Cronaca

Commissione criminalità, Barone “Voto di scambio? Analisi”


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Bari. Proseguono i lavori della Commissione speciale di studio e inchiesta sulla criminalità organizzata in Puglia. Nel corso della seduta odierna un’attenzione speciale è stata dedicata all’elaborazione della proposta di Testo Unico della Regione Puglia su legalità e antimafia sociale.

In merito le dichiarazioni della presidente Rosa Barone. “Intendo ringraziare gli ospiti auditi in Commissione tra cui la dott.ssa Anna Tonia Margiotta, funzionaria regionale della seziona Antimafia e Sicurezza del cittadino della Regione Puglia e il vicepresidente Michele Abbaticchio dell’associazione “Avviso pubblico” per la formazione civile contro le mafie. La Commissione si è impegnata a procedere, in concomitanza con la Regione Puglia, ad un riordino della normativa regionale sulla legalità. Intendiamo a tal proposito avviare un percorso di audizioni che coinvolgerà tutte le componenti sociali e dei familiari delle vittime di mafie, per rendere il testo quanto più esaustivo”.

Altro punto all’ordine del giorno della Commissione, la richiesta di audizioni sul caso “voto di scambio alle regionali 2015” che ha coinvolto l’ex candidato della lista Popolari Natale Mariella, e avanzata dai consiglieri Laricchia, Galante, Bozzetti. “Sull’ultimo punto all’ordine del giorno – conclude la presidente Barone – circa la richiesta dei consiglieri del M5S riguardo l’audizione di alcuni magistrati della Procura di Bari e del presidente Michele Emiliano, la Commissione si è riservata di chiedere parere agli uffici legislativi circa la legittimità dell’azione”.

Redazione Stato Quotidiano.it

Commissione criminalità, Barone “Voto di scambio? Analisi” ultima modifica: 2017-07-12T18:21:11+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    Commissione Antimafia, Laricchia (M5S): “Inaccettabile tentativo di affossare una legittima richiesta di audizione”

    Oggi in Commissione Antimafia si è discussa la richiesta depositata dai consiglieri M5S Laricchia, Galante e Bozzetti , di audizione dei magistrati che hanno disposto le condanne per alcuni i mputati, ritenuti affiliati al clan Di Cosola , che avrebbero fermato gli elettori per strada invitandoli, con minacce e intimidazioni, a votare per Natale Mariella , candidato nella lista dei Popolari a sostegno di Michele Emiliano presidente. Sulla questione interviene la consigliera Laricchia (M5S) :

    “L’art.1 della legge regionale istitutiva della Commissione – commenta Laricchia – stabilisce che la Commissione è istituita con “finalità conoscitive del fenomeno della criminalità organizzata di tipo mafioso nel territorio regionale… delle possibili infiltrazioni negli enti locali e dei conseguenti riflessi sulle procedure degli appalti pubblici.”. Da qui la nostra richiesta di audizione finalizzata a studiare il caso singolo al fine di fare luce su un fenomeno fin troppo diffuso sul territorio regionale. Una richiesta del tutto legittima. Eppure per la prima volta una richiesta di audizione, che di solito viene evasa senza troppi giri di parole, è diventata oggetto di discussione. Napoleone Cera, il Presidente dei Popolari, lista interessata dalla vicenda , ha sollevato al Presidente di Commissione e al Presidente del Consiglio dubbi sull’opportunità o meno di questa audizione; dubbi sui quali oggi la Commissione è stata impegnata a discutere.”

    La consigliera pentastellata ricorda come l’art. 6 della legge regionale che istituisce la commissione antimafia dica che in Commissione si possono chiamare in audizione anche esponenti della magistratura, previa intesa con questi perchè, naturalmente, potrebbero ritenere non opportuno riferire pubblicamente di un tema ancora oggetto di approfondimento.

    “E quando ho fatto richiesta di audizione – specifica Laricchia – ho naturalmente previsto che la Presidente dovesse prima verificare che i magistrati siano d’accordo e disponibili. Insomma tutto in regola, nonostante ciò oggi ci siamo trovati davanti ad un ostruzionismo da parte dei consiglieri di maggioranza Cera, Zinni e Pisicchio , argomentato con scuse e cavilli non giustificati da nessun supporto legislativo unicamente allo scopo di convincersi che non si può fare qualcosa che in realtà non si vuole fare. Deve essere il magistrato a dire al Presidente che non è il caso che si tenga l’audizione, questo dice la legge, non un altro consigliere regionale per giunta indirettamente toccato dalla vicenda. Davanti a questa doppia morale e a questo comportamento non nego di aver letteralmente perso le staffe. Ho chiesto scusa e rinnovo le mie scuse a tutta la Commissione e alla Presidente per aver alzato certamente oltremodo i toni. Tuttavia resta tutta l’amarezza di aver visto la politica fare quadrato non al fine di portare luce su una vicenda che il Consiglio Regionale dovrebbe voler chiarire affinchè – conclude – tali fenomeni non debbano ripetersi, ma per affossare una legittima richiesta di audizione.”

    Alberto Claudio De Giglio
    Responsabile Comunicazione M5S Puglia

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