Cultura
A cura di Carmine Totaro

Il libro dell’amore proibito – M.Desiati, 2013

Autore tra gli altri di Neppure quando è notte, Vita precaria e amore eterno, Il paese delle spose infelici e Ternitti

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Bologna/Manfredonia. L’amore è il tema preferito dagli artisti di ogni luogo e tempo ed è anche il più comprensibile per chi si accosta a un’opera incentrata su di esso. Ma cosa succede quando, come nel caso di questo bel romanzo di Mario Desiati, l’amore di cui si parla è “proibito”?

IL LIBRO DELL’AMORE PROIBITO. “L’amore per crescere ha bisogno di muri, proprio come l’edera”. Nonna Comasia ha insegnato questo a Francesco, detto Veleno, e lui lo ricorda ogni giorno. Timido e solitario, fino ai quattordici anni è vissuto immaginando vite eroiche e ammirando i coetanei più intraprendenti. Il suo universo quotidiano, nel paese pugliese dove vive, è quello della scuola, con regole e muri che sembrano fatti per essere invalicabili, non certo per nascondere gioie proibite. Fino all’incontro con Donatella Telesca, professoressa di Educazione tecnica. Lei ha il doppio degli anni di Veleno, eppure veste in modo più simile a lui e ai suoi amici Mimmo e Nappi che alle altre insegnanti. Ha la pelle candida, ma nasconde un’ombra che agisce come una calamita sui suoi giovani allievi: somiglia forse a quella che abita ogni adolescenza, presto dimenticata negli anni in cui si cresce e si impara a adeguarsi alle leggi del mondo. La Telesca siede tra i banchi, ascolta i ragazzi, li guarda come nessuno ha mai fatto prima. Nasce un’attrazione irresistibile, destinata a essere scoperta nel clamore dello scandalo. Un’attrazione imperdonabile, interrotta con la massima violenza. Per ristabilire l’ordine ognuno deve essere rimesso nella casella che gli spetta: Nappi, Mimmo e Veleno, ragazzi plagiati da raddrizzare e “reinserire”; Donatella, la plagiatrice, da punire. Veleno scopre allora una solitudine più profonda, l’isolamento di chi supera la linea d’ombra dei sentimenti leciti, e contro la famiglia, contro la norma che gli impedisce di amare, costruisce il suo onore, il futuro, la sua legge che non umilia né separa.

ANALISI. Quando uno scrittore decide di cimentarsi in tematiche piuttosto impegnative, si può ragionevolmente pensare che stia andando in cerca di guai. E sorge una domanda: perché lo fa? Mario Desiati con questo romanzo fa un ulteriore passo azzardato: non solo parla di pedofilia (termine probabilmente mai usato nel testo), ma lo fa dando voce alla giovane “vittima”, Veleno, che parla solo del suo amore per la professoressa (si può discutere all’infinito sull’esattezza, nel caso in questione, del termine amore o se sia più adatto infatuazione) e mai di un’eventuale trauma subito o della drammaticità di un rapporto che è comunque inaccettabile. Discorso ambiguo e scivolosissimo, che non può giustificarsi nella totale idealizzazione del concetto di amore. Manca il pur minimo accenno di condanna, al contrario sembra quasi che la reclusione della professoressa rappresenti un’ingiustizia. Detto ciò, “Il libro dell’amore proibito” è comunque un bel romanzo, da divorare in poche ore, e può contare su una galleria di personaggi ben delineati e su una facilità di scrittura che rende la lettura piacevole e, nonostante tutto, persino divertente.

L’AUTORE. Mario Desiati, originario di Martina Franca, vive a Roma. È autore tra gli altri di Neppure quando è notte, Vita precaria e amore eterno, Il paese delle spose infelici (da cui è tratto l’omonimo film di Pippo Mezzapesa) e Ternitti (finalista al premio Strega 2011).

Il giudizio di Carmine
Mario Desiati
IL LIBRO DELL’AMORE PROIBITO
2013, Mondadori
Valutazione: 3/5

Redazione Stato Quotidiano.it – Riproduzione riservata



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