Lavoro

Epifani: “Scuola, dopo bocciatura legge su dimensionamento, rivedere il sistema

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Bari – “LA Corte Costituzionale ha bocciato la norma varata dal Governo Berlusconi sul dimensionamento scolastico. La sentenza n. 147 – depositata ieri – dichiara incostituzionale il comma 4 dell’art. 19 della Legge 111/11 che dispone, per il prossimo anno scolastico, istituti comprensivi di almeno 1000 alunni e la conseguente cancellazione delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado”. Lo dice in una nota il consigliere regionale Pd, Giovanni Epifani.

I giudici hanno accolto il ricorso presentato da 7 regioni (Toscana, Emilia Romagna. Liguria, Umbria, Sicilia, Puglia e Basilicata) che ritenevano la norma sul dimensionamento lesiva delle proprie prerogative. La Corte infatti riconosce che la norma sul dimensionamento viola l’art. 117 della Costituzione (quello che definisce le competenze tra Stato e Regioni) perché interviene su una norma di dettaglio (i parametri per costituire gli istituti comprensivi) che avrebbero dovuto essere concertata con le Regioni perché rientrante in un ambito di competenza concorrente.

Purtroppo, il Governo Berlusconi, ha varato una norma incostituzionale solo per esigenze di cassa e incurante dei danni profondi che essa provoca alla qualità della scuola. I piani di dimensionamento approvati dalle regioni (anche dalla Regione Puglia) comportano la costituzione di istituti comprensivi abnormi senza alcun fondamento didattico. Si tratta di conseguenze gravissime che si aggiungono alla situazione già difficile della scuola e alla qualità dell’istruzione pubblica presi di mira dalle regressive politiche del precedente governo. La sentenza rimette al centro il tema della scuola e del senso didattico e pedagogico degli istituti comprensivi come modello organizzativo per favorire la continuità tra il primo e il secondo ciclo. Adesso è necessario e urgente rivedere tutte le scelte in materia di dimensionamento e avviare un discussione ampia, se si vuole costruire un sistema scolastico davvero rispondente alle esigenze di qualità e funzionalità dei singoli territori, partendo ogni regione dalle proprie leggi o decreti”.

Redazione Stato



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