CapitanataSan Severo
All’esito delle complesse attività investigative, il GIP presso il Tribunale di Bari ha disposto l’applicazione di 19 misure cautelari personali

“In Daunia venenum”, “San Severo pronta a costituirsi parte civile”

Un uomo ascoltato dagli inquirenti "All'inizio attribuivo tale fenomeno a qualche malattia delle piante, pero' successivamente ho avuto modo di riscontrare che tale fenomeno interessava principalmente i terreni confinanti con il predetto impianto di compostaggio (in località Falciglia, agro di San Severo"


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San Severo, 12 giugno 2017. Ha destato clamore e tanta indignazione nella popolazione l’operazione “In Daunia venenum” posta in essere dalle Forze di Polizia la scorsa settimana, che ha appurato un traffico illegale di rifiuti dalla Campania alla Capitanata. “L’indagine svolta anche della Direzione Investigativa Antimafia – ha dichiarato il Sindaco avv. Francesco Miglio – ha evidenziato un asse di collegamento tra la Capitanata e la Campania per lo smaltimento illegale di rifiuti. Riteniamo che occorra attendere il completamento investigativo delle indagini, tutti gli accertamenti del caso e le fasi processuali per poter esprimere giudizi più completi, soprattutto qualora fosse definitivamente acclarata la condotta criminale dei soggetti coinvolti. Abbiamo, come sempre, grande fiducia nell’operato delle Forze di Polizia e della Magistratura ed esprimiamo i sensi di gratitudine di tutta la Civica Amministrazione per l’operazione condotta. Da parte nostra siamo pronti nell’adozione di ogni ordinanza che possa risultare utile per la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente ed anche a costituire quale parte civile la Città di San Severo nei confronti dei soggetti coinvolti nell’indagine”.

Traffico rifiuti nel Foggiano, “Piante pomodori dissecate nei pressi impianto compost” (II)
Bari/San Severo. ”(..) confermava di aver subito dalla Lufa Service, nell’estate del 2014 un danno economico (..), scaturito in seguito al disseccamento delle piante di pomodori insistenti su alcuni terreni attigui all’impianto (…)”. E’ quanto emerge tra l’altro dalle indagini relative all’operazione dei militari del Nucleo di P.T. della Guardia di Finanza di Bari, e dal personale del Commissariato di P.S. di Manfredonia, con accertamento di un traffico organizzato di rifiuti nel Foggiano.

Come risaputo, all’esito delle complesse attività investigative, il GIP presso il Tribunale di Bari ha disposto l’applicazione di 19 misure cautelari personali (5 in carcere, 9 ai domiciliari, 2 obblighi di dimora, 2 divieti di dimora e 1 divieto di esercizio dell’attività d’impresa) nonché il sequestro preventivo di beni per il valore complessivo di oltre 9,3 Milioni di Euro.

In particolare, nel caso sopra indicato e relativo alle coltivazioni di pomodori, si fa riferimento ad un terreno in agro di San Severo. Conferme dei danni subiti alle coltivazioni arrivano anche dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti: “Si. Nell’anno 2014 ebbi modo di constatare che le piante di pomodori ivi piantate si stavano seccando. In particolare, notavo che le foglie delle piante, già al primo stadio di maturazione, andavano avvizzendosi. All’inizio attribuivo tale fenomeno a qualche malattia delle piante, pero’ successivamente ho avuto modo di riscontrare che tale fenomeno interessava principalmente i terreni confinanti con il predetto impianto di compostaggio (in località Falciglia, agro di San Severo,ndr)(…)”.

L’indagine
Come emerge dalla richiesta cautelare, l’indagine relativa all’operazione che ha accertato un traffico organizzato di rifiuti nel Foggiano (come confermato dagli inquirenti, i terreni interessati allo sversamento dei rifiuti sono situati tra Manfredonia e Zapponeta – tra l’altro nelle località: “Il bunker”-Sciali Paliete, Isola degli Olivi di Torelli, Masseria Sipari, La Marchesa -, San Paolo di Civitate: Contrada Boccadoro, San Severo: Località Falciglia) “nasce dalle investigazioni, avviate nel febbraio 2014, dal personale della Squadra di Polizia giudiziaria del Commissariato di PS di Manfredonia che evidenziava l’esistenza di una organizzazione di tipo camorristico (in particolare riferita al clan dei ‘casalesi’), che avrebbe riversato illecitamente rifiuti nell’agro di Manfredonia (..) in un terreno della cui guardiania e conduzione di occupava De Martino Giuseppe (classe 1955, residente a Zapponeta,ndr), alias ‘gallina’ (..) che in passato aveeva intrattenuto contatti con organizzazioni campane dedite al contrabbando di t.l.e.”.

Gli inquirenti hanno accertato che “sul luogo segnalato (denominato ‘bunker’) insiste uno stabile ove un esponente del clan dei ‘Casalesi’, Ferraro Luigi (nato a Casal di Principe, classe 1964, fratello del più noto politico Ferraro Nicola, già esponente Udeur, ed immplicato in vicende giudiziarie, considerato vicino al clan dei casalesi, in particolare della famiglia Schiavone) risulta aver espiato la misura cautelare personale degli arresti domiciliari (nota Stazione CC di Zapponeta, 07.06.2011)“.

Gli sversamenti dei rifiuti sul territorio foggiano venivano effettuati dall’impresa Lufa Service srl, con impianto di compostaggio sito in agro di San Severo (FG), località Falciglia, attraverso alcuni automezzi dell’impresa denominata Pulitem srl di Casalnuovo di Napoli“.

“(..) il recapito finale dell’asserito ammendante, proveniente dal predetto insediamento produttivo, viene effettuato per il tramite degli automezzi dela Pulitem (..) su diversi siti della Provincia di Foggia (nella disponibilità di Coniglio Giacinto di proprietà/condotti ..)da uomini residenti a Zapponeta e 1 a Manfredonia.

Mentre l’attività di spargimento effettuata su un sito denominato “masseria sipari” risulta effettuata da un 60enne nato e residente a Manfredonia (non destinatario al momento di alcuna misura cautelare,ndr) con l’ausilio di un proprio mezzo d’opera, sotto la direzione di Coniglio Giacinto”.

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I sequestri
In particolare i sequestri, disposti anche ai sensi del D.lvo 231/2001, hanno per oggetto numerosi conti di due delle società coinvolte e di alcune delle persone fisiche indagate, le quote societarie e l’intero compendio aziendale di una delle società stesse ed, infine, 70 ettari di terreno situate nelle zone di Manfredonia, San Severo, Zapponeta e San Paolo Civitate, oggetto di sversamenti illeciti di rifiuti speciali.

Le perquisizioni
Contemporaneamente, è stata data esecuzione a 9 decreti di perquisizione locale nei confronti di alcuni degli indagati.

Il totale del materiale illecitamente sversato, dal 2010 al 2014, è stato quantificato nell’ambito di un range che raggiunge, come previsione massima, il quantitativo di circa 100.000 tonnellate. In connessione con questi illeciti, sono state accertate ulteriori condotte delittuose, tra cui alcuni reati di falso ideologico nonché alcuni episodi di corruzione che vedono coinvolto un pubblico ufficiale, dirigente di una Unità Operativa Complessa dell’ARPA PUGLIA.

Traffico rifiuti nel Foggiano, 19 arresti. 46 indagati (FT-VIDEO – III)

Info terreni interessati dallo sversamento di rifiuti
Complessivamente sono 100mila le tonnellate di rifiuti sversate illecitamente in Provincia di Foggia.

Gli sversamenti indicati sarebbero avvenuti nell’arco di 7 anni.

Risultano tra l’altro indagati originari di Manfredonia e Zapponeta, proprietari di terreni.
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Pd San Severo: “Daunia Venenum ulteriore motivo per dire no a impianto di via Foggia”
“La vicenda “Daunia Venenum” mette a fuoco uno spaccato inquietante, drammatico, sulle connessioni tra politica, imprenditoria e criminalità organizzata. Prima di emettere un giudizio definitivo, lasceremo la vicenda faccia il suo corso e il quadro sia completo”. A dichiararlo è la segreteria cittadina del Pd di San Severo. Sulla stessa lunghezza d’onda, il portavoce della segreteria Luigi Presutto: “Daunia Venenum” deve rappresentare un monito soprattutto per gli amministratori pubblici. Ci sono troppi appetiti sul business rifiuti. E l’unico argine a questo tipo di pericolosi intrecci è rappresentato dal controllo pubblico. Per questo continueremo a dire no all’impianto di trattamento rifiuti di via Foggia (San Severo, zona ex Safab). Un progetto affidato a privati, che, perciò solo – come evidenziano gli ultimi fatti di cronaca -, non garantiscono trasparenza nei controlli, con evidente forte rischio di permeabilità da parte di corruttela ed infiltrazioni criminali. Per questo, il PD di San Severo sostiene e sosterrà sempre ogni iniziativa tesa a bloccare questa tipologia di impianto. Questo progetto va fermato”.

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Manfredonia. Operazione ‘In Daunia venenum’, sindaco ringrazia forze dell’ordine

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L'avvocato Innocenza Starace, del Foro di Foggia (image from facebook)

L’avvocato Innocenza Starace, assessore all’ambiente del comune di Manfredonia (image from facebook)


Manfredonia. Traffico rifiuti, Riccardi – Starace “Pronti a costituirci parte civile”
Manfredonia, 8 giugno 2017. “Ringrazio tutte le forze dell’ordine che hanno lavorato per portare alla luce il traffico illegale di rifiuti in questione, restando in attesa di quello che potrà essere il prosieguo investigativo delle indagini. Siamo pronti ad adottare qualsiasi ordinanza possa rendersi necessaria e, se ci saranno le condizioni, saremo pronti anche a costituire parte civile la Città di Manfredonia nei confronti dei responsabili”. Così il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, in merito all’operazione dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, e dal personale del Commissariato della Polizia di Stato di Manfredonia, con accertamento di un traffico organizzato di rifiuti nel Foggiano.

Lo riporta una nota stampa del Comune sipontino.

Per il sindaco Riccardi è stata scoperchiata e resa nota “una pratica fraudolenta dalla quale ci sentivamo al sicuro, in loco”. “Abbiamo saputo di quanto avvenuto dalla stampa e, al momento, non abbiamo ricevuto alcuna notifica di ordinanza. Attendiamo, perciò, indicazioni più precise da parte delle forze dell’ordine, restando a loro completa disposizione”, ha detto – attraverso la nota stampa – l’assessora all’Ambiente, Innocenza Starace. “E’ opportuno attendere tutti gli accertamenti del caso, ma è altrettanto opportuno – prosegue, a sua volta, Angelo Riccardi – invocare pene severe qualora fosse mostrata la condotta criminale dei soggetti coinvolti”.

Verifiche catastali
“Al momento stiamo cercando di comprendere se gli agri interessati allo sversamento dei rifiuti facciano riferimento a particelle del Catasto terreni del nostro Comune. E’ importante verificare se vi siano stati dei frazionamenti, relativi alle particelle. Abbiano dato incarico ai nostri tecnici di verificare le informazioni indicate. Una volta chiarito il Comune competente, e la proprietà sui terreni, procederemo secondo la legge, continuando ad interfacciarci con le forze dell’ordine e la Procura. Se necessario, attiveremo le procedure per la bonifica”. Così a Stato Quotidiano, nel pomeriggio, l’assessore Innocenza Starace.

Il sindaco di Zapponeta D'Aloisio

Il sindaco di Zapponeta D’Aloisio

Traffico rifiuti, D’Aloisio “Gli arenili di Zapponeta non c’entrano nulla”
Zapponeta, 8 giugno 2017. ”SI tratta di terreni marginali, e non degli arenili. Lo sversamento di rifiuti ha interessato un punto al confine tra il nostro Comune ed altri. Ripeto: non c’entra nulla l’arenile dove vengono prodotti gli ortaggi. Non c’entrano nulla altre aziende presenti nel territorio. In base a quanto accertato, le località interessate sono: ‘Lipari’ e ‘La Marchesa’. Al momento non abbiamo ricevuto neanche l’ordinanza relativa alle indagini. In seguito provvederemo ad emettere un’ordinanza per intimare i proprietari dei suoli alla bonifica”.

Così il sindaco di Zapponeta, Vincenzo D’Aloisio, in merito all’operazione dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, e dal personale del Commissariato della Polizia di Stato di Manfredonia, con accertamento di un traffico organizzato di rifiuti nel Foggiano.

Pepe “Nessuna problematica per Villaggio Ippocampo. Pronti per la stagione turistica”
Manfredonia. ”In nome e per conto di tutti gli esercenti, le attivita commerciali e ricettizie, ubicate nel Villaggio Ippocampo, nella mià qualita di amministratore del “Supercondominio Ippocampo“, attesto che nessuna problematica sussiste in merito al Vilaggio Ippocampo, relativamente alla notizia riguardante il traffico di rifiuti nel Foggiano. Tanto era doveroso precisare, anche in prossimità della stagione turistica, perche con la denominazione ‘Ippocampo’ non si individua la zona censuaria delle particelle interessate, ma si individua esclusivamente il Villaggio Ippocampo, peraltro limitato in una più vasta zona censuaria”. E’ quanto precisa a Stato Quotidiano il dr. Michele Pepe, Amministratore del Supercondominio “Ippocampo”.

“Per qualsiasi responsabilità di terzi, relativamente alla tematica indicata, oggetto dell’indagine, siamo pronti a costituirci parte civile in giudizio”.

Traffico rifiuti, Arpa Puglia “In corso valutazione atti”

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redazione stato quotidiano.it – riproduzione riservata

“In Daunia venenum”, “San Severo pronta a costituirsi parte civile” ultima modifica: 2017-06-12T12:38:52+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    Presutto: “Bene costituzione parte civile, ora revoca delibera per impianto via Foggia”

    Le dichiarazioni del portavoce del Pd di San Severo

    “Il PD di San Severo, dopo l’assordante e perdurante silenzio dell’amministrazione comunale di San Severo su “Daunia Venenum”, rotto solo questa mattina, prende atto delle ultime dichiarazioni di Francesco Miglio, nella sua duplice veste di sindaco di San Severo e presidente della provincia di Foggia , plaudendo alla dichiarata sua volontà di costituirsi parte civile”.
    Lo dichiara Luigi Presutto, portavoce del Pd di San Severo. “A questo punto – prosegue Presutto – , ci aspettiamo, in tempi rapidissimi, la revoca in autotutela della delibera di giunta 142 del 22 luglio 2015, che sostanzialmente apre alla possibilità di realizzare a 5 km da San Severo, un impianto di compostaggio da 60.000 tonnellate, da parte dell’azienda privata “Sagedil”. A seguito di tanto, poi, sarebbe saggio avviare una costante consultazione dei cittadini e con i comuni limitrofi, circa le politiche di chiusura del ciclo dei rifiuti, che – come più volte, e sin dal 2014, ribadito dal PD cittadino e sostenuto proprio due giorni fa dal consigliere regionale PD, Paolo Campo – non possono essere lasciate in mani private, stante l’alto rischio di infiltrazioni criminali. Miglio dovrebbe inoltre avviare una seria verifica sugli operatori del settore “compostaggio” (o altro materiale), interessati alla realizzazione dell’impianto di Via Foggia (zona ex “Safab”), in considerazione delle voci sempre più insistenti di un loro coinvolgimento in fatti di corruzione. Al contrario, invece, se perdurasse il silenzio e l’inattività del sindaco/presidente, purtroppo, i cittadini dovranno prendere atto che il sindaco Miglio, oltre che dallo sdoppiamento di ruolo istituzionale, è stato colto da sdoppiamento della personalità”.

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