque una nuova audizione relativamente allo loro posizione, compreso una permanenza in Italia che dunque farebbe riferimento a permesso di soggiorno ed altro.


CRITICHE VERSO L’UNITA’ DUBLINO DI ROMA
– Le principali rimostranze dei soggetti che hanno manifestato ieri fuori il Cara di Borgo Mezzanone è stata rivolta in primis verso i riferenti dell’Unità Dublino, vale a dire l’apposita unità amministrativa, presso il Ministero dell’Interno, incaricata di esaminare la responsabilità dell’Italia rispetto alla presa in carico dei richiedenti asilo e di tenere i rapporti con le autorità analoghe degli altri Stati membri (a seguito dell’entrata in vigore il 1° settembre 1997 della Convenzione di Dublino inerente lo Stato Membro dell’Unione Europea competente per l’esame della domanda d’asilo l’individuazione infatti, in ciascuno Paese, di un’Autorità amministrativa responsabile degli adempimenti connessi all’attuazione della Convenzione).

Si ricorda che a livello centrale la sede di riferimento è l’Ufficio III – Asilo, protezioni speciali e sussidiarie, Unità Dublino, del viceprefetto Angelo Carbone. L’Ufficio III cura tutte le attività connesse all’assistenza ed accoglienza dei richiedenti asilo e di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato. Dal 21 aprile 2005 è operativo il nuovo sistema di esame delle domande di riconoscimento dello status di rifugiato introdotto dalla legge n.189/2002, basato su una articolazione territoriale degli Organi di esame della domanda. Il Sistema di accoglienza dei richiedenti asilo previsto in attuazione della direttiva europea n. 2003/9/CE, recepita con il decreto legislativo n.140/2005, è divenuto operativo a partire dal 20 ottobre 2005. L’accoglienza dei richiedenti asilo è garantita prioritariamente attraverso i centri predisposti dagli enti locali e finanziati con il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, istituito con la legge n.189/2002. Sarebbe anche tale fondo – come dice un soggetto che è voluto rimanere anonimo a Stato – a “determinare il periodo temporale degli stessi immigrati nei centri, che sia a beneficio degli enti gestori o dello Stato”.

I FONDI A FAVORE DELLE STRUTTURE PER LA PERMANENZA DEGLI STRANIERI FINO ALLA DECISIONE SUL RICONOSCIMENTO DELLO STATUS – Va ricordato che la permenenza degli stessi stranieri nelle strutture è anche correlata ad un sistema di finanziamento. Il citato decreto legislativo n.140/2005 ha individuato le risorse finanziarie per garantire l’accoglienza dei richiedenti asilo fino alle momento della comunicazione della decisione sulla domanda di riconoscimento dello status. Mentre invece “non sussistono finanziamenti specifici per fornire anche minime misure assistenziali ai rifugiati ed ai titolari del permesso di protezione umanitaria per agevolarli nei percorsi d’integrazione nelle comunità locali”. Difatti, “l’assistenza di tali stranieri rimane a carico degli Enti locali in considerazione delle loro competenze in materia di assistenza e beneficenza pubblica ed anche in attuazione dell’art.40 del T.U. n.286/1998, che pone come onere a carico dei Comuni l’assistenza a favore degli stranieri regolari in condizioni di bisogno“.

L’Ufficio provvede all’attivazione ed alla gestione, attraverso convenzioni stipulate dalle Prefetture competenti ed Enti ed Associazioni esperti nel settore dell’immigrazione, dei servizi di accoglienza alle frontiere, previsti dal comma 6° dell’art. 11 del Testo Unico 286/1998 e dall’art. 24 del DPR 398/1999. Detti servizi, nell’ambito del potenziamento e coordinamento dei controlli alla frontiera, forniscono presso i valichi aeroportuali, portuali e terrestri, informazioni ed assistenza agli stranieri che intendano presentare domanda di asilo o fare ingresso in Italia per un soggiorno superiore a tre mesi. Attualmente sono attivi i servizi presso i valichi di Ancona-porto, Bari-porto, Bologna-Marconi, Brindisi-porto, Como-Chiasso, Gorizia-Casa Rossa, Imperia-Ventimiglia, Roma-Fiumicino, Trapani-porto, Trieste-porto, Varese-Malpensa e Venezia-porto.

L’UNITA’ DUBLINO – Tra le varie strutture operanti nell’ambito dell’Ufficio, assume particolare rilevanza l’“Unità Dublino”, struttura preposta come detto a svolgere gli adempimenti amministrativi relativi all’applicazione del Regolamento (CE) 343/2003 del 18 febbraio 2003 ( Regolamento), i quali, attraverso il rapporto con gli altri 24 omologhi Uffici dell’Unione Europea, sono finalizzati ad individuare lo Stato responsabile dell’esame della domanda d’asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo. “L’obiettivo della procedura è quello di evitare che un richiedente asilo presenti la propria istanza in più Stati membri, rendendo quindi responsabile del relativo esame un unico Stato, al fine di contrastare il fenomeno dell’‘asylum shopping’”. La procedura è basata prevalentemente sulle informazioni rilevate dalla banca dati Eurodac, istituita con Regolamento (CE) n. 2725/2000 dell’11/12/2000, contenente le impronte digitali di tutti i richiedenti asilo registrati nell’UE. Tale attività viene svolta in stretta collaborazione con il Dipartimento della P.S., responsabile nazionale della gestione del sistema Eurodac e, in misura più contenuta, con il Ministero degli Affari Esteri, responsabile del rilascio di visti di ingresso in Italia.


IL REGOLAMENTO N.343/2003 DEL CONSIGLIO EUROPEO DEL 18 FEBBRAIO 2003 – Questo il regolamento centrale (Criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda d’asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo ) e che fa dunque riferimento al riconoscimento dello status dei soggetti interessati relativamente alla domanda d’asilo fatta in uno degli Stati membri della CE. – Al capo II, principi generali, del regolamento infatti si chiarisce che (Articolo 3): “1. Gli Stati membri esaminano la domanda di asilo di un cittadino di un paese terzo presentata alla frontiera o nel rispettivo territorio. Una domanda d’asilo è esaminata da un solo Stato membro, che è quello individuato come Stato competente in base ai criteri enunciati al capo III”. “c.2. In deroga al paragrafo 1, ciascuno Stato membro può esaminare una domanda d’asilo presentata da un cittadino di un paese terzo, anche se tale esame non gli compete in base ai criteri stabiliti nel presente regolamento. In tale ipotesi, detto Stato membro diventa lo Stato membro competente ai sensi del presente regolamento e assume gli obblighi connessi a tale competenza. Eventualmente, esso ne informa lo Stato membro anteriormente competente, lo Stato membro che ha in corso la procedura volta a determinare lo Stato membro competente o quello al quale è stato chiesto di prendere o riprendere in carico il richiedente asilo. (..)

Inoltre, “4. Quando una domanda d’asilo è presentata alle autorità competenti di uno Stato membro da un richiedente che si trova nel territorio di un altro Stato membro, la determinazione dello Stato membro competente spetta allo Stato membro nel cui territorio si trova il richiedente asilo. Tale Stato membro è informato tempestivamente dallo Stato membro che ha ricevuto la domanda d’asilo e, ai fini del presente regolamento, è considerato lo Stato nel quale la domanda è stata presentata. Il richiedente è informato per iscritto di tale comunicazione e della data alla quale essa è avvenuta” (..). (Firmato a Bruxelles, addì 18 febbraio 2003.
Per il Consiglio Il Presidente N. Christodoulakis)


LE COMMISSIONI TERRITORIALI
– Si ricorda invece che per il riconoscimento dello “status di rifugiato” si fa riferimento alle commissioni territoriali che esaminano infatti “le istanze di riconoscimento presentate nelle circoscrizioni territoriali”. In precedenza, la Commissione unica competente a livello nazionale non consentiva un adempimento veloce delle procedure: tra la presentazione dell’istanza e l’effettiva decisione passava troppo tempo. Con la legge Bossi-Fini (n. 189/2002) e il relativo regolamento di attuazione (dpr n. 303/2004) sono state istituite sette Commissioni territoriali per il riconoscimento dello “status di rifugiato”: Gorizia, Milano, Roma, Foggia, Siracusa, Crotone e Trapani. Con decreto legislativo (n. 25 del 28 gennaio 2008) e con il relativo decreto ministeriale di attuazione del 6 marzo 2008 sono state individuate, complessivamente, 10 commissioni territoriali con tre sedi in aggiunta a quelle già presenti: Torino, Bari e Caserta. La legge prevede che la Commissione territoriale provveda all’audizione del richiedente entro 30 giorni dalla trasmissione dell’istanza fatta dalla Questura e che la decisione venga poi adottata entro i successivi 3 giorni. Foggia ha competenza sulle domande presentate nelle province di Foggia e Barletta-Andria-Trani; Bari ha competenza sulle domande presentate nelle province di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto.

DA ROMA: “TEMPI D’ATTESA NELLA NORMA” – Dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione (del Ministero degli Interni, il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione svolge funzioni e compiti spettanti al Ministero nella tutela dei diritti civili – Focus) la comunicazione a Stato di prassi burocratiche esattamente nella norma. Dunque smentite di qualsiasi “ritardo eccessivo” per il Cara foggiano rispetto a quelli accumulati nel tempo in altre strutture d’accoglienza per immigrati. Gran parte dei soggetti interessati alla protesta di ieri avrebbero rilasciato le impronte digitali per il riconoscimento tanto nello Stato membro dove hanno fatto domanda d’asilo quanto in Italia. La prassi burocratica non sembrerebbe risolvibile nel breve. Una burocrazia eccessiva anche nella divulgazione di notizie esterne tanto da Roma quanto dagli uffici periferici.


QUESTURA FOGGIA: “NEL CARA DA GENNAIO 2425 OSPITI, 1577 TUNISINI. L’IMPEGNO PER I MINORI”
– Dalla Questura la notizia di un transito nel Cara dal mese di gennaio di 2425 ospiti di cui 1577 tunisini. Tra questi anche soggetti “vulnerabili in ragione di violenze fisiche o psicologiche subite, giovani donne in gravidanza o con prole in tenera età ed anziani seguiti dai pazienti”. Notevole l’afflusso di minori (25) non accompagnati, partiti con parenti e sbarcati a Lampedusa (in Capitanata a Margherita di Savoia, dove sono sbarcati ulteriori 26 minori acompagnati) e poi affidati a Comunità d’accoglienza. La Questura – Ufficio immigrazione – ha diramato una nota nella quale ha dichiarato di essere in costante contatto con i centri d’accoglienza. E’ la stessa Questura a richiedere una riduzione della burocrazia per la domanda d’asilo degli stessi immigrati. Tra le comunità di accoglienza attive: “La Zattera” di Lucerea e Arcobaleno di Torremaggiore “che hanno condotto 12 minori non accompagnati dei quali sono affidatari per la formalizzazione delle procedure amministrative volte alla richiesta di protezione internazionale”.

PROTESTA DURATA FINO ALLE 14. POI L’INTERRUZIONE: “O CI DANNO UNA RISPOSTA O RICOMINCEREMO A MANIFESTARE” – I soggetti che hanno protestato sono seguiti da legali del territorio. La protesta è terminata alle ore 14 dopo le rassicurazioni da parte di personale della Questura di Foggia (sul luogo anche agenti delle Volanti e carabinieri, oltre a militari presenti sistematicamente nel campo) di una risoluzione o comunque risposta sulla vicenda per la prossima settimana. La protesta va ricordato ha determinato il blocco di tutti gli ingressi e le uscite dal campo (nonostante nello stesso campo trovino posto anche minori). “Torneremo a scioperare qualora non dovessimo ricevere ancora risposte”, dice Samir. Il tempo d’attesa dovrebbe essere di circa 10 giorni. Ma la sensazione è quella di un procastinarsi della situazione per un tempo maggiore.


FUORI IL CARA (VIDEO PROTESTA)



g.defilippo@statoquotidiano.it

“Richieste asilo, ‘Unità Dublino’ risponda”. Immigrati bloccano il Cara (V) ultima modifica: 2011-05-12T12:52:36+00:00 da Giuseppe de Filippo



Vota questo articolo:
3

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This