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A cura di Antonio Del Vecchio

Ripristinato il culto- devozione per la Madonna del Rosario, a Rignano

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Rignano Garganico. Dopo l’Addolorata, ritorna a nuova luce e vita la statua della Madonna del Rosario nella Chiesa Matrice dell’Assunta, a Rignano Garganico. E’ ciò a seguito dell’accurato restauro subito presso il medesimo laboratorio, grazie all’aiuto ed obolo di uno sconosciuto donatore, partecipante al progetto”Adotta un Santo”, finalizzato come risaputo al ripristino di tutte le statue ‘bisognose’ d’intervento.Iniziativa quest’ultima ‘inventata’ e portata avanti da Antonio Cozzetti, giovane e dinamico animatore delle attività culturali parrocchiali, sotto la guida innovatrice e lungimirante del parroco Don Santino Di Biase. Dopo il rituale ‘scoprimento’ avvenuto l’altra domenica e pervenuta in processione, la Madonna è ora ‘in mostra -venerazione’ nella frequentata chiesa di San Rocco, patrono della cittadina, ubicata nel popoloso e moderno quartiere omonimo. Tanto, ha permesso al Terzo Ordine delle laiche francescane di poter organizzare e mettere in pratica un affollato pellegrinaggio alla volta di Pompei. Iniziativa, quest’ultima, svoltasi, nella giornata di ieri, con trasporto in pulman di andata e ritorno ad opera di una ditta del posto, l’unica in possesso degli appositi requisiti.

Va detto subito che la devozione dei rignanesi per la Madonna del Rosario non è legata alla nascita e diffusione del culto in quel di Pompei, affermatosi come si sa alla fine dell’800, ma risalirebbe ad alcuni secoli prima. Forse al 1600, come testimoniato da alcuni documenti custoditi in parrocchia e riportati nel v. Rignano Garganico di Padre Doroteo Forte, che riportiamo di seguito: ”…Dal Seicento in poi, nella chiesa matrice vengono ricordate le cappelle della SS: Concezione e del SS.Rosario. Nel caso specifico la cappella consisteva in un altare con l’immagine della Madonna, e la tomba sotterranea…”.

Nel nostro caso quella del Rosario si trovava a destra della porta d‘ingresso nei pressi dell’attuale sagrestia, dove, scomparso l’altarino, è rimasta la sola nicchia sovrastante. Il simulacro restaurato, secondo gli esperti, risalirebbe alla metà del Settecento. ”Alla cappella del Rosario – si continua nel citato testo – era legato il Montefrumentario, un’associazione di fedeli con lo scopo di aiutare i contadini bisognosi…Ad aiutare questa gente serviva il Montefrumentario, istituzione antichissima dipendente dal vescovo e sostenuta dalle oblazioni dei fedeli. Papa Leone XX, con la bolla Inter multiplices, approvava i monti frumentari. Il Card. Orsini, arcivescovo di Manfredonia, aggiungeva alcune norme per l’incremento della pia istituzione…nel decennio francese i monti frumentari insieme ai luoghi pii furono incamerati dallo Stato (16 ottobre 1809). Il Ministro …Zurlo, con ordinanza del 15 marzo 1812, regolava la pubblica beneficienza. Presiedeva all’amministrazione del Montefrumentario una commissione proposta dal Comune…Dopo la proclamazione dell’unità d’Italia, con la nuova legge sulla beneficienza, non si fa più parola del monte frumentario”, come pure della Cappella del Rosario, che già dal decennio francese era rimasta una istituzione prettamente cultuale e religiosa legata alla Madonna del Rosario, che continuò ad essere venerata dal popolo nei decenni a seguire, fino ai giorni nostri.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico)



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