Capitanata

“Sì a Peppino, no alla casa di zio Tanu”


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L'attivita siciliano Peppino Impastato (fonte image: rancobrain.com)

Cerignola – I cittadini cerignolani, a 100 passi da casa loro, non vogliono la casa dello zio Tanu; i cittadini cerignolani chiedono al contrario che Peppino Impastato venga ricordato con una via o una piazza che riecheggi il suo nome insieme a tutte le vittime della mafia. Dopo i giudici Falcone e Borsellino, o il generale Dalla Chiesa, un gruppo di persone ha fatto dunque pubblica richiesta al sindaco Giannatempo affinché anche l’attivista siciliano trovi casa nella loro città, e il tutto con una lettera protocollata proprio il giorno in cui ricorreva l’anniversario della morte di Peppino, il 9 Maggio scorso.

Il tutto parte – anche questa volta – dalla creazione di un gruppo virtuale sul social network Facebook: Vogliamo una via o piazza dedicata a Peppino Impastato anche a Cerignola, e una raccolta di firme in corso a corredo dell’iniziativa stessa. Da Cinisi a Cerignola, il passo è breve. Nell’ottica di una lotta costante contro ogni tipo di mafia – quella lotta che qualche giorno fa ha fatto approdare, grazie a “Libera”, la “carovana antimafia” proprio a Cerignola – il nostro comune può dare un ulteriore segno, seppur meramente simbolico, affiggendo un cartello col nome di Impastato.

FOCUS IMPASTATO – La triste storia di Peppino è ritornata in auge grazie alla trasposizione cinematografica di Marco Tullio Giordana (anno 2000) ne “I cento passi“, dopo essere stata eclissata da un’altra inquietante storia di portata nazionale: l’uccisione di Aldo Moro, avvenuto proprio lo stesso giorno dello stesso anno. Nato nel paesino siciliano di Cinisi il 5 Gennaio del 1948, Peppino Impastato avrebbe potuto vivere una vita tranquilla, in protezione alla mafia di cui suo padre era membro. Da subito, però, rinnega il modus vivendi della sua famiglia, l’essere sudditi di un uomo, di un sistema “con connotati ideologici tipici di una civiltà tardo contadina e preindustriale” e diventa attivista entrando in politicae fondando una radio come mezzo di comunicazione per il contrasto alle attività mafiose. Tutte queste attività lo portarono all’assassinio del 9 maggio 1978, “qualche giorno prima delle elezioni (si candidò nelle fila della lista di Democrazia Proletaria) e qualche giorno dopo l’esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi“. Oggi Impastato, a 33 anni dalla sua scomparsa, è divenuto uno dei simboli di lotta contro ogni tipo di mafia, un simbolo che Cerignola potrebbe adottare.

VincenzoMaurantonio@libero.it

“Sì a Peppino, no alla casa di zio Tanu” ultima modifica: 2011-05-12T20:08:18+00:00 da Redazione



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