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Fu privata della cittadinanza tedesca nel 1935

Anna Frank

Una volta saputa la notizia della morte di Anna e Margot, Miep consegnò ad Otto il diario della ragazza

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Roma. Il 12 giugno 1942 il papà Otto, regala ad Anna il diario su cui annoterà gli orrori del nazismo e che diventerà la testimonianza più famosa dell’Olocausto. Visse parte della sua vita ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, dove la famiglia si era rifugiata dopo l’ascesa al potere dei nazisti in Germania. Fu privata della cittadinanza tedesca nel 1935, divenendo così apolide e nel proprio diario scrisse che ormai si sentiva olandese e che dopo la guerra avrebbe voluto ottenere la cittadinanza dei Paesi Bassi, paese nel quale era cresciuta.

Il 10 maggio 1940 l’Olanda fu attaccata ed occupata dalla Wehrmacht tedesca: le forze olandesi capitolarono e la regina Guglielmina volò in esilio a Londra. Presto apparve evidente che per gli ebrei dei Paesi Bassi incombeva la stessa sorte di quelli delle zone occupate. Otto Frank aveva cercato più volte di ottenere asilo negli Stati Uniti ma i tentativi furono vani così preparò un nascondiglio nella casa retrostante la ditta in cui lavorava. La segretaria di Otto e suo marito decisero di aiutare la famiglia Frank nonostante i pericoli cui sapevano di poter andare incontro. Il 6 luglio cominciò per l’intera famiglia una vita di clandestinità, dato che una fuga dai Paesi Bassi appariva assolutamente impraticabile.

Durante il periodo di clandestinità, Anna si dedicava molto alla lettura e alla stesura del suo diario. Il mattino del 4 agosto 1944, attorno alle 10, la Gestapo fece irruzione nell’alloggio segreto così gli otto clandestini clandestini vennero arrestati. Vennero trasferiti nel campo di concentramento di Westerbork, costretti a compiere i lavori più duri. Il 2 settembre insieme alla sua famiglia venne selezionata per il trasporto ad Auschwitz. Margot ed Anna passarono un mese ad Auschwitz-Birkenau e vennero poi spedite a Bergen-Belsen, dove morirono di tifo esantematico. Della famiglia Frank solo Otto si salvò e si trasferì ad Amsterdam dove si stabilì presso la sua segretaria Miep Gies e il marito Jan.

Una volta saputa la notizia della morte di Anna e Margot, Miep consegnò ad Otto il diario della ragazza, che lei stessa aveva conservato; Otto, dopo un primo periodo di sconforto per la perdita delle figlie, mostrò gli scritti della figlia a diversi amici che lo convinsero a darlo alle stampe.

(A cura di Marilina Ciociola, Manfredonia 12.06.2016)



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Commenti


  • vittoria gentile

    Grazie, perchè senza il ricordo siamo veline al vento ci facciamo passare sopra da tutto senza sentimento, senza pudore senza vergogna, e quello che regalano alcuni giornali in questi giorni lo testimonia.

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